Itinerari per un Capodanno in camper in Italia

Se per Capodanno hai in mente un viaggio in camper, queste sono le mete italiane più belle da visitare

La fine di questo 2020 si avvicina e già si comincia a pensare dove poter trascorrere, come da tradizione, i giorni a cavallo di Capodanno. Se non avete ancora deciso se restare a casa o trascorrerlo on the road sul vostro camper, ecco alcuni consigli su come trascorrere uno dei momenti più magici dell’anno. Scoprite le migliori destinazioni da visitare con il camper a Capodanno in Italia.

Capodanno a Courmayeur

Per tutti gli amanti degli sport invernali e dell’alta montagna un’ottima meta può essere la splendida località sciistica di Courmayeur, in Valle d’Aosta, dove vi sembrerà quasi di toccare con mano le pendici innevate del monte Bianco, che con i suoi oltre 4.800 m. di altitudine rappresenta un vero e proprio spettacolo della natura. La stagione invernale è sicuramente uno dei momenti in cui questo incantevole scenario sa regalare il suo meglio. Con la stagione sciistica le strade di Courmayeur si riempiono di autentica meraviglia e suggestive luminarie.

Una passeggiata lungo le vie del piccolo centro storico di Courmayeur, ricolme di negozi, vi permetterà di scoprire la bella chiesa Parrocchiale di San Pantaleone, mentre a circa 6 km dal borgo si trova l’incantevole giardino Botanico Alpino Saussurea, che con i suoi 2.173 m. di altitudine è il più alto d’Europa. Gli oltre 7 mila mq che si estendono su pianoro di mont Frety sono interamente dedicati a circa 900 specie di flora alpina, disposte scenograficamente a ricreare i principali ambienti montani che si possono ammirare in Valle d’Aosta.

Il giardino botanico è raggiungibile tramite la moderna funivia chiamata Skyway Monte Bianco oppure a piedi tramite un sentiero molto ben segnalato. Entrambi i percorsi partono dalla località di La Palud. La vista che si apre dal giardino botanico è qualcosa di unico al mondo e vi lascerà nel cuore un ricordo indelebile del vostro magico Capodanno alpino.

Capodanno a Lovere

Inserito tra i borghi più belli d’Italia dal 2003, il borgo di Lovere, romanticamente affacciato sulle sponde del lago d’Iseo, è senza dubbio una meta ricca di fascino e magia, un’autentica sorpresa, soprattutto nel periodo natalizio, quando grazie alle incredibili luminarie che letteralmente accendono il paese, si trasforma in un vero e proprio “Borgo della Luce”, nome scelto per l’evento annuale che di solito si svolge nel borgo tra Natale e Capodanno.

Fiore all’occhiello di questo borgo, dalle forme architettoniche armoniosamente miscelate tra antiche case-torri medievali (la torre Civica, torre Soca, la Torricella e la torre degli Alghisi), ed eleganti palazzi ottocenteschi, è senza dubbio lo splendido edificio neoclassico che si staglia sulle acque del lago e che oggi ospita l’accademia di Belle Arti Tadini (1820).

Al suo interno è ospitata una delle più importanti collezioni di arte antica della Lombardia, nella quale spiccano alcune splendide tele di Lorenzo Veneziano, Jacopo Bellini, Jacopo Palma il Giovane, Francesco Hayez e Carlo Francesco Nuvolone, nonché un importante nucleo di opere di Antonio Canova e pregevoli tele. Prima di lasciare Lovere, magari alla scoperta di altri suggestivi borghi medievali lombardi come Gromo e Bienno, concedetevi una romantica passeggiata sull’incantevole lungo lago di Lovere, dove potrete ammirare il borgo della luce riflettersi sulle placide acque dell’Iseo come in un magico specchio.

Capodanno a Otranto

La bianca e millenaria città pugliese di Otranto vi regalerà un altro Capodanno magico e al tempo stesso insolito. Raggiungendo l’estremità orientale d’Italia, vi aspetta senza dubbio un’esperienza indimenticabile. Non solo per la bellezza senza tempo del centro storico di Otranto, lungo gli antichi vicoli carichi di suggestione dove s’intrufola già l’odore dell’Oriente oppure scoprendo i suoi splendidi monumenti capaci di catturare l’immaginazione di chiunque li osservi, come fu per Horace Walpole, che nel 1764 scrisse il primo romanzo gotico della storia intitolandolo proprio Il castello di Otranto.

