Santos, la città dove è nata la leggenda di Pelé

Viaggio alla scoperta di Santos, nel ricordo di Pelé, tra il Museo dedicato a 'O Rei' del calcio, il cimitero più alto del mondo e attrazioni uniche

La scomparsa di Pelé ha scosso il mondo del calcio e tutto il Brasile, tanto che il presidente Bolsonaro ha proclamato tre giorni di lutto nazionale per omaggiare ‘O Rei’, Edson Arantes do Nascimento (questo il suo vero nome). Il leggendario calciatore verrà sepolto a Santos, la città nello Stato di San Paolo dove giocava la squadra in cui il campione ha iniziato la sua carriera da professionista e che ha segnato la sua ascesa verso il successo planetario. Qui si può fare un viaggio nella memoria del giocatore e al contempo scoprire una città magica che vanta diversi primati.

Santos, la città dei record amata da Pelé

Santos è stata una delle prime città fondate in Brasile, nel 1564, ed è uno dei simboli indiscussi della costa di San Paolo. La sua posizione ne fa il principale porto del Paese ma anche dell’intera America Latina, un centro di grande importanza durante il ciclo di esportazione di caffè. Non stupisce, quindi, che tra le sue attrazioni ci sia il Museo del Caffè, situato nel centro storico della città, in uno splendido edificio contraddistinto da un’architettura unica, che offre un viaggio tra gusto, profumi, opere d’arte e mobili d’epoca, che si sviluppa attraverso 6mila chilometri quadrati, in cui si alternano storia e architettura.

La città amata da Pelé ospita anche il giardino sulla spiaggia più grande del mondo, una galleria d’arte a cielo aperto che incornicia sette chilometri di spiaggia e ospita ben 38 monumenti e scenografie scultoree, oltre a numerose specie di piante. Bellissima anche la spiaggia di Gonzaga, la mezzaluna di sabbia dorata più famosa di Santos. Tra le cose da fare qui non può mancare, poi, un tour sul Monte Serrat, da raggiungere comodamente con la funicolare. In cima vi troverete anche un vecchio casinò, diventato un caffè, e il santuario di Nostra Signora del Monte Serrat, patrona della città. Da lassù si può godere di un panorama mozzafiato.

Museu Pelé, con i cimeli appartenuti a ‘O Rei’ del calcio

Viaggiatori e tifosi che vogliono ripercorrere la storia di Pelé in Brasile devono recarsi al Museu Pelé, allestito all’interno dell’edificio ottocentesco Casarões do Valongo, nel centro di Santos, precisamente in largo Marques de Monte Alegre, danneggiato da ben due incendi e poi completamente ricostruito. Vi sono esposti oltre 2.300 cimeli, dalle maglie alle coppe, palloni e trofei del calciatore, compresa una copia della Coppa Rimet, che la federazione brasiliana regalò ad ogni giocatore dopo averla vinta nel 1970 a scapito dell’Italia. Vi è custodita perfino la radio a pile con cui il padre ascoltò la finalissima del Mondiale 1950, quando il Brasile padrone di casa perse in finale con l’Uruguay, una partita ancora oggi, ricordata come “tragedia del Maracanà”.

Negli oltre 4mila metri quadrati del museo, i visitatori possono assistere a presentazioni audio, filmati, foto e testi sulla storia di ‘O Rei’. Inoltre, c’è uno spazio interattivo dove chi vuole può mettere alla prova le proprie abilità con il pallone e persino confrontarle con le prestazioni di Pelé.

Il cimitero più alto del mondo scelto da Pelé

Sebbene sia nato a Três Corações, Pelé ha legato la sua carriera di calciatore al Santos Futebol Clube, noto anche come Santos, nell’omonima città dove ha scelto di essere sepolto. Nel cimitero verticale, situato nel quartiere di Marapé, inserito nel Guinness dei primati come il più alto del mondo, ‘O Rei’ ha acquistato un intero piano per sé e la famiglia, quando aveva 62 anni, come riporta il quotidiano “O’ Globo”.

Il calciatore ha scelto il nono piano del memoriale in onore di suo padre, che da giocatore indossava la maglia numero nove del Santos. La vista dà proprio sul Vila Belmiro, come è stato soprannominato il celebre stadio Urbano Caldeira, uno dei più antichi del Brasile. Il tempio dove Pelé debuttò come calciatore professionista, diventando di lì a poco una vera leggenda.