Palazzo Te a Mantova: un’antica dimora totalmente visitabile

L'edificio permette di comprendere come vivevano le famiglie nobili del passato

Le bellezze di Palazzo Te a Mantova sono molteplici: questa struttura è stata costruita nel corso del 1500 da Giulio Romano, uno dei più insigni architetti e pittori del rinascimento, commissionato da Federico II Gonzaga. All’interno del Palazzo, oltre a poterne ammirare le stanze, gli affreschi e l’architettura, si trova il Museo Civico di Mantova e periodicamente vengono organizzate mostre d’arte di varia tipologia.

Per chiunque giunga a Mantova Palazzo Te è uno dei monumenti fondamentali da visitare, infatti attira ogni anno svariate migliaia di turisti. Il Palazzo te di Mantova è costituito da una struttura a ferro di cavallo, con al centro un piazzale erboso, che un tempo ospitava un ampio giardino con labirinto, ormai perduto.

I gioielli di Palazzo Te a Mantova sono certamente gli affreschi, che testimoniano ancora oggi i gusti, gli usi ed i costumi della famiglia Gonzaga, che ha fatto costruire questo palazzo su quella che al tempo era un’isola, separata dalla città. Questa dimora era considerata il luogo del divertimento, una sorta di dimora di campagna dove organizzare feste e ricevere gli ospiti.

Giulio Romano si è ispirato ai modelli di Vitruvio per progettare Palazzo Te e ha dotato gran parte delle sale di incredibili affreschi. Non c’è bisogno di descrivere come visitare il Palazzo, perché il museo oggi presente spinge i visitatori a percorrere un giro obbligato, guidati da indicazioni precise.

Notevoli sicuramente alcune stanze, che svettano per la loro bellezza al di sopra di altre: come ad esempio la stanza dei cavalli, dove una enorme sala per banchetti e feste è adornata con i “ritratti” dei cavalli della famiglia Gonzaga. Particolare anche la Camera del Sole e della Luna, un camerino privato, con soffitto totalmente affrescato.

Molto bella è anche la camera dei giganti, dove Giulio Romano ha dipinto soffitto e pareti come se si trattasse di un’unica tela: lo spettatore si sente inserito in uno spazio irreale, dove il cielo e la terra si toccano. Gli affreschi, di una bellezza da togliere il fiato, rappresentano la Caduta dei Giganti, tratta dalle Metamorfosi di Ovidio.

La facciata del corpo centrale del Palazzo è prospicente a due ampi bacini, dove Federico II amava pescare. In fondo al giardino vi è una balaustra che chiude lo spazio. Sulla sinistra l’appartamento del giardino segreto: piccole stanze che si aprono su un minuscolo giardino che fa da ingresso ad un bagno che simula una grotta naturale, veramente originale e insolita.

Immagini: Depositphotos

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