La spiaggia nera di Reynisfjara in Islanda è stata cancellata: sparisce un altro paradiso

Onde anomale e tempeste hanno stravolto Reynisfjara: l’erosione cancella la famosa spiaggia di sabbia nera e rende instabili le scogliere di basalto

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Elena Usai

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La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

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Sui social non si parla d’altro: Reynisfjara non esiste più, almeno non come la ricordavamo. La spiaggia di sabbia nera più famosa d’Islanda, usata anche come location nella settima stagione de Il Trono di Spade e meta imperdibile per chiunque visiti il sud dell’isola, è stata vittima di un’erosione costiera senza precedenti.

Una serie di tempeste violente ha letteralmente rimosso lo strato superficiale di sabbia vulcanica, lasciando scoperto un terreno roccioso e inospitale. Quello che era un ampio litorale si è trasformato in una sottile striscia di terra dove l’azione del mare è diventata più violenta e imprevedibile.

Perché la spiaggia nera di Reynisfjara non esiste più

Il fenomeno che ha colpito la spiaggia in Islanda è il risultato di un raro incastro di fattori climatici. Normalmente, le correnti e i venti provenienti da sud-ovest portano nuovi sedimenti, mantenendo l’equilibrio della costa. Tuttavia, quest’anno la persistenza di forti venti orientali ha invertito il processo: la sabbia è stata trascinata via verso ovest, ma la presenza del promontorio di Reynisfjall ha impedito che nuova sabbia arrivasse a rimpiazzare quella perduta.

Di conseguenza, il livello della spiaggia si è abbassato di diversi metri in poche settimane. Questo non è solo un problema estetico per i turisti in cerca dello scatto perfetto, ma un cambiamento strutturale che ha reso la zona estremamente instabile. L’assenza della “protezione” naturale della sabbia, infatti, permette alle onde di infrangersi con più energia contro la base delle scogliere, accelerando i crolli e rendendo il paesaggio irriconoscibile.

Un destino che, per motivi legati al maltempo, ha riguardato anche il famoso arco degli innamorati in Puglia: in questo caso, il crollo dell’arco è avvenuto sotto la pressione di onde altissime che hanno colpito con forza la fragile falesia calcarea.

La bellezza del paesaggio oltre l’erosione

Le ricadute sul turismo sono immediate e impongono una revisione totale delle modalità di visita. La celebre grotta di Hálsanefshellir è ormai quasi sommersa o sbarrata dai detriti dei crolli, rendendo l’avvicinamento un rischio che le autorità sconsigliano vivamente. Inoltre, la scomparsa della pendenza naturale della spiaggia ha reso le “sneaker waves”, le onde anomale tipiche di questa zona, ancora più veloci e letali, poiché l’acqua corre su una superficie rocciosa piatta senza incontrare l’attrito della sabbia.

Nonostante la morfologia del litorale stia cambiando, il fascino di questo luogo resta indiscutibile. La metamorfosi di Reynisfjara non significa la fine della sua bellezza, ma impone un nuovo modo di esplorarla. Se il contatto diretto con la battigia è oggi più limitato e rischioso, l’esperienza si sposta verso l’alto: i sentieri che salgono sul promontorio di Reynisfjall offrono una prospettiva aerea mozzafiato, permettendo di abbracciare con lo sguardo l’intero arco della costa sud e i faraglioni che emergono dai flutti.

In definitiva, il paesaggio non scompare, ma si evolve, ricordandoci che la vera essenza di un viaggio in Islanda sta proprio nell’ammirare la forza indomita di una natura che non smette mai di riscrivere le proprie regole.