Il rimborso per il bagaglio smarrito non sarà più un labirinto di documenti, ora ne basterà solo uno: questo è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione che ha definito il Pir come una soluzione sufficiente per poter procedere. Ma quali sono i nuovi diritti e la procedura da seguire? Ecco cosa c’è da sapere.
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Rimborso bagaglio smarrito, la decisione della Cassazione
Il caso parte da un volo del 2018. Un passeggero aveva acquistato un biglietto Eurowings per la tratta Catania–Düsseldorf–Copenhagen. Il bagaglio arrivò tardi. Al banco competente l’uomo compilò regolarmente il Pir, segnalando il problema. Poi aspettò, come si fa.
Ma quando chiese il rimborso per le spese sostenute nel frattempo, la compagnia non volle saperne. E il giudice di pace di Messina gli diede torto: nessun reclamo formale entro 21 giorni, nessun risarcimento.
Il tribunale d’appello ribaltò quella decisione. E la Cassazione, ora, conferma il secondo grado in modo netto.
Il ragionamento della Corte di Cassazione si aggancia a una sentenza della Corte di Giustizia dell’UE del 2025 dove viene chiarito che il Pir è considerato un reclamo formale che soddisfa tutti i requisiti per la richiesta di rimborso dovuto alla perdita, al danno o al ritardo del bagaglio.
Lo scopo del reclamo è informare tempestivamente la compagnia dell’irregolarità, per consentirle le verifiche necessarie. Il Pir fa esattamente questo, nel momento stesso in cui viene compilato. Richiedere un secondo atto formale sarebbe, nella visione della Corte, un formalismo privo di fondamento.
Cosa cambia per i diritti dei passeggeri
Per anni è andata quasi sempre allo stesso modo. Bagaglio in ritardo o danneggiato, modulo Pir compilato in aeroporto e poi settimane di attesa. Quando arrivava la richiesta di rimborso, molte compagnie rispondevano appellandosi alla Convenzione di Montreal: quel modulo, dicevano, non bastava. Serviva anche un reclamo scritto entro 21 giorni dalla riconsegna della valigia.
Chi non lo sapeva, e succedeva spesso, restava senza risarcimento.
Ora qualcosa cambia. Con la nuova ordinanza 8684 del 2026 la Cassazione ha stabilito che il Pir compilato in aeroporto è sufficiente a far valere i propri diritti. Non serve un secondo reclamo formale. Il modulo può essere presentato anche prima che il bagaglio venga riconsegnato, purché entro i 21 giorni successivi alla sua messa a disposizione.
Non è l’unica novità. In un’altra recente decisione, la Corte ha anche alleggerito il peso della prova per i passeggeri nei casi di smarrimento definitivo. Non sarà più necessario ricostruire nel dettaglio tutto il contenuto della valigia o conservare ogni scontrino degli acquisti fatti dopo il disservizio.
Le voci autorevoli dei giudici spiegano che è ragionevole presumere che all’interno siano presenti vestiti, effetti personali e accessori compatibili con la durata del viaggio ma sarà la corte a quantificare il danno entro i limiti previsti dalla Convenzione di Montreal arrivando a un massimo di 1.600 euro circa. Le due pronunce, chiaramente, non cancellano i problemi negli aeroporti ma intervengono sulle tempistiche e le procedure di rimborso rendendole più semplici e tutelanti per i viaggiatori, restringendo lo spazio delle compagnie aeree per respingere le richieste di pagamento.