Il bacio salato di Afrodite: Giola, la laguna marina più scenografica dell’Egeo

Costa meridionale di Thassos: sentiero ruvido, mare trasparente e leggende dedicate ad Afrodite regalano una delle visioni più magnetiche della Grecia

Foto di Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Sulla punta meridionale di Thassos, isola che i locali chiamano affettuosamente “Lo smeraldo” o “Il diamante dell’Egeo”, si nasconde un prodigio geologico in grado di sfidare le leggi della prospettiva. Parliamo di Giola, una piscina naturale quasi irreale per forma e colori: vista dall’alto ricorda un occhio aperto sul mare, tanto che per gli abitanti dell’isola rappresenta la “Lacrima di Afrodite“, dea dell’amore.

Un luogo che attira soprattutto viaggiatori abituati ad angoli sprovvisti di artifici turistici, in quanto priva di sabbia dorata, stabilimenti eleganti e file ordinate di ombrelloni. Chi vi arriva, infatti, si accorge che qui domina la materia viva della costa greca, fatta di rocce terrazzate, fenditure modellate dal sale, arbusti bassi piegati dal vento e un mare che cambia tonalità nel giro di pochi minuti.

Pareti naturali alte fino a 8 metri racchiudono una piscina plasmata dal tempo, dove nessun intervento umano ha potuto alterare la struttura originaria. Soltanto erosione, vento e onde. Pochi metri più in là, invece, correnti rapide, fondale scuro e schiuma bianca lungo gli spigoli più bassi della scogliera ribaltano tutto. No, l’acqua di Giola non è impraticabile, perché dentro la laguna resta più tiepida rispetto all’Egeo circostante.

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