Viaggio tra i ricami vegetali della Loira: il Castello di Villandry, vero capolavoro rinascimentale

Attraversando i cancelli del maniero la vista viene immediatamente investita da una geometria così perfetta da apparire irreale, un labirinto di colori che danza tra terra e cielo

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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La poetica Valle della Loira, terra di dimore aristocratiche e paesaggi ordinati con cura quasi maniacale, è puntellata di edifici storici così belli ed eleganti che riescono a emozionare anche i più duri di cuore. Ne è un esempio concreto il Castello di Villandry, una residenza che racconta un’idea precisa di bellezza: linee pulite, proporzioni studiate e un dialogo continuo tra pietra e vegetazione.

A differenza di altri manieri della zona, qui l’architettura incanta per la sua sobrietà elegante, pensata per fondersi con i giardini più che per imporsi su di essi. Lo sguardo del viaggiatore che vi arriva resta infatti catturato dalle terrazze verdi che scendono con ordine verso la valle. E il fatto interessante è che tutto risponde a un progetto, a una visione precisa che ha attraversato i secoli e che ancora oggi appare incredibilmente attuale.

Villandry viene spesso associato all’idea di giardini “che parlano”. Il motivo è da ritrovare nel fatto che siepi, fiori e ortaggi compongono un linguaggio visivo fatto di simboli, allegorie e rimandi culturali che richiedono attenzione e tempo per essere colti fino in fondo. E l’impatto iniziale ha qualcosa di affascinante: si resta immobili per qualche secondo, come se la mente avesse bisogno di riorganizzare ciò che vede.

Breve storia del Castello di Villandry

Le radici di questo castello della Loira affondano nel Medioevo, quando al posto dell’attuale residenza sorgeva una fortezza chiamata Colombiers. Proprio tra queste mura, nel 1189, si svolse un episodio decisivo della storia europea, la Paix de Colombiers, durante la quale Enrico II d’Inghilterra riconobbe la sconfitta davanti a Filippo II di Francia.

Nel XVI secolo il destino del luogo cambiò radicalmente: Jean le Breton acquistò la proprietà e decise di trasformarla in una residenza rinascimentale. Fu così che l’antica fortezza venne quasi completamente demolita, lasciando spazio a una struttura elegante e aperta verso il paesaggio circostante. Rimase soltanto una torre medievale, ancora visibile, come memoria del passato.

L’influenza italiana, portata nel Paese durante le guerre d’Italia e sostenuta da Francesco I di Francia, si riflette nelle proporzioni armoniose e nella ricerca della simmetria. Tre ali disposte a U incorniciano il cortile e si affacciano sulla valle, segnando il passaggio da architettura difensiva a dimora di rappresentanza.

Poi, nel XVIII secolo, il castello mutò volto ancora una volta per opera del marchese di Castellane, il quale introdusse elementi più confortevoli e trasformò gli interni secondo il gusto dell’epoca. I giardini originali vennero infatti sostituiti da un parco all’inglese, più libero e meno geometrico.

La svolta arrivò nel 1906, quando Joachim Carvallo comprò la proprietà insieme alla moglie Anne Coleman. Davanti a un castello ormai degradato e circondato da vegetazione incolta, prese una decisione radicale: abbandonò la carriera scientifica per dedicarsi interamente alla sua rinascita.

Con una squadra numerosa di artigiani e operai, restituì alle facciate il loro aspetto rinascimentale. Il vero capolavoro però prese forma nei giardini. Studiando testi antichi e modelli storici, progettò uno dei complessi paesaggistici più raffinati d’Europa.

Cosa vedere al Castello di Villandry

Entrando nelle stanze di questo capolavoro di Francia si ha la sensazione di varcare la soglia del tempo. Si esplorano sale ed elementi che trasudano eleganza borghese e rigore nobiliare, come la scalinata d’onore che conduce a saloni arredati con pezzi d’epoca, quadri preziosi e soffitti lignei lavorati a mano. Tuttavia, la vera attrazione risiede fuori dalle finestre, nel dialogo continuo tra le pietre chiare e la vegetazione rigogliosa.

