Le torri sull’acqua del Castello di Cleydael, un fascino antico nelle verdi campagne delle Fiandre

Avvolto da fossati scuri e boschi lussureggianti, il Castello di Cleydael racconta sette secoli di Fiandre lontane dai riflettori (ma assolutamente emozionanti)

Foto di Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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A ovest di Aartselaar, nel cuore pianeggiante della provincia di Anversa, il traffico e il cemento urbano sembrano interrompersi per lasciare spazio a una vegetazione rigogliosa. Ed è proprio tra prati curati, alberi maturi e corsi d’acqua lenti che appare il Castello di Cleydael, circondato da un fossato talmente ampio da far credere di essere un piccolo lago artificiale che protegge gelosamente i segreti racchiusi tra le sue mura.

Questa emozionante struttura nacque come castello feudale costruito su un’isola immersa nel flusso di due rami del fiume Struisbeek. Una scelta strategica precisa, quindi, in quanto legata al controllo del territorio agricolo circostante e ai collegamenti verso Anversa.

Oggi il maniero appartiene a una proprietà privata, al punto che gli interni accolgono eventi esclusivi, cene e celebrazioni riservate. L’esperienza del visitatore passa quindi esclusivamente dallo sguardo esterno, dal perimetro d’acqua e dai viali del golf club che occupa l’antica tenuta. Ma no, non è un problema, perché proprio questa distanza forzata ne amplifica il fascino.

Breve storia del Castello di Cleydael

Le radici di questo complesso affondano nel terreno argilloso del XII secolo, epoca in cui la difesa del territorio richiedeva fortificazioni robuste e posizioni strategiche lungo i corsi d’acqua. In questa fase iniziale la tenuta era di proprietà della famiglia Sanders van Hemessen, uno dei primi casati documentati e che ne avviò lo sviluppo come residenza fortificata.

Nel corso dei secoli successivi la fortezza passò più volte di mano in mano, seguendo le vicende politiche e sociali della regione. Durante il XVI secolo fu coinvolto indirettamente nei conflitti che sconvolsero i Paesi Bassi, fino a subire un assedio e un saccheggio che ne compromisero gravemente le condizioni. Dopo questi eventi, per oltre dieci anni (e purtroppo) rimase in stato di forte degrado, tanto da venire occupato in modo occasionale da persone senza fissa dimora.

La svolta arrivò nel 1613, anno in cui la famiglia Hellemans acquistò la proprietà. I nuovi possidenti intrapresero un intervento di restauro importante, grazie al quale ripararono i danni. Per via di questi lavori, Cleydael recuperò prestigio e tornò a essere un punto di riferimento nel paesaggio locale.

Dopo la Prima Guerra Mondiale il maniero entrò in una nuova fase della sua storia. Un armatore di Anversa ne divenne padrone e, negli anni Cinquanta del Novecento, promosse un ulteriore restauro volto a dare coerenza all’intero complesso architettonico. Nonostante i numerosi conflitti che hanno segnato questa parte del Belgio nel corso dei secoli, Cleydael è riuscito a sopravvivere a saccheggi e trasformazioni: ancora adesso conserva la propria struttura e la memoria del suo passato.

Cosa vedere (dall’esterno)

Come vi abbiamo già accennato, questa magnifica struttura attualmente appartiene a privati e viene utilizzata principalmente per ospitare eventi esclusivi, matrimoni da favola o cene di gala aziendali. Nonostante ciò, il fascino della sua facciata rimane accessibile a chiunque desideri ammirarla dall’esterno.

Château Cleydael, castello da sogno

A colpire all’istante, infatti, è la sua forma con pianta quadrata con quattro ali che racchiudono un cortile rettangolare attorno alle quali corre l’ampio fossato. Sul lato occidentale si trovano la Torre del Gufo e la Torre del Gatto, mentre a nord-est si innalza la Torre della Volpe, di forma quadrata, con una cuspide a cipolla e mura superiori al metro di spessore. A sud-est appare la Torre della Cappella, così chiamata per la presenza di un ambiente sacro con volta stellare, raro esempio di decorazione gotica integrata in una struttura difensiva.

Con un occhio particolarmente attento si possono scovare dettagli minuziosi, tra cui le feritoie strette della torre nord che ricordano i tempi delle balestre, e le decorazioni più elaborate della parte centrale che suggeriscono un periodo di grande benessere economico.

Il materiale dominante risulta il laterizio brabantino, abbinato a inserti in arenaria. I mattoni provengono con ogni probabilità dall’area circostante, scelta che rafforza il legame tra edificio e territorio. Oltre al corpo principale, l’attenzione va al Nederhof, la corte bassa di forma trapezoidale che presenta ancora l’accesso orientale tramite quello che, in passato, era un ponte levatoio verso il portale principale. Gli edifici laterali ospitavano la casa del balivo, in seguito quella del guardiacaccia, oltre a stalle, fienili, una torre di guardia quadrata e una vecchia birreria.

Il campo da golf che circonda parzialmente la tenuta regala ampi spazi aperti da cui godere della vista panoramica, garantendo un colpo d’occhio straordinario sulla maestosità dell’edificio nel suo insieme.

Leggende e curiosità

Come tutti i posti di questo genere, pure Cleydael alimenta racconti sussurrati. Le torri, ciascuna con un nome proprio, favoriscono narrazioni simboliche. La Torre del Gufo viene associata alla vigilanza notturna, mentre quella del Gatto richiama agilità e astuzia. La Torre della Volpe, più massiccia, incarna l’idea di difesa intelligente. La Cappella, con la sua volta stellare, rappresenta il cuore spirituale del complesso.

Secondo tradizioni locali, i fossati avrebbero nascosto passaggi segreti verso la campagna che, in epoche remote, erano utilizzati per assedi e fughe improvvise. Altre storie parlano di figure incappucciate avvistate al crepuscolo nei secoli di abbandono, quando il castello offriva riparo a chi viveva ai margini della società. Tali narrazioni tramandate oralmente nelle taverne di Aartselaar aggiungono un velo di mistero che rende l’osservazione delle mura ancora più suggestiva.

Come arrivare

Non è affatto complesso raggiungere il Castello di Cleydael, in quanto si trova a poca distanza da Anversa. Partendo da quest’eclettica città, basta poi procedere verso sud tramite la strada statale A12 in direzione Bruxelles. L’uscita per Aartselaar conduce rapidamente verso una zona più rurale dove le indicazioni per “Cleydael” diventano frequenti.

Per chi preferisce spostarsi con i mezzi pubblici, ci sono diversi autobus che partono regolarmente dalla stazione centrale di Anversa, fermandosi a breve distanza dal sentiero principale che porta alla tenuta.

Il periodo migliore per una visita coincide con la tarda primavera o l’inizio dell’autunno, momenti in cui il fogliame degli alberi vicini esplode in colori vividi che incorniciano il castello in modo sublime. Nei suoi pressi, tra le altre cose, si trovano alcune brasserie tradizionali in cui poter assaggiare una birra artigianale locale: il modo migliore per concludere la giornata è proprio grazie ai sapori autentici delle Fiandre.