Guardialfiera e il suo misterioso ponte, che compare per pochi giorni all’anno

Il piccolo borgo molisano cela un segreto davvero affascinante, sommerso dalle acque del suo lago

Nell’entroterra molisano, sul versante di una dolce collina che digrada verso il lago, sorge un delizioso borgo che sembra uscito da una favola. Guardialfiera veglia da un lato i primi rilievi appenninici, mentre dall’altro si riflette nelle acque dell’omonimo bacino lacustre, piccolo gioiello del Molise.

Il paesino, che ha dato i natali allo scrittore Francesco Jovine e per questo motivo rientra tra i Borghi della Lettura, svetta in mezzo al verde, tra boschi selvaggi e campi coltivati a frumento, oliveti e vigneti. Di origini antichissime, il suo centro storico vanta splendide perle architettoniche quali la chiesa di Santa Maria Assunta, risalente probabilmente all’XI secolo. L’edificio, in realtà, incorpora alcune testimonianze ben più antiche, appartenenti in origine ad un tempio pagano costruito secoli prima. È il suo campanile ad attirare l’attenzione, non appena si giunge a pochi chilometri da Guardialfiera.

Ma l’attrazione principale del paesino è senza dubbio il suggestivo lago di Guardialfiera, un invaso artificiale creato tra gli anni ’60 e ’70 grazie alla costruzione di una diga sul fiume Biferno. Il bacino aveva lo scopo di fornire acqua potabile in una regione dove l’agricoltura ha sempre avuto un ruolo fondamentale. Ma da questa imponente opera dell’uomo è nato qualcosa di meraviglioso, un capolavoro di rara bellezza.

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Il borgo di Guardialfiera e il lago – Foto: Instagram (Ph. alfonso_t_z_z)

Si tratta del lago più grande del Molise – se non si prende in considerazione il lago di Occhito, che sorge lungo il confine con la Puglia. È attraversato da un lungo viadotto su cui scorre una delle principali arterie della regione, che collega Termoli a Campobasso: è quindi impossibile non imbattercisi, e ogni volta è una visione mozzafiato. Oggi il bacino attira molti turisti, che si innamorano perdutamente del paesaggio incantevole e della tranquillità che vi regna.

Passeggiare tra i boschi che, di tanto in tanto, lasciano intravedere uno spiraglio di azzurro e poi discendere sin lungo le sponde del lago, per godersi un po’ di relax a contatto con la natura, è un’esperienza da non perdere. Ma c’è ancora una sorpresa che vi attende, se sarete fortunati. Le acque del bacino nascondono infatti un antico segreto: con la creazione della diga, alcuni terreni attorno il borgo di Guardialfiera sono stati allagati.

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Il Ponte di Annibale – Foto: Ph. Michele Laezza

Proprio qui sorgeva un antichissimo ponte, conosciuto sia con il nome di Ponte di Sant’Antonio che con quello, più suggestivo, di Ponte di Annibale. Si narra infatti che il famoso condottiero cartaginese vi marciò per dirigersi verso la Puglia, durante la seconda guerra punica. I resti di questa splendida testimonianza del passato sono completamente coperti dall’acqua, ma di tanto in tanto tornano a riemergere, regalando uno spettacolo affascinante.

Ciò accade per pochi giorni l’anno, e neanche sempre. Solitamente succede durante il periodo estivo, quando lunghi periodi in assenza di precipitazioni e un grande consumo dell’acqua del bacino portano alla formazione di secche. L’ultima volta è accaduto nell’autunno del 2017, quando il punto più alto del ponte ha fatto capolino dalle acque per qualche settimana.

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Il Ponte di Annibale – Foto: Ph. Michele Laezza

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