San Giorgio di Valpolicella, il borgo veronese immerso nelle vigne

Un piccolo gioiello che poggia su un cucuzzolo stretto intorno alla pieve, ricco di profumi e sapori: è San Giorgio di Valpolicella

San Giorgio di Valpolicella, o Ingannapoltron, si trova nel comune di Sant’Ambrogio, ai piedi del Monte Solane: posto su di un cucuzzolo e stretto intorno alla pieve, è realizzato con la stessa pietra su cui poggia, immerso nei vigneti e gli olivi. Accanto alle sue cave, regala una vista incantevole che abbraccia il Lago di Garda a Verona, dalla Valpolicella alla Pianura Padana.

La continuità tra le case e il suo promontorio sono qualcosa di davvero emozionante: non esiste confine tra abitato e natura, c’è un proseguo visivo fin da quando, in tempi antichissimi, aveva funzione di naturale fortezza che si raggiunge solo dopo un cammino lungo e faticoso, nonostante appaia, di primo acchito, molto vicino.

Pieve di San Giorgio di Valpolicella

Pieve di San Giorgio di Valpolicella, Ph. Flavio Vallenari (iStock)

La storia del nome Ingannapoltron

Dalla visione ottica distorta sulla distanza del borgo, deriva il nome Ingannapoltron, che significa “inganna il pigro”: questo toponimo sembra risalire al Medioevo, quando la scherzosa parola “poltron” fu aggiunta al toponimo “San Giorgio in Ganna”. Un attributo che alcuni studiosi fanno risalire a “ganne”, nome pre-romano pertinente alle Alpi orientali, che significherebbe semplicemente “mucchio di pietre” o “località rocciosa e pietrosa”. Il paese è infatti legato, fin dalle sue origini, a un’intensa attività di estrazione e lavorazione di marmo pregiato.

I luoghi da vedere del borgo

La Pieve di San Giorgio di Valpolicella risale al VII-VIII secolo, rimanendo così uno dei luoghi di culto più antichi di tutto il territorio del veronese. L’edificio è composto da tre navate e due absidi contrapposte, ricostruito agli inizi del XII secolo, come si evince dagli innesti romanici. Attraverso una piccola porta aperta nella fiancata meridionale della chiesa si esce nel chiostro, un piccolo gioiello architettonico che si illumina di rosso al tramonto.

Dal chiostro si accede all’area archeologica dove sono visibili alcuni edifici dell’età del Ferro; a fianco della Chiesa si trova il Museo-Antiquarium, che raccoglie tutti i reperti della preistoria, dell’età del bronzo e del ferro e dell’età romana trovati nel paese e nei suoi dintorni. Ha una sala dedicata ai fossili custoditi negli strati della pietra sedimentaria su cui San Giorgio stesso sorge.

San Giorgio Valpolicella

San Giorgio Valpolicella, Ph. massimofusaro (iStock)

Le Marogne sono ciò che rende ancora più caratteristica la collina veronese: si tratta dei terrazzamenti realizzati con muretti a secco che preservano il terreno dall’erosione delle acque e sui quali nasce il Valpolicella.

Nei suoi dintorni ci sono anche numerose cave di pietra e di marmo Rosso Verona, detto di S.Ambrogio. Da visitare, anche se in disuso, le cave descuerte. Durante la vostra passeggiata non potete proprio esimervi dal visitare la deliziosa via Crucis dei Lapicidi: accanto al cimitero, gli allievi della Scuola d’Arte hanno scolpito una via crucis speciale. Le 14 stazioni sono rappresentate da libri aperti in pietra: da un lato è scolpita la passione di Cristo, dall’altro la passione degli scalpellini e dei marmisti del comune che hanno dovuto emigrare in cerca di lavoro.

Piaceri e sapori del borgo

I piatti ispirati alla tradizione sono molteplici e variegati: tra questi ci sono la minestra di fave, le tagliatelle in brodo coi fegatini, la pasta e fagioli, i bigoli con le sarde, la selvaggina cotta in diversi modi, la soppressa veronese e il formaggio Monte Veronese della Lessinia. Tra i dolci spiccano la gradela, focaccia dolce, e il nadalin, un dolce tipico alle mandorle.

La presenza di ulivi e vigneti porta alla produzione di olio extra vergine di oliva e dei vini DOC e DOCG della denominazione Valpolicella: Amarone e Recioto, Valpolicella, Valpolicella Superiore e Ripasso; se capitate qui d’estate, sorseggiate un ottimo calice accompagnato dalle buonissime ciliegie appena colte.

Le vigne del Valpolicella

Le vigne del Valpolicella, Ph. Bruno_il_segretario (iStock)

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