Per lavoro è Content writer, per diletto viaggia. Appassionata di turismo enogastronomico, fotografa tutto per inscatolare i ricordi e poi li racconta online.
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Capri e le misure contro l'overtourism
Il problema dell’overtourism collegato anche ai fenomeni social sta interessando tutto il mondo, ma c’è chi, come il Belpaese, ha trovato il modo di distinguersi. Forbes ha acceso i riflettori sull’Italia, dedicando ampio spazio alle nuove misure anti-overtourism che il Paese sta adottando nel 2026.
La rivista americana ha raccontato come, da Capri alle Dolomiti, passando per Firenze e Venezia, l’Italia stia stringendo le maglie attorno a un turismo di massa che rischia di divorare ciò che promette di celebrare. Un riconoscimento internazionale che arriva in un momento in cui il dibattito sul turismo sostenibile è più acceso che mai.
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Le nuove regole contro l’overtourism in Italia
Capri è uno degli esempi più citati. L'isola conta 13.000 abitanti stabili, ma in estate può ricevere fino a 50.000 visitatori al giorno solo via mare. Da questa estate i tour organizzati non possono superare le 40 persone, e le guide dovranno usare auricolari wireless al posto degli altoparlanti. Un segnale piccolo ma già capace di fare la differenza.
Firenze ha fatto una scelta più netta: da marzo 2026 è vietata la ristorazione all'aperto nel centro storico protetto dall'UNESCO, Ponte Vecchio incluso. In altre 73 strade sono sparite luci aggressive, pubblicità e quelle strutture di plastica che avevano trasformato alcune zone in qualcosa di simile a un luna park. I residenti fiorentini, interpellati da vari media internazionali, non nascondono lo scetticismo, ma il gesto politico ha un peso simbolico che Forbes non ha mancato di sottolineare.
C'è poi la storia di Santa Maddalena, piccolo borgo nel cuore delle Dolomiti, che Forbes racconta come emblema di un fenomeno globale. La chiesa del paese è finita su sim card distribuite in Cina anni fa, e da allora il flusso non si è più fermato: circa 600 visitatori al giorno nella stagione di punta, pullman che parcheggiano ovunque, gruppi che scattano foto e ripartono senza lasciare nulla, se non qualche rifiuto. Il sindaco non ha usato mezzi termini con la stampa locale.
I residenti sono arrivati al limite, e da maggio 2026 si cambierà approccio: parcheggi lontani dal centro, percorsi a piedi obbligatori, incentivi a restare più a lungo. L'obiettivo dichiarato è trasformare il turista-fantasma in qualcuno che si ferma, consuma, partecipa.
iStockSanta Maddalena, il borgo alle prese con l'overtourism
Madonna di Campiglio, nel frattempo, ha già introdotto un tetto agli skipass giornalieri: 15.000, contro i 23.000 abituali. Le Dolomiti erano già finite su ogni lista dei luoghi da vedere, complice anche la vetrina delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026: una popolarità che ha un costo, e che ora qualcuno sta cercando di gestire.
Anche la Fontana di Trevi, a Roma, ha introdotto un ticket d'accesso, esentando i residenti, i bambini sotto i 5 anni e le persone con disabilità.
iStockLa Fontana di Trevi a Roma ora è a pagamento
L’elogio del Forbes
La rivista americana parte da un dato difficile da ignorare: l’Italia è tra i paesi più visitati al mondo e deve, inevitabilmente, trovare una strategia che funzioni proteggendo al tempo stesso. Secondo Forbes a unire il tutto è la consapevolezza che il turismo di massa ha degli effetti e che quindi servono delle regole come quelle intraprese per poter tutelare il patrimonio culturale e i residenti.