Un giorno a Sorano, la “Matera toscana”

Cosa vedere e cosa fare a Sorano, dalle sorgenti termali al borgo medievale della perla di Maremma.

Un borgo medievale che ricorda il glorioso passato delle nobili famiglie romane, le sorgenti termali e le chiese ricche d’arte: è Sorano, la “Matera della Toscana”. Titolo conquistato grazie ai suoi villaggi rupestri e le suggestive vie delle cave frequentate dal periodo etrusco. È quanto offre il borgo di Sorano; le terme sono un serie di sorgenti a 3-4 chilometri a sud del paese nell’Area del Tufo, in provincia di Grosseto.

La presenza nella zona di Sorano di acque benefiche era nota fin dal periodo medievale, quando fu costruita la Pieve di Santa Maria dell’Aquila (un edificio religioso romanico) proprio sopra una delle sorgenti. Il luogo fu utilizzato dalle nobili famiglie degli Aldobrandeschi e poi dagli Orsini per i bagni; le terme furono abbandonato in epoche recenti, quando caddero in un lento degrado. All’inizio del nuovo millennio una serie di lavori ha portato al recupero e alla valorizzazione e alla costruzione di un moderno stabilimento.

Per una vacanza all’insegna del benessere e del relax, programmate il soggiorno a Sorano presso le terme, che si trovano in località Santa Maria dell’Aquila. L’acqua termale sgorga da più sorgenti disseminate lungo un torrente e un ruscello minore. La temperatura dell’acqua alla sorgente è di 37°C e godersi i suoi benefici è possibile all’interno dello stabilimento. Le acque minerali sono particolarmente indicate per chi soffre di patologie dermatologiche.

Non è solo il turismo termale ad attirare tanti visitatori a Sorano, anche se le terme sono un buon punto di partenza per la visita della cittadina. Il borgo di Sorano è incantevole e il suo centro storico semplicemente strepitoso. Le mura sono le fortificazioni che costituivano il sistema difensivo del borgo. Costruite durante il periodo medievale risultano a tratti incorporate nelle pareti esterne di alcuni edifici del centro storico, con alcune soluzioni di continuità nei punti in cui la rupe di tufi costituiva un naturale baluardo difensivo.

C’è la Porta di Sopra, detta anche arco del Ferrini, che costituisce una delle due porte di accesso al borgo di Sorano. È preceduta da una piazza sul cui lato sinistro vi è un sistema di logge dalle quali si osserva un panorama spettacolare e si trova ai piedi della fortezza Orsini. Una volta attraversata, si entra nel nucleo storico di Sorano caratterizzato da stretti vicoli che si adattano ai numerosi dislivelli della rupe. Il borgo di Sorano si raggiunge dalle terme in 5 minuti d’auto.

Via Selvi è la strada principale che si incontra non appena superata la Porta; in questa strada sono presenti le principali attività commerciali ed artigianali del centro storico, e quella che si ritiene possa essere stata la prima sinagoga di Sorano. Ogni anno tra il 10 e il 10 agosto partendo da via Selvi fino ad arrivare nella parte bassa del centro storico, verso la Porta dei Merli, si svolge una mostra mercato dell’artigianato ove è possibile trovare in mezzo a banchi di ogni genere, oggetti tipici dell’artigianato soranese e maremmano.

La Porta dei Merli, detta anche Porta di Sotto, si trova ai piedi del Masso Leopoldino (fortificazione medievale che domina il borgo) e presenta una cornice in pietra a bugne sovrastata da uno stemma: ai lati della porta sono ancora visibili le aperture verticali per le catene del ponte levatoio. Superata la Porta fuori dal centro storico si va verso il Lente, torrente che scorre proprio al di sotto del borgo medievale di Sorano e che rappresenta un percorso di altissima valenza turistica, naturalistica, ambientale, storico culturale e archeologica.

Da non perdere anche la concattedrale dei Santi Pietro e Paolo, situata nella frazione di Sovana, costituisce l’antica cattedrale della diocesi di Sovana. Risalente al secolo X, è stata fatta costruire da Gregorio VII su un preesistente edificio del VI secolo e la struttura è rimasta pressoché invariata – eccezion fatta per il rifacimento della facciata nel XIV secolo ed alcuni lavori di ristrutturazione in epoche successive che tuttavia non hanno stravolto le caratteristiche originarie – fino ai giorni nostri.

Nel 1999 sono stati effettuati alcuni lavori di restauro, che hanno permesso di rendere nuovamente accessibile la cripta che ospita le spoglie di San Mamiliano. All’interno le decorazioni plastiche dei capitelli, con la raffigurazione di scene bibliche oltre che opere pittoriche di grande interesse bellissima la Madonna in gloria con San Benedetto e San Giovanni Gualberto (XVI secolo), una crocifissione di San Pietro (1671) di Domenico Manenti; un dipinto devozionale raffigurante santa Maria Egiziaca (1481) di Tommaso Tomè di Onofrio; un frammento di affresco di San Francesco (XV secolo) di Carlo di Giovanni, un fonte battesimale in travertino datato 1494 una tela del Sacro cuore di Gesù di Maria Pascucci.

Assolutamente da non perdere anche le vie Cave dette Cavoni, una suggestiva rete viaria di epoca etrusca che collega i vari insediamenti e necropoli tra Sorano, Sovane e Pitigliano, nell’area delle terme, sviluppandosi prevalentemente in trincea tra pareti ripide e rocciose di tufo, a tratti alte oltre 20 metri: queste caratteristiche costituivano anche un efficace sistema di difesa contro possibili invasori. In epoca romana le vie Cave entrarono a fare parte di un sistema viario più vasto.

Magnifico anche l’insediamento rupestre di Vitozza il più vasto e importante dell’Italia centrale, a 10 minuti d’auto dal borgo di Sorano e altrettanti dalle terme. Comprende oltre 200 grotte adibite ad abitazioni fin dall’epoca medievale alcune delle quali erano ancora popolate nel Settecento quando i Lorena effettuarono il censimento degli abitanti della zona. Le grotte abitate nel passato sono lungo i sentieri che attraversano il bosco e se sono ad aperture rettangolari a più livelli, collegati da scalette e passaggi, altre con strutture destinate al ricovero degli animali. Una terza categoria di grotte era invece ad utilizzo misto con apertura ad arco e maggiori rifiniture e con una parte ad uso animale munita di mangiatoia e l’altra come abitazione. Altre grotte venivano destinate all’allevamento dei piccioni.

Un giorno a Sorano, la “Matera toscana”