Castello di Villandry, Valle della Loira
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I giardini regali del Castello di Villandry

Giardino dell’Amore

Appena all’esterno dal castello, il primo impatto visivo è dominato da un disegno preciso fatto di siepi di bosso che tracciano cuori, spirali, e intrecci: ogni forma racconta una sfumatura dei sentimenti.

Quattro sezioni rappresentano altrettanti tipi di amore. Quello tenero si esprime attraverso linee morbide e colori delicati. Quello passionale mostra contrasti più intensi, con rossi profondi che evocano emozioni forti. L’amore incostante prende forma in motivi più leggeri, mentre quello tragico introduce geometrie taglienti che ricordano duelli e rivalità.

Giardino delle Croci

Accanto al tema amoroso compare una sezione più simbolica. Tre croci emergono tra le siepi, come quella di Malta, quella occitana e persino la basca. Questa parte del giardino richiede attenzione perché, se inizialmente può sembrare decorativa, in verità racchiude riferimenti storici e culturali profondi, legati alle identità regionali europee.

Giardino della Musica

Una sorpresa inattesa prende forma poco più avanti: il Giardino della Musica. Così chiamato perché da queste parti le siepi si trasformano in strumenti musicali stilizzati. Alberi di tasso, potati in forme verticali, ricordano candelabri e l’effetto complessivo richiama una sala da concerto all’aperto.

Giardino d’Acqua

C’è anche una grande vasca centrale che riflette il cielo con una precisione quasi ipnotica. Al mattino restituisce tonalità fredde e delicate, mentre nel pomeriggio si accende di riflessi più intensi. Verso sera, l’atmosfera diventa più raccolta, con giochi di luce che trasformano completamente la percezione dello spazio.

Orto ornamentale

Qui si raggiunge uno dei punti più celebri dell’intero complesso. L’Orto ornamentale si presenta con 9 quadrati perfettamente identici che ospitano una combinazione sorprendente di ortaggi e fiori. Cavoli, porri, carote e barbabietole diventano elementi decorativi grazie alla disposizione e al contrasto cromatico.

I giardinieri lavorano con precisione e due piantumazioni annuali garantiscono varietà e continuità visiva. Vi basti pensare che circa 40 specie diverse si alternano nel corso delle stagioni.

Giardino del Sole

Il Giardino del Sole è una zona più libera, progettata nel XX secolo, che introduce un’atmosfera differente. Tre spazi distinti si articolano attorno a una vasca a forma di sole con tonalità gialle e arancioni che danno vita a un effetto luminoso.

Labirinto

Siepi alte formano un percorso che richiama la tradizione rinascimentale. Il significato simbolico si lega al cammino della vita, con un centro che rappresenta un punto di arrivo. Il tracciato appare semplice, ma basta entrarci per perdere rapidamente il senso dell’orientamento.

Giardino dei Semplici

Infine una sezione dedicata alle erbe aromatiche e officinali che riporta a un’atmosfera medievale. Lungo i bordi delle aiuole del Giardino dei Semplici si diffondono profumi intensi, con piante disposte in forme circolari, simbolo di eternità.

Dove si trova e come arrivare

Il Castello di Villandry si trova nell’omonimo comune, a circa 15 chilometri da Tours, nel cuore della valle attraversata dalla Loira e dal Cher. Chi arriva in auto da Parigi percorre circa 240 chilometri lungo l’autostrada A10, con uscita verso Joué-lès-Tours e successivo collegamento alla A85 in direzione Saumur. Da Nantes il tragitto segue la A11 e poi la A85.

Il treno rappresenta un’alternativa comoda. Le stazioni più vicine sono Tours e Saint-Pierre-des-Corps, collegate alla rete TGV. Da lì taxi, navette stagionali o percorsi ciclabili lungo l’itinerario della Loira accompagnano fino alla tenuta.