Le spiagge più belle di Siracusa e dintorni

Dall'Ortigia alla spiagga nera di Agnone, sono molte le spiagge incantevoli a Siracusa e nei dintorni: scopri tutto quello che c'è da visitare

La costa della provincia di Siracusa comprende il settore sud orientale della Sicilia. 100 km di costa a tratti selvaggia, fatta di rocce, falesie e scogli sublimi, a tratti invece luminosa di sabbia bianchissima, a contrastare il turchese acceso del mare Ionio che bagna Siracusa e il profilo dell’Ortigia, che si allunga come un diadema dentro la baia di Porto Grande, chiusa a sud dall’imponente promontorio del Plemmirio, fino all’oasi di Vendicari e poi al borgo marinaro di Marzamemi, a Capo Passero, fino all’isola delle Correnti, il punto più a sud di tutta la Sicilia, allungato come un mezzo marinaio (una gaffa o un alighiero) verso l’Africa.

La spiaggia nera di Agnone e le scogliere di Brucoli

La costa trapanese comincia con una lunghissima striscia di sabbia che scende perpendicolare all’orizzonte, naturale prosecuzione della playa di Catania interrotta solo dalla foce del fiume Simeto, confine naturale tra le due provincie. Questo immenso litorale, bianco e sabbioso, prosegue senza ostacoli per ben 15 km circa fino ad Agnone Bagni, il punto più interessante, dove la sabbia diventa nera, circondata da eucalipti, ed è prevalentemente libera. Guardando verso nord si può ammirare la costa incorniciata dal profilo imponente dell’Etna e i suoi pennacchi di fumo bianco.

Qui la costa si alza e diventa rocciosa, dividendosi in piccole e scure insenature che compongono la costa Saracena, nome quanto mai suggestivo, dove si incontrano profondi fondali di acqua blu scuro, un paradiso per tutti gli amanti dello snorkeling, la piccola baia Arcile, il santuario della Madonna dell’Adonai di probabili origini paleocristiane, grotte naturali, lo scoglio della Tartaruga, la piccola località di Brucoli (la principale) con il suo castello sul mare, le spiagge selvagge attorno a capo Campolato fino a quella detta Sbarcatore dei Turchi, le terrazze panoramiche sulle acque verdissime del faro Santa Croce. Oltre questa penisola, chiusa a sud da punta Izzo, si trova l’isola che racchiude il centro storico di Augusta, ricostruita in seguito al terremoto della val di Noto del 1693 e una delle basi storiche prima della Regia Marina e poi della Marina Militare Italiana.

La baia di Siracusa e il fascino dell’Ortigia

La costa ricomincia a farsi interessante una ventina di km più a sud, dopo aver superato un grosso polo industriale e aver raggiunto Marina di Melilli con le spiaggette antistanti la piccola località di Targia, superata la quale si raggiunge la sorgente detta Acqua delle Colombe e la suggestiva baia di Santa Panagia. Questa spaccatura scavata dal mare nella roccia, ospita un minuscolo arenile simile più a una vasca naturale, una cava, una chiesetta rupestre e i ruderi di un’antica tonnara che sembra sospesa sul mare. Questo luogo curioso introduce al selvaggio e aspro promontorio, costellato di scogli, anfratti e grotte sommerse dal mare, oltre il quale si apre la splendida baia del porto Grande di Siracusa, chiusa a nord dalla meravigliosa isola dell’Ortigia, il centro storico della città. Superato lo scoglio Due Fratelli è possibile ammirare lo spettacolare panorama che si apre sul cuore antico di Siracusa.

Inutile dire che vale davvero la pena fare una piccola tappa e andare alla scoperta dell’incredibile patrimonio storico e architettonico che custodisce l’Ortigia. Dal tempio di Apollo alla fonte Aretusa dove ancora cresce la pianta del papiro, le innumerevoli chiese costruite inglobando e preservando le antiche strutture dei templi greci, la fontana di Diana in piazza Archimede, centro nevralgico dell’Ortigia, fino al tozzo e imponente castel Maniace che domina l’estremità meridionale della città: una punta di roccia piantato in mezzo all’intera baia. Sul lungomare di Ortigia, a breve distanza dalla fonte Aretusa si trova la piccola spiaggia cittadina di cala Rossa, dove è possibile concedersi al bagno al volo durante la visita della città. Percorrendo l’ampia insenatura del golfo si raggiungono numerose spiagge e centri balneari molto frequentati, compresi in un’area protetta che tutela la foce del fiume Ciane e le saline di Siracusa.

