La Biblioteca Nazionale del Kosovo, un’opera architettonica senza eguali dal fascino brutalista

Scoprite l'incredibile struttura di Pristina tra cupole spaziali e reti metalliche: un mix audace di brutalismo e tradizione ottomana unico nel suo genere

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Elena Usai

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La scrittura, il viaggio e la fotografia sono le sue grandi passioni e quando parte non dimentica mai di portare un libro con sé.

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Se i Balcani fossero un pianeta a parte, il loro paesaggio sarebbe costellato di giganti di cemento dalle forme impossibili. Chi viaggia attraverso i territori dell’ex-Jugoslavia si imbatte spesso nei cosiddetti Spomenik: monumenti brutalisti che appaiono ai viaggiatori come sculture astratte, monoliti futuristici eretti tra le montagne per celebrare la resistenza e l’unità. Ma se queste strutture sono spesso solitarie e silenziose, nel cuore pulsante di Pristina si trova un’architettura brutalista unica al mondo: la Biblioteca Nazionale del Kosovo.

Con le sue cupole che sembrano bolle di sapone cristallizzate e una pelle metallica che ricorda un ricamo spaziale, questa struttura rappresenta il punto più alto e audace di quell’architettura “aliena” che ha reso i Balcani una meta di pellegrinaggio per gli amanti delle forme incredibili.

La storia della Biblioteca Nazionale del Kosovo

La storia di questo colosso risale al 1970, un anno di fermento e cambiamenti. In un clima di tensioni sociali e richieste di autodeterminazione da parte della popolazione albanese, il governo jugoslavo decise di dare vita a un’università in lingua albanese a Pristina. La commissione per l’edificio più importante del campus, la biblioteca, andò quasi per caso a un giovane architetto croato, Andrija Mutnjaković.

Senza progetti realizzati alle spalle, ma armato di un’idea rivoluzionaria presentata per un concorso a Sarajevo, Mutnjaković ricevette carta bianca. Il suo obiettivo era ambizioso: creare un simbolo di unità in una terra frammentata. I lavori iniziarono sotto l’egida della ditta Ramiz Sadiku e durarono dieci anni, portando all’inaugurazione ufficiale nel 1982. Da allora, l’edificio ha attraversato i decenni più turbolenti dei Balcani, servendo persino come quartier generale del comando serbo durante il conflitto del 1999, prima che la pace restituisse i suoi spazi ai lettori e alla cultura.

Perché è un’architettura unica al mondo

Cosa rende questo posto così speciale? La Biblioteca Nazionale del Kosovo vanta un mix audace tra il Brutalismo e le tradizioni locali. Mutnjaković, infatti, ha fuso due simboli architettonici cardine della regione: il cubo, di derivazione bizantina, e la cupola, tipica dell’estetica ottomana.

A conquistare lo sguardo sono le 74 cupole di diverse dimensioni che coronano l’edificio come un villaggio di yurte high-tech. Curiosamente, furono prodotte ad Amburgo dalla stessa azienda che realizzava i tettucci dei caccia Messerschmitt durante la Seconda Guerra Mondiale. Inoltre, l’intero edificio è avvolto da una maglia metallica di oltre 70.000 esagoni in alluminio fuso. Questo non è solo un elemento protettivo contro il sole, ma un omaggio alla raffinata arte della filigrana kosovara, trasformando il cemento in un gioiello architettonico.

Anche gli interni sono spettacolari, con il pavimento in marmo decorato con la spirale illirica, antico simbolo degli antenati albanesi.

Dove si trova e come raggiungerla

La Biblioteca Nazionale si trova nel centro di Pristina, all’interno del campus universitario, circondata da un parco che funge da polmone verde per gli studenti. Dal 3 aprile 2026, raggiungere Pristina sarà facilissimo perché torna il volo diretto da Bergamo alla capitale del Kosovo, ripristinato per la prima volta dal 2018.

Una volta in città, la biblioteca si trova a pochi passi dal viale principale, Mother Teresa Boulevard. È impossibile mancarla: la sua sagoma spicca contro il cielo kosovaro come un miraggio alieno!