La misteriosa valle dei massi che camminano

In California, nella Death Valley, esiste un lago ormai asciutto dove le rocce si muovono da sole

In un bacino desertico della California c’è una valle dove le rocce si muovono da sole. E non parliamo di sassolini ma di massi. Le loro scie sulla superficie della Racetrack Playa, un lago asciutto nel Parco Nazionale della Death Valley, hanno portato geologi esperti a interrogarsi per decenni, ma il mistero sembra essere risolto. Come fanno queste pietre a muoversi lasciando tracce del loro passaggio?

Circondata da colline rocciose, la Racetrack Playa è uno dei posti più secchi e caldi del Nord America. Si trova nella Death Valley, a 1.100 metri sul livello del mare, e la sua superficie lunga 4,5 chilometri è occupata da centinaia di rocce dal peso e dalle dimensioni differenti. Chiamate “pietre a vela”, per il loro movimento sulla sabbia, alcune hanno la grandezza di una palla da baseball, altre, invece, raggiungono i 300 chili, e le loro scie possono essere corte, lunghe o a zig zag. Un fenomeno davvero misterioso che, dopo diversi studi, nel 2004 ha finalmente trovato la sua spiegazione.

Numerose sono state le ipotesi nel corso degli anni. Nel 1948 i primi studi scientifici suggerivano che a far muovere le rocce fossero dei vortici di sabbia, altri, invece, ritenevano che fossero dei venti paragonabili a un uragano, infine si è ipotizzata una tempesta. Infatti, secondo un gruppo di geologi della Scripps Institution of Oceanography della California, a far muovere i massi sarebbero alcuni strati di ghiaccio che si trovano al di sotto della superficie, che si formano quando piove e il letto del lago si riempie di acqua piovana.

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Racetrack Playa – fonte: 123rf

Quando durante la notte le temperature si abbassano, l’acqua gela formando sulla sua superficie lastre di ghiaccio abbastanza sottili da poter galleggiare, ma allo stesso tempo abbastanza spesse per oltrepassare le rocce che incontrano. Il sole, poi, sciogliendo il ghiaccio rompe le lastre in blocchi che vengono spostate dal vento attraverso il bacino e colpiscono le rocce facendole spostare sulla superficie fangosa.

A far muovere le “pietre a vela” sarebbe quindi una combinazione di ghiaccio, vento e sole. I massi, infatti, si muovono su una superficie con scarso attrito, ad una velocità di 3-5 metri al minuto, seguendo una traiettoria disegnata dal vento e dall’acqua sottostante. Perché il fenomeno avvenga, ovviamente, sono necessarie determinate condizioni climatiche che si verificano soltanto durante il periodo invernale.

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Racetrack Playa – fonte: 123rf

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