Un nuovo oggetto celeste sta attirando l’attenzione di appassionati e osservatori: si tratta della cometa C/2025 R3 PanSTARRS, destinata a regalare uno spettacolo affascinante nel corso di aprile 2026. Il suo avvicinamento al perielio, previsto per il 19 aprile, rappresenta il momento chiave di una breve ma intensa finestra osservativa che potrebbe culminare in una visibilità sorprendente anche a occhio nudo.
Già nei primi giorni del mese, la cometa si è mostrata come un interessante bersaglio per strumenti amatoriali come binocoli e piccoli telescopi, oltre a offrire ottime opportunità per l’astrofotografia. Le immagini realizzate all’alba del 5 aprile dall’Osservatorio di Monte Viseggi “L. Zannoni”, a cura di Luigi Sannino, Alfonso Mancuso e Michela Giovanelli, testimoniano un oggetto diffuso ma ben distinguibile, capace di emergere nel cielo ancora buio delle prime ore del mattino.
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Quando e come osservarla dall’Italia
Per ammirarla, la finestra temporale più favorevole si colloca nelle ore che precedono l’alba e, a metà aprile, ciò significa all’incirca tra le 4:30 e le 6:15 del mattino quando che il cielo, ancora scuro ma prossimo all’aurora, offre le condizioni ideali per tentare l’osservazione.
Fondamentale sarà scegliere un luogo con orizzonte orientale libero, lontano da fonti di inquinamento luminoso e con un’atmosfera limpida. La cometa, infatti, non apparirà come una stella brillante e puntiforme, ma piuttosto come un “batuffolo” luminoso, diffuso e tenue. Per individuarla sarà utile iniziare l’osservazione quando il cielo è ancora completamente buio, puntando lo sguardo (o meglio il binocolo) verso est, poco sopra l’orizzonte.
Un ruolo decisivo sarà giocato anche dalle condizioni lunari: in prossimità della Luna Nuova del 17 aprile, il cielo sarà più scuro e quindi favorevole.
Il passaggio al perielio e le possibili sorprese

Il 19 aprile segna il passaggio al perielio, ovvero il punto di minima distanza dal Sole, ed è proprio in questa fase che la cometa potrebbe aumentare di molto la propria luminosità. Le stime indicano una magnitudine attorno a 3,2, comparabile a quella delle stelle del Grande Carro, ma non si escludono scenari più spettacolari.
Nel caso più favorevole, la cometa potrebbe raggiungere una luminosità pari a magnitudine −0,5, diventando così visibile a occhio nudo e paragonabile ai pianeti più luminosi del cielo. Tuttavia, anche in questa eventualità, manterrebbe il suo aspetto caratteristico: una macchia diffusa, priva della nitidezza tipica delle stelle.
Un fenomeno fugace tra emisfero nord e sud
La visibilità della C/2025 R3 PanSTARRS non sarà uniforme nel tempo né nello spazio. Prima del perielio, le condizioni migliori riguarderanno l’emisfero nord, dove sarà osservabile nelle ore mattutine. Dopo il 19 aprile, però, la situazione cambierà rapidamente.
La cometa tenderà infatti a scendere nel chiarore del Sole per gli osservatori settentrionali, rendendo sempre più difficile la sua individuazione e, in parallelo, si sposterà verso una posizione più favorevole per l’emisfero sud, dove diventerà un oggetto serale tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio.
Il periodo più interessante per l’osservazione si estende dunque fino alla fine di aprile, con una breve coda nei primi giorni di maggio, soprattutto per le regioni australi.
Un momento forse irripetibile
Scoperta l’8 settembre 2025 dal sistema di sorveglianza Pan-STARRS alle Hawaii, la cometa potrebbe non tornare mai più nei nostri cieli: è infatti una cometa di lungo periodo, con orbita ancora incerta. Gli astronomi ipotizzano che possa seguire una traiettoria iperbolica, il che significherebbe un unico passaggio ravvicinato al Sole prima di proseguire il suo viaggio verso lo spazio interstellare.
Anche nel caso in cui fosse ancora gravitazionalmente legata al Sole, la sua orbita sarebbe talmente estesa da rendere improbabile un nuovo incontro in tempi umani: aprile 2026 potrebbe rappresentare l’unica occasione per osservare questa cometa.