Per non parlare dello straordinario pavimento a mosaico del XII secolo che impreziosisce la straordinaria cattedrale normanna di Santa Maria Annunziata (1068), edificata sui resti sovrapposti di un villaggio messianico, una domus romana e un tempio paleocristiano, o della sua suggestiva cripta, che conserva ancora oggi tracce di affreschi di epoca bizantina. I profili bianchi delle case ammassate le une alle altre del centro storico di Otranto, una vera casbah con la sua vertigine di porte e finestre di un blu intenso, si affacciano sull’affascinante confine del porto, lungo il quale si sviluppa il suggestivo lungomare degli Eroi dalla torre Matta all’affascinante chiesetta della Madonna dell’Altomare.

Un autentico viaggio mediterraneo ricco di storia e sapori accenderà la vostra vacanza di Capodanno, che culminerà la prima mattina dell’anno, quando raggiungendo il faro di punta Palascìa, a circa 6 km dal centro storico di Otranto in direzione Porto Badisco, potete attendere e ammirare l’alba in tutto il suo fulgore, scambiandovi baci e auguri, magari con un bicchiere in mano.

Capodanno a Otranto

Capodanno a Otranto @Shutterstock

Capodanno a Ferrara

L’elegante città d’arte di Ferrara rappresenta una meta particolarmente interessante, soprattutto tra Natale e Capodanno. Città del Rinascimento inserita nel patrimonio dell’umanità Unesco e capitale politica e culturale della dinastia Estense per oltre tre secoli, oggi la città di Ferrara è quasi un museo a cielo aperto. A partire dalla splendida cattedrale di San Giorgio (1135) con la sua monumentale facciata, pura armonia di stile in bilico tra romanico, gotico e rinascimentale.

Da non perdere all’interno la pregevole tela seicentesca del Guercino raffigurante il Martirio di San Lorenzo, la tomba con le spoglie di papa Urbano III e il ricco museo della Cattedrale, nelle cui sale si segnalano le antiche ante d’organo con l’Annunciazione e San Giorgio e il drago dipinte nel 1469 da Cosmé Tura, massimo esponente del Rinascimento ferrarese, la tela con la Madonna della Melagrana (1409) di Jacopo della Quercia, gli otto preziosi arazzi cinquecenteschi con i disegni del Garofalo e Camillo Filippi e infine le formelle duecentesca in terracotta provenienti dalla porta dei Mesi e raffiguranti alcuni episodi della Vita di San Giovanni Battista.

Nella stretta via che delimita il fianco settentrionale della cattedrale si trova la celebre enoteca Al Brindisi, già hostaria del Cucchiolino dal lontano 1435. Corso Martiri della Libertà, con i suoi portici e e alcuni eleganti caffè storici, permette di raggiungere invece la piazzetta con la statua di Girolamo Savonarola, il frate domenicano ferrarese bruciato sul rogo come eretico nel 1497. Oltre le mani ammonitrici del frate, gli occhi vengono come catturati dal possente profilo del trecentesco castello Estense, tra le fortezze medievali meglio conservate d’Italia, simbolo allora della magnifica corte Estense, frequentata da personaggi illustri del calibro di Ludovico Ariosto e di Torquato Tasso, e oggi simbolo indiscusso della città di Ferrara.

La notte di Capodanno il castello Estense diventa protagonista di uno spettacolare incendio pirotecnico e musicale della durata di 20 minuti circa, che illumina di accesi bagliori rossastri la notte ferrarese. Altri luoghi emblematici da segnalare della città sono senza dubbio la bella e racchiusa piazza Municipale con lo scenografico scalone del Municipio, lo spettacolare palazzo dei Diamanti oggi periodicamente sede di mostre d’importanza nazionale, l’ottocentesco teatro Comunale, le mura Estensi e la loro piacevole passeggiata che ancora oggi racchiudono gran parte del centro storico, la casa natale di Ludovico Ariosto e infine palazzo Estense, unica delizia Estense, patrimonio Unesco, superstite entro le mura cittadine, oggi adibita a sede museale.

