Il Lago di Pilato in inverno e la leggenda del “lago con gli occhiali” tra i Monti Sibillini

Nelle Marche tra vette appenniniche imbiancate e racconti antichi: alla scoperta di uno specchio d'acqua misterioso e unico alle pendici del Monte Vettore

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Lorenzo Calamai

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Dopo quattro continenti, diciassette paesi, quindici capitali ha scoperto che il più delle volte quello che cerchi non è poi così lontano da casa.

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Inverno: stagione di leggende, di miti. Il freddo, la neve, i boschi frondosi che non fanno passare la tenue luce del sole, la nebbia che al mattino occlude la vista: tutti ingredienti che nel corso dei secoli hanno portato al consolidarsi di un corpus di storie popolari per nutrire l’immaginazione, in particolare e a maggior ragione in quei luoghi dove la natura ha una forma particolare, come tra le montagne aguzze dei Monti Sibillini. Quando l’inverno li investe, il già particolare paesaggio si trasforma: le vette e i crinali si caricano di neve e ghiaccio, i boschi si tingono di bruno e si spogliano delle loro chiome. In questo scenario, nel cuore dell’Appennino centrale, è custodito il Lago di Pilato.

Situato nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il Lago di Pilato si trova a 1.941 metri di altitudine, sotto la maestosa ombra del Monte Vettore, la cui cima raggiunge i 2.476 metri, la più alta della catena. È l’unico lago naturale di origine glaciale nelle Marche e uno dei pochi bacini di alta quota dell’intero Appennino centrale. In inverno, la visione del lago, quando è raggiungibile, è ben diversa da quella estiva: spesso è immerso nella neve e le sue acque possono essere completamente coperte di ghiaccio. La neve in questo caso non è solo un elemento scenografico, ma è parte integrante del ciclo vitale del lago, che si forma e resiste durante l’anno proprio grazie allo scioglimento delle nevi accumulate nei mesi freddi.

Lago di Pilato: un luogo unico e fragile

Il Lago di Pilato è una vera e propria gemma incastonata tra le maggiori vette dei Monti Sibillini: il Monte Vettore, la Cima del Redentore, la Cima del Lago e il Pizzo del Diavolo, tutti ben oltre quota 2.000 metri, gli fanno da corona. Ma oltre a essere un luogo speciale dal punto di vista paesaggistico è anche un piccolo santuario di biodiversità: le sue acque ospitano, infatti, il Chirocefalo del Marchesoni (Chirocephalus marchesonii), un minuscolo crostaceo endemico che vive solo qui in tutto il mondo, in questo piccolo specchio d’acqua gelida dall’estensione intermittente.

La presenza e la salvaguardia del rarissimo invertebrato ha comportato che il Lago di Pilato divenisse oggetto di una normativa particolare, che vieta di avvicinarsi troppo alle sponde o fare il bagno, perché nella bella stagione il Chirocefalo deposita le sue uova, capaci di sopravvivere e resistere anche fuori dall’acqua, in prossimità dei limiti del bacino.

Lago di Pilato Monti Sibillini inverno neve
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Veduta sul Lago di Pilato in primavera

Dal punto di vista geologico, il lago è il residuo di un circo glaciale formato da detriti morenici antichi: la sua presenza è una testimonianza dell’ultima era glaciale sull’Appennino. Il lago ha peraltro una forma singolare, con due conche interconnesse nei periodi di maggiore abbondanza d’acqua, e pertanto viene anche chiamato il lago con gli occhiali. Nei periodi di siccità, invece, l’acqua si ritrae e i due specchi diventano più piccoli e separati.

Visitare il lago in inverno non è facile, poiché il percorso è piuttosto accidentato anche nella bella stagione. L’arrivo di freddo, ghiaccio e neve rende l’itinerario appannaggio solo dei più esperti e debitamente attrezzati: da Foce di Montemonaco si attraversano boschi innevati e pendii candidi con l’aiuto di ciaspole, bastoncini e ramponi, fino ad arrivare alla conca morenica dove si trova il lago.

