I luoghi di Marty Supreme, il nuovo film con Timothée Chalamet

Tra palazzi storici, arene sportive e viaggi oltreoceano scopriamo insieme le location del film Marty Supreme con l'attore del momento

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Letizia Rogolino

Giornalista specializzata in Travel & Lifestyle

Giornalista, cinefila e anima vagabonda. Ama scrivere di cinema e viaggi, le sue due più grandi passioni da sempre. Toglietele tutto ma non i road movie, i dolci e il mare.

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Marty Supreme, diretto da Josh Safdie, è un film dal ritmo incalzante e dall’energia contagiosa, capace di mescolare ironia, tensione e slanci emotivi in un racconto travolgente. Al centro, un Timothée Chalamet in stato di grazia offre una prova intensa e carismatica, affiancato da un cast di primo piano che comprende Gwyneth Paltrow, Odessa A’zion e Tyler “The Creator” Okonma. Gran parte del suo fascino passa anche dalle location, scelte con grande attenzione per restituire l’anima di un’epoca e di una città in continuo fermento.

Di cosa parla

Marty Mauser è un giovane senza un soldo ma con un’idea fissa che gli occupa ogni pensiero: il ping pong. Convinto di essere nato per lasciare il segno, attraversa il mondo partendo dalla New York degli anni Cinquanta e spingendosi fino al Cairo, a Tokyo e Parigi, inseguendo il successo con ostinazione e incoscienza. Il suo percorso è fatto di azzardi, imbrogli, scommesse rischiose e relazioni pericolose, in un continuo equilibrio tra caduta e riscatto.

Marty Supreme New York
Ufficio stampa I Wonder
Le riprese di Marty Supreme a New York

Dove è stato girato

La maggior parte di Marty Supreme è stata girata a New York City, con particolare attenzione a Lower Manhattan, trasformata per evocare l’atmosfera degli anni Cinquanta. Il primo assaggio è arrivato già nell’ottobre 2024, quando alcuni passanti hanno notato Timothée Chalamet correre lungo una strada del Lower East Side durante le riprese. Il film si apre proprio qui, all’interno del negozio di scarpe Norkin’s su Orchard Street, dove Marty lavora all’inizio della storia, e l’intero primo atto è profondamente legato a questo quartiere.

Negli anni Cinquanta, il Lower East Side era uno dei cuori pulsanti della comunità ebraico-americana di New York. Oggi l’area è profondamente cambiata, ma la produzione ha condotto un meticoloso lavoro di ricerca storica per restituirne l’aspetto originale. Il team scenografico ha studiato fotografie, archivi e testimonianze per ricreare un quartiere animato dal commercio di prossimità e dalla vita di strada.

Anche gli appartamenti popolari di Marty e Rachel sono stati interamente ricostruiti in studio. Le vere tenement house di New York, infatti, sono state ammodernate nel tempo per adeguarsi alle normative edilizie, rendendo impossibile utilizzarle per una ricostruzione fedele. Per questo motivo, l’intero reparto scenografico ha visitato il Tenement Museum, studiando da vicino un appartamento conservato del 1938.

Lower East Side New York
iStock
Il Lower East Side di New York

New York o Londra?

Racimolati a fatica i soldi per il biglietto aereo, Marty affronta il suo primo viaggio oltreoceano per partecipare ai campionati di ping pong a Londra. Le sequenze ambientate al leggendario Wembley Stadium restituiscono l’idea di un palcoscenico imponente, degno delle ambizioni smisurate del protagonista.

In realtà, nessuna di queste scene è stata girata nel Regno Unito. Il “Wembley” del film è stato ricreato negli Stati Uniti, all’interno della Meadowlands Arena nel New Jersey, trasformata per l’occasione in un’enorme arena sportiva. Per rendere credibile lo spazio, la produzione ha costruito un gigantesco pavimento in legno, utilizzando centinaia di pannelli di compensato e allestendo decine di tavoli da ping pong.

La tappa londinese è anche il momento in cui Marty si introduce con arroganza nella buona società, riuscendo con la sua solita faccia tosta a ottenere una stanza al Ritz e incontrando per la prima volta l’enigmatica ed elegante Kay Stone, interpretata da Gwyneth Paltrow. La celebre scena in cui Marty monopolizza la conversazione con due giornalisti sportivi britannici, lanciandosi in commenti politicamente scorretti sui suoi avversari, è stata in realtà girata al Plaza Hotel di New York, che ha prestato i suoi interni raffinati per sostituire l’hotel londinese.

Quando Kay Stone viene poi mostrata a cena con il marito Milton Rockwell (Kevin O’Leary), la produzione si è spostata in un’altra location newyorkese di grande eleganza: la Columbus Citizens Foundation, sempre a Manhattan, utilizzata per ricreare l’atmosfera esclusiva del ristorante dell’hotel.

Il Morosco Theatre

Kay Stone torna in scena negli Stati Uniti all’interno del leggendario Morosco Theatre, nel cuore del Theatre District di Midtown, dove la vediamo impegnata nelle prove di uno spettacolo teatrale accanto a un collega che trova particolarmente irritante. È qui che Marty, osservando dalle quinte, non resiste alla tentazione di intervenire con i suoi consigli non richiesti, in perfetta sintonia con il suo carattere invadente.

Il vero Morosco Theatre, uno dei teatri storici di Broadway, fu demolito nel 1982 per fare spazio all’attuale Marriott Marquis Hotel, un evento che all’epoca scatenò proteste e forti reazioni emotive tra appassionati e addetti ai lavori. Proprio per l’impossibilità di girare all’interno di un teatro attivo di Midtown, la produzione ha scelto di ricostruire gli interni in un teatro del New Jersey. Solo alcune riprese esterne sono state effettuate rapidamente davanti a un teatro della 42ª strada, sfruttando una breve finestra di tempo per catturare l’atmosfera della Broadway di un tempo.

L’appartamento dei Rockwell

Dopo un incontro segreto a Central Park tra Marty e Kay, che sfocia in un momento di passione incontrollata, il protagonista riesce a intrufolarsi nell’imponente appartamento di Kay e Milton Rockwell durante un ricevimento mondano. L’edificio si trova a pochi passi dal Metropolitan Museum of Art. Le scene sono state girate nell’Upper East Side, appena fuori Fifth Avenue, all’interno di una storica abitazione costruita nel XIX secolo da Frank W. Woolworth, l’imprenditore statunitense.

L’edificio faceva parte di un complesso di tre residenze realizzate per le sue figlie. Oggi l’appartamento non è abitato stabilmente, ma la produzione ha potuto utilizzare parte degli arredi e delle opere d’arte originali, contribuendo a rendere la scena ancora più autentica.

Metropolitan Museum of Art
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Metropolitan Museum of Art

Tokyo

Dopo una serie di ostacoli e umiliazioni, Marty riesce finalmente a convincere Rockwell a portarlo con sé in Giappone, dove l’industriale sta promuovendo il suo business durante un evento di ping pong. Se inizialmente la produzione aveva valutato di ricreare il Giappone a New York, la scelta finale è stata quella di girare direttamente sul posto, anche per la difficoltà di trovare un numero sufficiente di comparse giapponesi negli Stati Uniti.

Le riprese dell’incontro dimostrativo si sono svolte per circa una settimana nei dintorni di Tokyo, con il supporto di un reparto scenografico locale che ha curato ogni dettaglio visivo: dalla grafica agli allestimenti floreali del parco in cui è stata ambientata la competizione. Il risultato è una sequenza che restituisce autenticità e respiro internazionale al viaggio di Marty, rafforzando il senso di un percorso ormai proiettato oltre i confini americani.