Amendolara, splendido borgo della provincia di Cosenza, adagiato su una serie di pianure che degradano dolcemente verso lo Jonio, è uno di quei luoghi dove storia e leggenda sono profondamente legate. Questa gemma della Calabria, confermata Bandiera Blu 2026, è molto più che una destinazione balneare, dove l’eco della Magna Grecia incontra la grandezza medievale, offrendo ai viaggiatori un’esperienza che va ben oltre il classico soggiorno marino per trasformarsi in un viaggio nel mito.
Indice
L’origine e la leggenda di Amendolara
Il legame tra Amendolara e il mito affonda le radici nella notte dei tempi. La leggenda narra che Epeo, il leggendario costruttore del Cavallo di Troia, durante il viaggio di ritorno dalla guerra fu sorpreso da una terribile tempesta. Disperato, promise alla dea Atena che, se si fosse salvato, avrebbe fondato una città in suo onore nel punto esatto del suo sbarco. La dea tese la sua mano protettrice e nacque così Lagaria, la città ancestrale che i secoli avrebbero poi trasformato in Amendolara (dal greco Amygdalaria, per via della sua ricca e poetica fioritura di mandorli).
Ma i segreti non finiscono a terra. A dodici miglia dalla costa, nascosta sotto appena venti metri d’acqua, si estende la Secca di Amendolara. Antiche mappe e recenti studi suggeriscono che qui un tempo sorgesse un’isola, il Monte Sardo, sprofondata per erosione. Per molti, quell’isola non era un posto qualunque, bensì Ogigia, il mitico paradiso in cui la ninfa Calipso trattenne Ulisse per sette anni, prigioniero d’amore e di incantesimi.
Perché visitare Amandolara
Amandolara, in Calabria, è un luogo tutto da scoprire. Il centro storico custodisce palazzi nobiliari come Palazzo Andreassi, Palazzo Melazzi e la suggestiva Palazziata, testimoni di secoli di architettura e potere. Poco distante, la Cappella dell’Annunziata (o dei Greci), sorta sulle rovine di un tempio pagano, incanta con la sua cupola bizantina e gli affreschi medievali.
Dominano il paesaggio le imponenti architetture difensive: il castello, antica Domus Imperialis restaurata da Federico II di Svevia nel 1239, che oggi regala un panorama pazzesco che spazia dal bosco di Straface fino alle cime del Pollino, e la Torre Spaccata, eretta nel 1517 per avvistare le navi dei pirati saraceni. Per gli amanti della storia, il Museo Archeologico Laviola offre una collezione di reperti che collegano l’età del Bronzo all’epopea dei coloni greci.
Le spiagge Bandiera Blu 2026
Il litorale di Amendolara si consacra anche tra le mete d’eccellenza globale grazie alla Bandiera Blu 2026, sventolando fiera su due gemme costiere: Lido Ogigia e Torre Spaccata. A Lido Ogigia la spiaggia di ciottoli evoca l’epopea di Ulisse, offrendo relax immerso nel mito; poco oltre, la zona di Torre Spaccata unisce la bellezza selvaggia della natura incontaminata al fascino eterno della storia aragonese.
Dove si trova e come arrivare
Amendolara, incastonata tra la Marina di Roseto Capo Spulico e Trebisacce, può essere raggiunta facilmente in auto percorrendo la Strada Statale 106 Jonica (SS106), l’arteria principale che costeggia il litorale e che collega Taranto a Reggio Calabria. Per chi arriva dall’Autostrada A2 (del Mediterraneo), l’uscita consigliata è Frascineto/Ejanina, proseguendo poi in direzione della costa jonica.
Chi viaggia con il treno, la stazione ferroviaria di Amendolara-Oriolo serve la linea jonica, mentre gli aeroporti più vicini e comodi per i collegamenti nazionali e internazionali sono l’Aeroporto di Lamezia Terme e l’Aeroporto di Bari.