Capodanno a San Gimignano

Tra tutte le incredibili mete che si possono raggiungere in Toscana in camper, consigliamo per un Capodanno davvero indimenticabile la scenografica bellezza del borgo di San Gimignano, in val d’Elsa, conosciuto anche con la Manhattan del Medioevo. Dall’alto dei tre poggi sui quali sorge l’abitato di San Gimignano si elevano ancora oggi 15 delle 72 torri esistenti nel borgo in epoca medievale, tra cui le più famose sono la torre Rognosa (51 m.), che è anche la più antica, e la torre del Podestà, chiamata anche torre Grossa, che con i suoi 54 m. è la più alta. Quest’ultima si allunga verso il cielo dal pregevole palazzo Comunale, uno dei monumenti più interessanti del borgo, risalente alla fine del Trecento.

Oltre alle bellissime sale affrescate principalmente da maestri fiorentini e senesi del Duecento e del Trecento, la visita culmina nelle sale della Pinacoteca, dove si segnala la grande pala d’altare cinquecentesca dipinta dal Pinturicchio. Altro fiore all’occhiello dell’offerta museale è senza dubbio la Spezieria di Santa Fina, una preziosa collezione di vasi in ceramica e in vetro quattrocenteschi appartenenti alla spezieria dello Spedale di Santa Fina, fondato nel 1253. La suggestiva collezione è ospitata al piano inferiore del polo museale di Santa Chiara, che inoltre custodisce i reperti del museo Archeologico e le opere della galleria d’arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada”.

L’esperienza simbolo che più rappresenta l’essenza stessa del legame tra il borgo e il suo territorio è però offerta dal centro Comunale di Documentazione e Degustazione del vino bianco locale ormai celebre in tutto il mondo: la Vernaccia di San Gimignano DOCG. All’interno degli spazi della rocca di San Gimignano, soprattutto al banco d’assaggio, è possibile compiere uno straordinario viaggio nell’anima di questo territorio, accompagnati da esperti sommelier. Sedici diverse etichette di Vernaccia, Riserva e non, attendono solo di essere degustate, insieme agli altri vini DOC di San Gimignano, come il rosso, il rosato e il vinsanto. Chiude la visita un percorso multimediale grazie al quale vivere un’esperienza immersiva ed emozionante dentro la storia della Vernaccia e del suo territorio.

Capodanno a Marano Lagunare

Il borgo marinaro di Marano Lagunare, in provincia di Udine, rappresenta una delle mete più suggestive dell’alto Adriatico. La vegetazione palustre, placidamente punteggiata dai tradizionali casoni fatti di canne e di legno, disegna uno scenario di incantevole quiete, appena movimentato dalle pigre correnti della laguna di Marano che lambiscono le rive di isole e isolette, tra cui quella di Martignano e di Sant’Andrea, nota anche con il nome di isola delle Conchiglie. A troneggiare su questo idillio della natura, già da lontano si scorge la torre Millenaria, simbolo e orgoglio del borgo di Marano, attestata già nel 1066.

Accanto a essa, in piazza Vittorio Emanuele II, si sviluppa un altro monumento simbolo, ovvero la loggia Maranese, chiusa da un prezioso bugnato in pietra d’Istria. Il centro storico è tutto racchiuso tra questa piazza, cuore di Marano, e il suggestivo porticciolo presso il quale sono attraccati colorati pescherecci e pittoresche imbarcazioni. Prima di tornare alla scoperta della laguna di Marano e dei suoi angoli più rappresentativi, merita una segnalazione il museo Archeologico della Laguna dove è possibile ripercorrere, tramite l’esposizione di reperti e testimonianze dirette, la storia della presenza umana in questo straordinario habitat naturale.

A Marano è proprio la natura a farla da padrone, a cominciare dalla riserva Naturale Valle Canal Novo, una sterminata distesa di terre umide ideali soprattutto per l’osservazione ravvicinata di numerose specie di uccelli come il cigno reale e quello selvatico, l’oca Grigia (o selvatica), l’Alzavola, il germano Reale, la Marzaiola e talvolta, se si è fortunati, la Pesciaiola o la moretta Tabaccata. La laguna di Marano ospita infine anche la riserva Naturale Foci dello Stella. Il delta di questo ampio fiume forma una tortuosa rete di canali, tutti navigabili, che pian piano si confondono con la laguna. Tratto distintivo di quest’area sono le infinite distese di canneti che crescono rigogliosi tra una sacca lagunare e l’altra. Anch’essi offrono riparo a decine di specie di uccelli differenti, tra i quali ricordiamo l’airone Rosso e il falco di palude.

Capodanno in camper

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