Il promontorio del Plemmirio e le sue calette nascoste

All’estremità sud della baia si raggiunge la piccola spiaggia attrezzata di punta del Pero, oltre la quale si apre la splendida penisola della Maddalena, già compresa nella riserva Marina del promontorio del Plemmirio, con la spiaggia di punta Carrozza, punta Castelluccio con il suo faro, gli scogli la bella insenatura a forma di luna della spiaggia del Minareto, una parte della quale è completamente libera, con la sua sabbia chiara e il mare trasparente. Oltre punta della Mola si trova inoltre la suggestiva caletta di ghiaia del Faro Massolivieri, un piccolo angolo di paradiso racchiuso da enormi pareti verticali di roccia a picco sul mare.

Il promontorio del Plemmirio è disseminato di bellissime e alte scogliere selvagge si aprono diverse calette (Costa Bianca, Terrauzza, la Fanusa), grotte (la Pillirina, o Pellegrina), cavità marina (quella del Plemmirio e quella di capo Meli), formazioni rocciose dalle forme bizzarre (gli Archi, la Lingua del Gigante, lo scoglio dell’Elefante, la fessura del Plemmirio) e punti d’accesso al mare tra le rocce (punta del Gigante, punta Tavernara, Geronimo, cala Zaffiro), meravigliosi specchi d’acqua dai riflessi verdi e turchese caratterizzati da una ricca biodiversità marina, da scoprire effettuando interessanti immersioni subacquee.

Arenella, Ognina e Fontane Bianche

Lasciandosi alle spalle il Plemmirio, oltre allo scoglio di Milocca si trovano inoltre tre delle spiagge più belle e frequentate della costa di Siracusa. Quella dell’Arenella, poco prima della punta omonima, si trova a 10 km da Siracusa ed è prevalentemente attrezzata, anche se un tratto è lasciato libero. Ha sabbia dorata, un mare cristallino e una ricca offerta di servizi, ideale per chiunque ma soprattutto per le famiglie. Per gli amanti delle spiagge rocciose, invece, degli scogli e delle suggestioni della natura che si scontra con il mare azzurro, a circa 3km, si possono raggiungere prima le calette solitarie e selvagge di punta Asparano, nelle cui acque si aprono colorate distese di Posidonia, e poi le insenature rocciose di Ognina con il suggestivo porticciolo e la piccola isola rocciosa davanti al quale si ripara.

Un punto veramente unico, ricco di scorci affascinanti, punti di accesso al mare completamente liberi, senza perdersi le piccole comodità e i servizi messi a disposizione dalle numerose strutture ricettive all’interno del piccolo abitato. La scogliera frastagliata e selvaggia prosegue verso sud anche oltre la torre di Ognina che delimita la piccola e omonima baia rocciosa, in direzione di un’altra spiaggia conosciuta in tutta la Sicilia e di certo una delle più amate: Fontane Bianche. D’un tratto la costa torna ad aprirsi su una dolcissima baia. 3 km di sabbia bianca e finissima, in parte libera in parte attrezzata, davanti a un mare incantevole, dove potersi concedere persino un trattamento di bellezza con le rocce argillose di queste scogliere, dal interessanti effetti benefici.

La pineta del Gelsomineto, Gallina e Avola

Superata punta del Cane ci s’imbatte nella foce del fiume Cassibile, il cui corso è protetto da una riserva Naturale, e nella splendida pineta del Gelsomineto, anch’essa area protetta: una vera oasi sul mare. Qui si trova la spiaggia della Marchesa di Cassibile, completamente libera e facilmente raggiungibile, con la sua sabbia soffice e i profumi intensi della pineta alle sue spalle. Subito dopo si apre una delle più conosciute spiagge di questo tratto di costa siciliana, compresa ormai entro il territorio di Avola: la spiaggia di Gallina. Anche qui meravigliosa sabbia bianca lambisce un mare stupendo, e per questo tende ad affollarsi durante i lunghi mesi estivi.

Un piacevole sentiero di poche centinaia di metri da percorrere a piedi conduce però a una più appartata e piccola caletta di sassi bianchi compresa entro la riserva Naturale della foce del fiume Cassibile, per ritrovare pace e tranquillità. Anche il lungo litorale sabbioso di Marina di Avola, che si sviluppa poco dopo la località di Caponegro, è molto frequentato. Nei pressi si trova anche il suggestivo dolmen di Avola. Qui la sabbia è il mare turchese, il suo fondale basso: è pura vacanza.

