Civita di Bagnoregio, il borgo diventato un film giapponese

Laputa, il castello nel cielo, anime di Hayao Miyazaki, è stato ispirato dallo splendido borgo della Tuscia Laziale

Hayao Miyazaki, il famoso sceneggiatore e animatore giapponese autore de “La città incantata” e “Si alza il vento”, con i suoi colori pastello e i disegni di panorami fantastici ha fatto sognare intere generazioni.

Laputa, il castello nel cielo, è uno dei suoi anime più particolari e, come per gli altri capolavori del Maestro, è stato ispirato da luoghi che hanno una stretta corrispondenza con la realtà.

E, questa volta, si tratta di un’affascinante località italiana, lo splendido borgo di Civita di Bagnoregio, la “Città incantata” e la “Città che muore”, inserita a pieno titolo nel circuito dei Borghi Più Belli d’Italia e visitata, ogni anno, da migliaia di turisti che rimangono ammaliati dalla sua atmosfera magica e fuori dal tempo.

Antico borgo nato ben 2500 anni fa per mano degli Etruschi, sorge nel cuore della Tuscia Laziale, su una piccola collina argillosa nella valle dei calanchi in posizione isolata rispetto ai paesi circostanti. Unico punto d’accesso per entrare nella meraviglia di Civita è un ponte di cemento che, conducendo al borgo, regala un panorama che definire “mozzafiato” è poco.

Il borgo da favola appare sospeso tra mito e storia, tra passato e presente, e i suoi vicoletti lastricati e le strette viuzze invitano a perdersi per andare alla scoperta di piazzette nascoste, caratteristici scorci e ristorantini tipici dove concedersi una pausa gourmet.

Le antiche casa in pietra si affacciano sulla valle dei calanchi e donano una vista unica nel suo genere e l’elettrizzante sensazione di essere “sospesi nel vuoto”. Qui tutto parla di un tempo che fu, le abitazioni, gli archi, la Chiesa di San Donato che svetta nella piazza principale, edificata nel V secolo con interessanti elementi di arte romanica.

Da non perdere anche il Museo Geologico e delle Frane, nella centrale Piazza San Donato, nel cinquecentesco palazzo rinascimentale della famiglia Alemanni, suddiviso in quattro sale che raccontano l’evoluzione del particolare territorio, la storia geologica e i fossili marini della zona, l’evoluzione storica di Civita e il monitoraggio della situazione attuale.

Fiabesco e raccolto, il borgo di Civita è un luogo tutto da scoprire e da assaporare in cui ogni pietra e ogni angolo custodiscono una storia che si snoda, avvincente, lungo i secoli fino a oggi.

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