I 5 borghi più belli della Catalogna da scoprire (lontano dal turismo di massa)

Banyoles, Cadaquès, Besalù e gli altri: viaggio alla scoperta di una regione spagnola dall'identità forte e dalla storia piena, lontano dai circuiti più battuti

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Lorenzo Calamai

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Dopo quattro continenti, diciassette paesi, quindici capitali ha scoperto che il più delle volte quello che cerchi non è poi così lontano da casa.

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In Catalogna, Barcellona si inghiotte molto dell’immaginario. La Sagrada Família, le Ramblas, la Barceloneta: una grande città, frizzante e piena di vita, con un grande giro turistico. Poi ci sono le località marittime e le altre cittadine, ma questa regione nel nord-est della Spagna custodisce anche un’altra anima, quella dei piccoli borghi di provincia nascosti come gemme di un tesoro nelle pieghe della provincia di Girona, tra i dolci colli dell’Empordà e pure sulla gettonata riviera della Costa Brava.

Una regione, quella catalana, dall’identità forte, con un carattere indomito e dalla storia piena, con radici antiche ma anche sussulti di contemporaneità. Una zona capace di mantenere la propria autenticità malgrado i flussi turistici, presenti anche se senza possibilità di minimo confronto con l’affluenza registrata nel capoluogo della Catalogna. Cinque borghi in particolare raccontano l’anima, la storia e la bellezza catalane. Dal mare quieto di Cadaquès alle strade medievali di Besalù, dal placido lago di Banyoles alla frizzantezza surrealista di Figueres, fino all’impossibile abbraccio di natura e architettura di Castellfollit de la Roca: ogni tappa è un invito a guardare oltre le cartoline e a scoprire davvero il carattere di una regione che riesce ancora a sorprendere chi decide di alzare lo sguardo dagli itinerari turistici mainstream.

Banyoles e il suo lago

Al centro della provincia di Girona si trova Banyoles, un borgo tranquillo, silenzioso e placido come le acque del suo grande specchio d’acqua, l’Estany de Banyoles, il lago naturale più esteso della Catalogna.

Protagonista delle Olimpiadi del 1992 in quanto sede delle competizioni di canottaggio, il lago è un paradiso per gli amanti delle attività all’aperto: oltre a percorrere il suo perimetro a piedi o in bici, tutte le stagioni sono buone per pagaiare sulle acque tranquille in kayak o in canoa. Le grandi chiome dei faggi popolano la passeggiata lungolago, regalando un’atmosfera romantica esaltata dalle decadenti, solitarie costruzioni che ne popolano le rive.

Banyoles borghi Catalogna
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Uno degli edifici lungo le sponde del lago di Banyoles

La cittadina vera e propria di Banyoles si sviluppa sulla sponda orientale del lago. Ha un centro storico raccolto, con piazze e viuzze in cui si affacciano bar e ristoranti, dalle chiare radici medioevali. Tra i luoghi d’interesse ci sono il Monastero di Sant Esteve e il Museo Archeologico Regionale, che conservano reperti che ben raccontano la storia dell’area. Deliziosa la Plaça Major: uno spazio rettangolare circondato da edifici in pietra di grande geometria e raffinatezza architettonica, con ampi portici, al centro del quale sorge un giardinetto ombreggiato dalle chiome di numerosi giovani alberi, pronti a fronteggiare il grande caldo dell’estate catalana.

Cadaqués: bianco e blu tra mare e arte in Costa Brava

Affacciato su una splendida baia naturale bagnata dal Mediterraneo, il borgo di Cadaqués è una delle perle della Costa Brava. La prima cosa che colpisce l’occhio del visitatore che scende in auto la tortuosa strada che conduce in città, attorcigliandosi tra i tornanti che si spingono verso il promontorio, è il bianco candido degli edifici.

Cadaques Borghi Catalogna
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Vista sulla baia di Cadaques

La peculiarità di Cadaqués sta in questo suo candore e nella sua magica posizione tra mare e collina, che gli conferiscono un fascino senza tempo: stradine strette, vicoli che si aprono su piccole piazzette quadrate, barche dalle chiglie variopinte, quell’atmosfera languida che spinge le persone a far trascorrere le giornate senza fretta e senza furia. È stato uno dei luoghi più frequentati da Salvador Dalí: nei pressi del borgo si trova infatti Portlligat, dove sorge la casa-atelier del maestro surrealista, oggi museo dedicato alla sua vita e opera.

