Sulla punta meridionale di Thassos, isola che i locali chiamano affettuosamente “Lo smeraldo” o “Il diamante dell’Egeo”, si nasconde un prodigio geologico in grado di sfidare le leggi della prospettiva. Parliamo di Giola, una piscina naturale quasi irreale per forma e colori: vista dall’alto ricorda un occhio aperto sul mare, tanto che per gli abitanti dell’isola rappresenta la “Lacrima di Afrodite“, dea dell’amore.
Un luogo che attira soprattutto viaggiatori abituati ad angoli sprovvisti di artifici turistici, in quanto priva di sabbia dorata, stabilimenti eleganti e file ordinate di ombrelloni. Chi vi arriva, infatti, si accorge che qui domina la materia viva della costa greca, fatta di rocce terrazzate, fenditure modellate dal sale, arbusti bassi piegati dal vento e un mare che cambia tonalità nel giro di pochi minuti.
Pareti naturali alte fino a 8 metri racchiudono una piscina plasmata dal tempo, dove nessun intervento umano ha potuto alterare la struttura originaria. Soltanto erosione, vento e onde. Pochi metri più in là, invece, correnti rapide, fondale scuro e schiuma bianca lungo gli spigoli più bassi della scogliera ribaltano tutto. No, l’acqua di Giola non è impraticabile, perché dentro la laguna resta più tiepida rispetto all’Egeo circostante.
Formazione e caratteristiche della Giola
Giola rappresenta uno dei fenomeni geologici più particolari dell'Egeo settentrionale. Secoli di mareggiate hanno scavato lentamente una cavità ellittica nella roccia costiera e, contemporaneamente, l'erosione marina ha modellato bordi, terrazze e aperture laterali fino alla forma attuale. Le dimensioni sono pari a circa 20 metri per 15, la profondità è invece vicina ai 3 metri.
Durante le giornate agitate, le onde provenienti dal largo superano il margine inferiore e alimentano continuamente la laguna. Alcuni studi locali parlano anche di piccole sorgenti sotterranee in grado di contribuire al ricambio dell'acqua. Proprio questa miscela tra mare aperto e infiltrazioni interne regalerebbe temperature leggermente superiori rispetto alla costa circostante.
La superficie rocciosa presenta tonalità chiare tendenti al grigio avorio. Tratti levigati alternano porzioni rugose ricoperte da sottili strati salini, mentre la luce intensa e i riflessi mettono in scena effetti ottici sorprendenti: verso mezzogiorno l'acqua pare liquido fluorescente. Al tramonto emergono invece sfumature profonde, quasi blu petrolio.
Particolarissima anche la struttura naturale dei bordi, con gradoni di pietra che scendono verso la piscina in maniera abbastanza regolare, fattore utile per entrare in acqua senza scale oppure pontili. Pareti più alte attirano ragazzi pronti ai tuffi, anche se (ed è fondamentale esserne consapevoli) la prudenza è obbligatoria per via dello spazio ristretto e della profondità limitata che richiedono attenzione assoluta.
Miti locali aggiungono fascino al paesaggio: una leggenda racconta di Zeus intento a scolpire Giola per regalare ad Afrodite un luogo dedicato ai bagni lontano dagli sguardi umani. Un'altra versione trasforma la laguna in un gigantesco occhio attraverso il quale il re degli dèi osservava la donna durante le sue nuotate.
Cosa fare e vedere a Giola
Chi sceglie Thassos come propria meta di vacanza non può di certo perdersi Giola, ma allo stesso tempo deve sapere che, oltre all'innegabile bellezza che cattura, la piscina provoca sensazioni fisiche immediate: calore della pietra sotto i piedi, sale sulla pelle e vento costante sul viso. L'esperienza, infatti, ruota attorno alla natura stessa del posto. Gran parte dei visitatori trascorre ore sdraiata sulle piattaforme rocciose attorno alla laguna, tra bagni continui e pause dedicate al panorama.
L'acqua limpida permette di distinguere facilmente il fondale. Tuffarsi dalle rocce, tuttavia, rappresenta l'attività più celebre. La parete posteriore raggiunge circa 8 metri nel punto più elevato. Per questo motivo, ragazzi greci e viaggiatori stranieri si alternano lungo il bordo più alto, tra adrenalina e applausi spontanei. Ricordatevi sempre di farlo con attenzione, onde evitare di rendere il divertimento un rischio serio.
Molte soddisfazioni le possono avere anche coloro che amano la fotografia o semplicemente l'osservazione paesaggistica. La costa meridionale di Thassos presenta una morfologia selvaggia, molto diversa rispetto alle immagini classiche delle Cicladi. Al calar del sole, tra le altre cose, l'intera area assume colori ramati spettacolari.
Pochi minuti sopra la laguna sorgono una piccola taverna panoramica e un punto ristoro semplice ma piacevole. Pesce fresco, olive throuba tipiche dell'isola, gamberi dell'Egeo e birra ghiacciata rappresentano la ricompensa perfetta dopo il sentiero assolato che si deve affrontare per raggiungerla.
Chi desidera proseguire la giornata verso lidi più attrezzati può raggiungere Psili Ammos in circa 10 minuti d'auto. Ah, di fronte a Giola è possibile ammirare Astiriotiko, piccolo isolotto disabitato associato a racconti popolari sulle sirene.
Dove si trova e come arrivare
La sorprendente Giola si trova vicino al villaggio di Astris, nella parte meridionale di Thassos, isola greca situata nel nord dell'Egeo davanti alla Macedonia orientale. Si tratta di un'area lontana dai grandi flussi del turismo internazionale, fattore che fa sì che si preservi buona parte del fascino originario.
Da Limenas, porto principale dell'isola, servono circa 60 minuti d'auto per percorrere 41 chilometri. La partenza da Skala Prinos richiede invece quasi 45 minuti. Potos resta molto più vicina, appena 15 minuti lungo la strada costiera meridionale. L'ultimo segmento del tragitto attraversa un percorso in parte sterrato tra colline aride e pini bassi e, fortunatamente, condizioni migliori rispetto al passato facilitano l'accesso anche tramite vetture standard. C'è pure un parcheggio ombreggiato ad accogliere i visitatori prima del sentiero finale.
Il tratto conclusivo resta il vero filtro naturale di Giola: discesa ripida, terreno irregolare e sole forte durante gran parte della giornata. Per questo motivo servono necessariamente scarpe stabili, cappello, acqua abbondante e crema solare. È inoltre importante sapere che l'assenza di sabbia richiede asciugamani robusti oppure materassini leggeri da appoggiare direttamente sulla pietra.
Arrivare a Giola equivale ad accettare una piccola sfida fisica, ma la ricompensa che si ottiene è quella di aver raggiunto uno degli angoli più particolari della Grecia. Proprio questa selezione naturale preserva la sua atmosfera, ovvero quella di una scenografia primitiva in grado di restare impressa molto più a lungo rispetto a tante spiagge perfette ma prive di anima.