Ideale per i bambini, la sua grandezza permette senza dubbio di trovare il relax tanto atteso. Il litorale di Marina di Avola si sviluppa da nord a sud lungo lungomare Tremoli, spiaggia Pantanello, spiaggia della Logghia e, dopo i resti della tonnara di Avola, quella della Marina Vecchia e quella detta Ferro di Cavallo. Dalla tonnara in circa venti minuti a piedi si raggiunge inoltre il centro storico di Avola, con la sua perfezione barocca. L’impianto urbanistico ha infatti la forma di un esagono, entro cui si sviluppa una scacchiera di isolati con i loro edifici dai tetti piatti, in questa Sicilia assolata e mediterranea. L’isolato centrale accoglie piazza Umberto I, la piazza principale di Avola, dove poter scoprire la chiesa Madre di San Nicolò e i prodotti tipici del territorio, come il vino e la celebre mandola di Avola.

Lo splendore barocco di Noto e il suo litorale

Superata la foce del fiume Asinaro è già territorio di Noto, la capitale del barocco siciliano, dove si trova Calabernardo, già nel territorio di Noto: piccole calette di sabbia dorata si davanti a un litorale basso e roccioso, bagnato da acqua turchese, fondali bassi e pieni di scogli e ricchi di vita marina. Alle spalle, il piccolo borgo marinaro di Calabernardo, con il porticciolo e il vecchio faro: pura Sicilia. Inutile dire che, trovandosi a circa 8 km dal centro storico di Noto, vale davvero la pena pianificare una tappa per visitare quella che è considerata la capitale del tardo barocco siciliano, tutelata insieme ad altre sette città della val di Noto (Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Palazzolo, Scicli e Ragusa) dal patrimonio dell’umanità Unesco.

La perfetta città barocca di Noto custodisce tesori d’arte come la magnifica Cattedrale settecentesca, la coeva chiesa del Santissimo Crocifisso, quella di San Domenico considerata la massima rappresentazione del tardo barocco dell’intera val di Noto, palazzo Ducezio, palazzo Nicolaci di Villadorata e i numerosi siti archeologici che ospitano rispettivamente i resti della Noto antica (la romana Netum), l’antica città greca di Helorus (Eloro) e la necropoli protostorica situata nei pressi di Castelluccio di Noto. La costa di Noto, invece, si contraddistingue per il suo lungo litorale, comodo e accessibile, di sabbia chiara, in parte attrezzato in parte lasciato libero, con la spiaggia Scogli Bianchi e quella di fronte alla Marina.

Le spiagge lungo gli itinerari dell’oasi di Vendicari

La riserva naturale Oasi faunistica di Vendicari è una delle aree protette più belle d’Europa. 1500 ettari di macchia mediterranea incontaminata che arriva a lambire la costa orientale della Sicilia, nel territorio di Siracusa. Il modo migliore per esplorare l’oasi e raggiungere le sue spiagge e i suoi luoghi di interesse è quello di percorrerla a piedi o su due ruote, perdendosi tra zone di acqua dolce, saline e pantani, dune costiere, ginepri, lentischi e cespugli di salicornia, dove si snodano 3 itinerari principali:

  • Itinerario Blu (6 km). Il percorso permette di esplorare la parte settentrionale della riserva, poco oltre il campo di sabbia che la separa dal Lido di Noto. Qui si trovano la deliziosa spiaggia della Pizzuta, nei pressi della quale si erge, tra la macchia mediterranea, l’omonima e antica colonna, forse eretta in seguito alla disfatta subita da Gela contro il tiranno di Siracusa nel V secolo a.C. Superando i resti dell’antica città greca di Helorus, si incontra la spiaggia di Eloro, che pare ancora un luogo vergine: una lunga e appartata distesa di sabbia con alcuni costoni rocciosi e un fondale verdeggiante. La naturalezza delle spiagge dell’oasi di Vendicari risiede proprio nell’assenza di qualsiasi tipo di servizio, lasciando i visitatori a contatto diretto con il mare e la natura. Oltre la foce del Tellaro, lungo il sentiero si raggiungono poi la spiaggia di Marianelli, circondata da limoni, mandorli e abbastanza riservata da essere frequentata spesso da naturisti, per arrivare alla piccola caletta do’ Iancu e alla spiaggia di Calamosche, una delle più famose di tutta la Sicilia. Il piccolo golfo naturale di Calamosche è un vero paradiso, protetto ai lati da due promontori rocciosi entro cui si aprono grotte, anfratti sommersi e insenature naturali, che fanno da cornice alla sua sabbia dorata bagnata da un mare cristallino;
  • Itinerario Arancio (5 km). Da Calamosche si raggiunge punta Cazzavillan, caratterizzata dal pantano Piccolo e dal pantano Grande, per poi proseguire fino alle vasche ellenistiche, la torre Sveva e i resti della tonnara di Vendicari. Qui si apre la lunga e placida baia sabbiosa di Vendicari, una delle spiagge più amate della riserva, con al centro l’isola omonima e alle spalle l’immenso pantano Roveto, il luogo ideale per gli amanti del birdwattching;
  • Itinerario Verde (5 km). Il percorso più meridionale dell’oasi è anche quello caratterizzato dal maggior numero di resti archeologici, disseminati alle spalle del lungo arenile di Vendicari: la Trigona e le necropoli bizantine, la cittadella di San Lorenzo e quella dei Maccari, nei pressi di una piccola e suggestiva spiaggia, detta della Cittadella.