Besalú: un ponte verso il Medioevo

Dalla costa all’entroterra della Catalogna: tra colline e vallate verdeggianti, frutto di un’antica area vulcanica, si arriva a Besalú, un borgo che sembra fermo nel tempo. È uno dei centri storici medievali meglio conservati di tutta la regione e un esempio perfetto di come la storia si intreccia con l’architettura.

Il simbolo di Besalú è il suo grandioso ponte romanico, caratterizzato dai suoi sette archi e sormontato da una torre di guardia, che si erge maestoso sul Fluvià, il corso d’acqua che fiancheggia il borgo, e consente l’accesso al pittoresco centro storico, tra facciate in pietra, saliscendi e vicoli attorcigliati. La cosa migliore da fare è perdersi tra le viuzze, rimanere affascinati dagli scorci che regalano e infine concedersi un aperitivo in totale relax nella Plaça Prat de Sant Pere, di fronte alla facciata romanica dell’omonimo monastero, uno degli edifici simbolo del borgo.

Besalu borghi Catalogna
Lorenzo Calamai
Il ponte di Besalù

Inoltre, una delle esperienze più affascinanti del borgo è esplorare l’antico quartiere ebraico, dove scoprire testimonianze del passato nei resti dell’antica sinagoga e nel mikvé, il bagno rituale ebraico.

Castellfollit de la Roca: vedute del borgo sospeso

La Garrotxa è un’area della Catalogna caratterizzata da un ambiente unico. È considerato uno dei migliori esempi di paesaggio vulcanico in Spagna: vi si possono trovare 40 coni vulcanici, circa dieci crateri e una ventina di colate di lava basaltica, tutto risalente a oltre diecimila anni fa e oggi coperto da una fitta e verdeggiante vegetazione.

In questo contesto sorge il piccolissimo borgo di Castellfollit de la Roca, un paese costruito letteralmente a strapiombo su una scogliera basaltica, per l’appunto risultato di antiche colate laviche che, con il tempo, hanno modellato un paesaggio spettacolare. Le case e l’antica chiesa del borgo (Iglesia de San Salvador) si affacciano sulla cresta di questa parete rocciosa, regalando vedute straordinarie sul territorio più a valle.

Castellfollit de la roca borghi catalogna
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La parete basaltica su cui sorge Castellfollit de la Roca

Castellfollit è veramente un piccolo tesoro immerso tra i boschi della Garrotxa, un borgo fermo nel tempo dove gli abitanti resistono da tempo immemore, ancorati alla roccia che sostiene il paese e all’amore che provano per questo luogo, malgrado spesso portati lontano dalla vita e dalle necessità di lavoro.

Figueres: culla del surrealismo

La definizione di borgo sta un po’ stretta a Figueres, cittadina vibrante con più di 40mila abitanti e cuore culturale dell’Alt Empordà, una delle comarques in cui è suddivisa la Catalogna. La città è patria di uno degli artisti più noti del Novecento, Salvador Dalí, e da lui eredita un’atmosfera di leggera follia, come contagiata da una sorta di febbre della surrealtà.

A Figueres si trova il celebre Teatro-Museo Dalí, una tappa obbligata per gli amanti dell’arte e del pittore, con una collezione straordinaria di opere che attraversano tutta la sua produzione artistica. Tuttavia le attrattive del luogo non si limitano a questo: il Castello di Sant Ferran, ad esempio, è una imponente fortezza del XVIII secolo che sorge sul colle della Muntanyeta e che simboleggia il luogo da cui è nato l’insediamento odierno.

Figueres borghi catalogna
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Il Teatro-Museo Dalì a Figueres

Nelle strade di Figueres si respira un connubio tra la storia catalana e la vita fervente dei mercati locali, dei caffè e delle piazze animate, unite a loro volta a una vivace scena culturale cittadina, legata a eventi e spazi che testimoniano l’importanza dell’arte nella vita quotidiana. Curiosità: a Figueres si trova il Museu del Joguet de Catalunya, che ospita una collezione di oltre quattromila balocchi di ogni tipo, forma e colore.