Le leggende del Lago di Pilato

Le incombenti vette, la posizione remota, l’aspetto mutevole del Lago di Pilato sono tutti ingredienti che hanno contribuito alla leggenda che circonda il misterioso specchio d’acqua. Vuole infatti la tradizione popolare che il nome attribuitogli derivi dalla figura di Ponzio Pilato, il governatore romano responsabile della condanna a morte di Gesù Cristo.

La leggenda narra che Pilato chiese di essere sepolto in un luogo remoto e solitario. Il suo corpo, trascinato su un carro trainato da due bufali impazziti, avrebbe percorso migliaia di chilometri fino alle pendici dei Monti Sibillini, gettandosi nelle acque profonde del lago.

Il mito è riportato in un vecchio tomo, Le Paradis de la reine Sibylle, scritto nel 1420 da Antoine de la Sale, uomo d’arme e letterato francese che in quell’anno visitò l’Italia centro-meridionale al seguito del re Luigi III d’Angiò. Tra le sue peregrinazioni marchigiane, de la Sale racconta di aver visitato il Lago di Pilato e riporta le varie leggende che gli abitanti di Montemonaco, l’abitato più vicino, erano soliti raccontare circa le vette e le particolari meraviglie naturali del loro territorio. Si raccontava che al lago venissero consacrati libri di magia nera e che vi si evocassero spiriti maligni, e pertanto de la Sale dovette addirittura richiedere a Norcia un salvacondotto che gli permettesse di effettuare la visita al Lago.

Anche se oggi il lago è visitato da escursionisti e amanti della natura, l’aura di mistero non è del tutto svanita: camminando sulla neve verso la conca glaciale, è facile lasciarsi affascinare dall’eco di storie antiche e leggende senza tempo.

Cosa fare sui Monti Sibillini in inverno

L’inverno sui Monti Sibillini, in ogni caso, offre tante opportunità oltre al Lago di Pilato per incontrare meravigliosi panorami innevati e impegnarsi in attività all’aria aperta alla portata di tutti.

Una delle esperienze più amate è l’escursionismo con le ciaspole, un’attività sempre più diffusa e perfetta per esplorare altopiani, boschi e vallate senza affrontare difficoltà tecniche eccessive, ma godendosi la neve e quello che il suo manto candido dona al paesaggio.

Lago di Pilato Monti Sibillini inverno neve
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In inverno le cime dei Sibillini hanno un’aura misteriosa

Itinerari come quelli nei dintorni di Castelluccio di Norcia, delle Piane di Santa Scolastica o lungo i versanti meno esposti del Monte Vettore permettono di immergersi in panorami innevati spettacolari, spesso accompagnati solo dal rumore dei propri passi sulla neve. Per godersi l’esperienza fino in fondo, le uscite guidate sono una valida opzione per chi desidera muoversi in sicurezza e conoscere meglio il territorio, in particolare per chi arriva da fuori regione.

Anche gli appassionati di sci possono trovare sui Monti Sibillini pane per i loro denti, quando l’innevamento lo consente. Le principali stazioni sciistiche si trovano a Bolognola, nelle vicinanze di Sarnano, e a Frontignano di Ussita, e offrono sia piste da discesa che alcuni tracciati per lo sci di fondo.

L’inverno, inoltre, è anche un ottimo momento per scoprire paesaggi naturali e cittadini: la succitata Sarnano, Montemonaco, Visso o Ussita sono tutte ottime opzioni per scoprire borghi e abitati di grande fascino, immersi nelle strette vallate tra i rilievi dei Sibillini. In una stagione dove il turismo è poco, si può davvero respirare l’atmosfera vera di questa zona d’Italia troppo spesso sottovalutata, cogliendone ogni aspetto culturale e di vita.

Lago di Pilato Monti Sibillini inverno neve
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Castelluccio di Norcia sotto la neve