La “Piccola Versailles”, una perla nel cuore della Lombardia

Un tuffo nella meraviglia architettonica del Settecento: il Palazzo, simbolo di Varese, che incantò Giacomo Leopardi è un gioiello assoluto

Uno de luoghi più significativi di Varese, simbolo della città, è Palazzo Estense, magnifico esempio di architettura settecentesca capolavoro di Giuseppe Bianchi che Giacomo Leopardi definì “Piccola Versailles”.

Il sorprendente edificio, che sorge in Via Sacco non lontano dal centro, è una delle mete da non perdere durante una visita alla “Città Giardino”.

La storia di Palazzo Estense, un tuffo nel Settecento

Lo splendido Palazzo fu edificato tra il 1766 e il 1771 per divenire la dimora di Francesco III d’Este, Duca di Modena e Governatore della Lombardia: infatti, il Duca, ospite dei Menafoglio a Varese nel 1755, rimase così colpito dalla città da chiederla in feudo a Maria Teresa d’Austria e volerne fare la sede della propria corte.

Nel 1765 aveva così acquistato la Villa di Tommaso Orrigoni e il Palazzo vide la luce in seguito al restauro della villa su disegni dell’architetto Giuseppe Bianchi: furono demolite alcune case esistenti e modificati gli spazi per poter accogliere al meglio la corte ed essere la cornice ideale per sontuose feste.

Bianchi aggiunse poi due ampie ali all’originaria pianta a U della Villa Orrigoni e, ispirato dal Castello di Schönbrunn, residenza imperiale viennese, realizzò uno dei giardini settecenteschi più emozionanti di tutta la Lombardia: dalla cima della collina, la vista sulla città di Varese è di quelle che lasciano senza fiato.

Alla scoperta dell’esterno e degli interni del Palazzo

Se la facciata che guarda verso la città può sembrare piuttosto “ordinaria”, quella che si apre verso il giardino è impreziosita da forme tipiche del “barocchetto lombardo”, dagli influssi neoclassici, con cornici marcapiano in bianco che spiccano sul rosa dell’intonaco e paraste, elementi architettonici strutturali verticali inglobati nella parete da cui sporgono leggermente.

Sul fronte, degna di nota è la meridiana sovrastata dall’aquila ducale.

Varcato l’ingresso di Palazzo Estense, al pianterreno, imperdibile è il bellissimo Salone d’Onore, o Salone Estense, dove ammirare il medaglione centrale affrescato da Giovan Battista Ronchelli, le illusionistiche architetture a opera del Bosellini, il grande camino in marmi policromi e i preziosi lampadari di cristallo. Oggi il salone ospita concerti e conferenze.

Al primo piano, di sicuro interesse sono i particolari reggi lampada con putti in stucco e le quattro nicchie con busti femminili del Settecento. Qui si trova anche la Sala da Ballo, impreziosita da tele del Cinquecento e del Seicento tra cui una pregevole “Vergine con il Bambino” della scuola morazzonesca.

Tutta la magnificenza dei Giardini Estensi

L’elemento senza dubbio più notevole del complesso sono i Giardini, oggi parco aperto al pubblico, che si estendono sullo sfondo e si uniscono, senza soluzione di continuità, con il parco di Villa Mirabello.

Catturano lo sguardo la maestosa fontana del piazzale davanti al Palazzo (dal diametro di ben 26 metri), culmine ideale del giardino, e poi sentieri, colorate aiuole, belvedere, declivi, viali di carpini nonché il particolare Ginko Biloba, pianta ritenuta sacra in Giappone, alto oltre 30 metri e con il fusto dalla circonferenza di 370 centimetri.

Si nota non appena entrati nel parco, una vivace macchia colorata sulla destra che emoziona soprattutto in autunno grazie alla colorazione delle foglie: una sosta sulla panchina al di sotto delle sue fronde è un’esperienza da non perdere.