La Scarzuola: guida al borgo che trasporta i turisti in un quadro di Escher

Un itinerario tra storia e cultura per esplorare il surreale borgo nascosto tra le verdi colline dell'Umbria

La Scarzuola è un borgo umbro in grado di stupire anche i viaggiatori più esperti e razionali. Sculture suggestive, grandi occhi, piccolissime scale infinite, rebus e labirinti, riportano subito alla mente i lavori dell’illustre incisore e grafico olandese Maurits Cornelis Escher. Una realtà virtuale in grado di offrire uno spettacolo unico.

Se pochi italiani ne hanno sentito parlare finora, le immagini del borgo hanno invece fatto il giro del mondo grazie allo spot di un profumo ambientato in questo particolare gioiello architettonico della Scarzuola di Montegiove, frazione di Montegabbione, nell’Alto orvietano.

Sul sito del brand di moda si legge: “Nel cuore dell’Italia riposa una città in miniatura surrealista, nata dal sogno utopico di un uomo. Se esiste un portale per Narnia (la città delle famose “Cronache”, ndr) che conduce a un universo parallelo distante dalla realtà probabilmente si nasconde proprio qui, tra le chiome a punta degli alberi di un giardino segreto racchiuso nel cuore dei colli umbri”.

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@123rf

Situato in provincia di Terni, è principalmente conosciuto perché, secondo alcuni studi, pare che San Francesco d’Assisi vi abbia soggiornato per un periodo della sua umile vita. Infatti, l’antico convento visitabile è stato edificato proprio dove decise di iniziare il cammino spirituale, vivendo in una capanna e privandosi di ogni bene. La costruì utilizzando alcuni rami della pianta palustre “scarza” da cui appunto deriva il nome del borgo.

Non è l’unico personaggio storico nel tempo che la cultura associa a questo luogo magico. A partire dal 1956, l’architetto milanese Tommaso Buzzi decise di acquistare il terreno adiacente al convento. Inizialmente non aveva un progetto ben definito e dopo alcuni anni avviò la costruzione in gran segreto della sua “città ideale“. Edifici ispirati a scenografie architettoniche storiche come l’Acropoli di Atene, Villa Adriana e Villa d’Este o il Parco dei mostri di Bomarzo, ma anche da riferimenti letterari come la “Sforzinda” di Filarete o il “Vittoriale” di D’Annunzio.

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Buzzi in questo modo rese chiaro il suo intento: dar forma concreta alla sua autobiografia di pietra. Si sentì per la prima volta nella sua lunga carriera libero di agire lontano da commissioni o imposizioni esterne. Un lavoro incompiuto e aperto, dunque, fatto di costruzioni e stimoli filosofici dal passato di epoche e stili differenti che oggi nell’insieme riportano il viaggiatore a percorrere stradine, salire scale, scoprire labirinti per sentirsi protagonista di un forte simbolismo come solo un’illustrazione del magico Escher può far emergere.

Per raggiungere La Scarzuola occorre percorrere tratti di strada sterrata tra i boschi umbri di Montegiove. Alla morte dell’architetto milanese il borgo è stato affidato a una suo uomo fidato. Vi ritroverete all’entrata con altri turisti e, al suono di una campana, la guida verrà ad aprirvi la porta. Potrete comunque decidere se avventurarvi da soli o seguire indicazioni e ascoltare racconti fantasiosi su questa utopica città-teatro.

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