Il lago che si trasforma in un orizzonte rosa senza fine: Talay Bua Daeng, un incanto della Thailandia

Nel cuore rurale della provincia di Udon Thani, una vasta distesa d’acqua si ricopre di ninfee rosate creando uno degli spettacoli naturali più sorprendenti dell'Asia sudorientale

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Si sale a bordo di una sottile imbarcazione di legno, dove l’unico suono udibile è quello del fruscio della prua che fende una fitta vegetazione acquatica. No, non è l’inizio di un sogno, ma del viaggio che conduce verso il Red Lotus Sea, una superficie d’acqua talmente ampia da ricordare una laguna interna, mentre milioni di fiori rosa e (alcuni) cremisi disegnano una trama continua che pare estendersi fino alla linea dell’orizzonte.

Siamo in Thailandia e qui è conosciuto come Talay Bua Daeng, letteralmente “Mare di Loto Rosso“, anche se i fiori appartengono tecnicamente alla famiglia delle ninfee tropicali rosa (ma assai simili ai loti nell’aspetto). L’area occupa circa 4.000 ettari all’interno del sistema lacustre di Nong Han Kumphawapi, una delle principali riserve idriche della provincia di Udon Thani.

Durante la stagione fresca, compresa generalmente tra fine novembre e febbraio, la vegetazione acquatica produce una fioritura imponente che trasforma il lago in un mosaico di sfumature rosate. Migliaia di visitatori raggiungono questo angolo del Paese proprio per assistere a un fenomeno naturale che altrove risulta difficile da osservare con una simile intensità. Nel frattempo, pescatori locali attraversano lentamente i canali tra le piante acquatiche, aironi e altri uccelli delle zone umide sorvolano l’acqua in cerca di cibo e il sole sale gradualmente sopra la pianura.

Origine e formazione del Talay Bua Daeng

Prima di diventare una celebre destinazione turistica, il Red Lotus Sea era semplicemente Nong Han, una grande palude naturale formatasi nel corso dei secoli grazie all’accumulo di acque piovane e al contributo di numerosi corsi d’acqua minori provenienti dalla pianura circostante. L’intera zona, infatti, appartiene a un ambiente umido di grande importanza ecologica.

Acque poco profonde, fondali ricchi di sostanze nutritive e temperature elevate per gran parte dell’anno hanno favorito la crescita di una vegetazione acquatica particolarmente abbondante. All’interno di questo ecosistema prosperano pesci, anfibi, insetti e numerose specie di uccelli acquatici.

La fama internazionale deriva però dalla straordinaria proliferazione delle ninfee tropicali rosa, chiamate localmente bua daeng. Durante la stagione più fresca, le piante sviluppano nuove foglie e producono una quantità impressionante di fiori che emergono sopra la superficie dell’acqua. In alcune aree la concentrazione risulta talmente elevata da creare l’illusione di una prateria fiorita galleggiante.

Le dimensioni contribuiscono ulteriormente all’effetto scenografico: il lago raggiunge circa 7 chilometri di lunghezza e 3 di larghezza, offrendo una percezione quasi marina. Da qui nasce il celebre appellativo di “mare“, entrato ormai nell’immaginario collettivo thailandese e internazionale.

Negli ultimi anni il sito ha ottenuto una visibilità ancora maggiore grazie a campagne promozionali nazionali e alla diffusione di fotografie che hanno fatto il giro del mondo. Molti viaggiatori arrivano convinti di trovarsi davanti a immagini ritoccate digitalmente. La sorpresa più grande avviene proprio sul posto, quando si scopre che quei colori appartengono realmente al paesaggio.

Come funziona la visita e cosa vedere

L’esperienza classica prevede un’escursione in barca da villaggio di Ban Diam, da dove partono piccole imbarcazioni tradizionali in legno e motoscafi in grado di trasportare gruppi più numerosi. La durata varia generalmente tra 60 e 90 minuti. Partire all’alba rappresenta la scelta migliore: tra le 6 e le 11 del mattino i fiori mostrano la massima apertura, mentre il sole basso amplifica le tonalità rosate della vegetazione.

Red Lotus Sea, Thailandia
Getty Images
Navigando sul Red Lotus Sea

Con l’aumento della temperatura, molti boccioli iniziano progressivamente a richiudersi, modificando l’aspetto dell’intero scenario. Pochi minuti dopo la partenza la riva scompare quasi completamente dalla visuale. La barca attraversa corridoi naturali che si aprono tra immense colonie di ninfee. Alcuni tratti appaiono talmente fitti da far sembrare l’acqua un dettaglio secondario del paesaggio.

Oltre ai fiori, il lago custodisce una notevole biodiversità fatta di aironi, cormorani, martin pescatori e numerose specie migratorie che trovano rifugio nelle zone umide di Nong Han. Per questo motivo, binocolo e macchina fotografica diventano compagni preziosi durante la navigazione.

Al centro del lago si trova anche una piccola isola che ospita un tempio buddhista. La presenza della struttura religiosa aggiunge una dimensione culturale all’escursione e regala uno sguardo sul legame profondo tra comunità locali e ambiente naturale. Interessante è anche l’osservazione della vita quotidiana degli abitanti della zona, tra reti da pesca, piccole imbarcazioni utilizzate per il lavoro e coltivazioni lungo le rive che raccontano un rapporto con l’acqua rimasto sostanzialmente immutato nel tempo.

Prima della partenza (oppure al termine dell’escursione) vale la pena fermarsi presso i ristoranti presenti vicino al molo. La cucina dell’Isan (la vasta regione agricola che occupa gran parte di questa zona della Thailandia) prevede zuppe speziate, insalate tradizionali e pesce arrosto.

Dove si trova e come arrivare

Il Red Lotus Sea si trova nel distretto di Kumphawapi, nella provincia di Udon Thani, all’interno della Thailandia nord-orientale. La distanza dal capoluogo provinciale è di circa 40 chilometri verso sud-est, pari a circa 45 minuti di viaggio. Udon Thani rappresenta il principale punto di accesso alla zona, in quanto la città dispone di un aeroporto collegato quotidianamente con Bangkok e con altre destinazioni nazionali.

Collegamenti ferroviari e autobus consentono inoltre di raggiungere la provincia da varie aree del Paese. Dal centro urbano, l’opzione più pratica consiste nel noleggio di un’automobile oppure nell’utilizzo di un taxi privato. Gran parte delle strutture ricettive locali organizza trasferimenti diretti verso il molo di Ban Diam, punto di partenza delle escursioni lacustri.

Durante il tragitto, la campagna dell’Isan accompagna il viaggio con risaie, villaggi agricoli e ampi spazi aperti che anticipano l’atmosfera tranquilla del lago. Chi desidera assistere allo spettacolo nel momento più suggestivo dovrebbe programmare l’arrivo prima delle 6 del mattino.

Quando il sole inizia ad affacciarsi sulla superficie dell’acqua e le ninfee schiudono lentamente i petali, il Red Lotus Sea rivela il motivo della sua fama. Nessuna fotografia, infatti, riesce davvero a preparare a quella visione perché davanti a quell’orizzonte rosa, la sensazione dominante resta una sola: meraviglia.