Le spiagge di San Lorenzo di Noto e il borgo marinaro di Marzamemi

Oltre le basse scogliere che chiudono quel paradiso naturale che è l’oasi di Vendicari, si apre un nuovo arenile sabbioso, suddiviso nella spiaggia di San Lorenzo e quella di Reitani, la località a fianco. Questo tratto di costa è una delle più frequentate della Sicilia per la sua accessibilità, i servizi, il mare trasparente e la sabbia finissima. La spiaggia è chiusa a sud da una scogliera Naturale, che introduce al territorio di Pachino e, proteso sul mare, dello stupendo borgo marinaro di Marzamemi (dall’arabo Marsa el Hamem, porto delle Tortore, in quanto un tempo si trovava sulla loro rotta migratoria) con la sua tonnara settecentesca e il suo caratteristico centro storico, situato subito dopo il litorale Spinazza, una lunga distesa di sabbia dorata in parte libera e in parte attrezzata. A sud di Marzamemi si trovano invece la baia con la Marina, l’isola Piccola, l’isola Grande e il porto turistico, quella del Cavettone e infine la spiaggia ciottolosa di Morghella, ormai alle porte di Portopalo di Capo Passero, coi suoi profondi fondali e l’acqua trasparente. Il suo nome deriva da un’antica salina, i cui resti sono ancora visibili alle spalle della caletta. Le acque di fronte alla Morghella in primavera e in autunno ospitano inoltre numerose specie di uccelli migratori.

Capo Passero, l’isola delle Correnti e il porto di Ulisse

Portopalo di Capo Passero è uno dei luoghi più affascinanti della costa siracusana e della Sicilia Orientale. Una delle propaggini meridionali dell’isola, in bilico tra lo Ionio e il Mediterraneo. Superata la piccola località di Torrefano, si raggiungono prima i resti dell’antica tonnara di Portopalo e poi lo scoglio Maltese, dietro il quale si apre spiaggia Scalo Mandrie, la principale, e, poco dopo la punta del capo, la spiaggia dei Due Mari, alla quale fa da sfondo l’isola di Capopassero, una vera perla naturalistica di estrema e selvaggia bellezza con il suo solitario fortino, alcune minuscole calette e diverse grotte marine, come del Polipo. Superata la baia di Porto Palo che forma un perfetto semicerchio si incontrano inoltre le spiagge di Pozzo Ferrera, punta Nipro, cala Sigaretta e Vallonia.

Da qui si può già scorgere, in tutta la sua lunare bellezza, l’isola delle Correnti, l’ultimo avamposto meridionale della Sicilia. Qui è possibile percepire la sottile scriminatura delle correnti che segna il magico confine tra Ionio e Mediterraneo. Durante la bassa marea l’isola è raggiungibile direttamente a piedi dalla costa. Questo luogo è inoltre l’ideale per tutti gli amanti di kitesurf e windsurf. Davanti all’isola è simbolicamente posta una statua del Cristo Redentore, rivolta verso l’entroterra siciliano. Superata la spiaggia che prende il nome dall’isola, si apre il lungo arenile sabbioso dai bassi fondali di Carratois e Punta Rio, considerate tra le spiagge più famose della Sicilia, chiuse a ovest da punta delle Formiche, dove al di sotto del basamento roccioso si apre una minuscola caletta dalla quale ammirare fantastici tramonti. Per raggiungerla occorre indossare scarpe comode e affrontare un sentiero abbastanza facile e completamente esposto al sole.

Oltre punta delle Formiche si apre la zona di Maucini, con il pantano Baronello e la piccola e selvaggia spiaggia Costa dell’Ambra, dalla quale si allunga l’esteso litorale di spiaggia Scarpitta, con alle spalle i pantani di Cuba e Logarini. A concludere il viaggio lungo le coste e le spiagge del territorio di Siracusa restano soltanto i 3 km della dolce e placida baia di Granelli, dalla quale nelle giornate limpide, rilassandosi sul soffice arenile sabbioso che pare infinito, è possibile scorgere il profilo dell’isola di Malta. Pochi altri posti al mondo possiedono questo fascino fatto di vento e di luce, che porta con sé le tracce di un passato millenario, culture, lingue, gesti, sapori e profumi, che danzano armoniosi sulle coste del territorio di Siracusa.

Le spiagge di Siracusa e dintorni

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