Sono 5 i ristoranti italiani tra i 50 migliori al mondo: ecco dove si trovano, dall’Alto Adige all’Abruzzo

Dalle Langhe all'Alto Adige, 5 indirizzi italiani conquistano la prestigiosa classifica internazionale: quattro vantano tre stelle Michelin

Foto di Francesca Pasini

Francesca Pasini

Content writer & Travel Expert

Laureata in Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vive tra Italia e Spagna. Curiosa per natura, ama scrivere di storie che la appassionano.

4 min di lettura

L’Italia si conferma ancora una volta una delle grandi protagoniste della gastronomia internazionale. Nella nuova classifica The 50 Best Restaurants 2026, che ogni anno seleziona alcuni dei migliori ristoranti del pianeta, sono ben 5 i locali italiani che hanno conquistato un posto tra i primi 50. Dalle Langhe alle montagne dell’Alto Adige, passando per l’Emilia-Romagna, l’Abruzzo e il Veneto, questi luoghi del gusto sono immersi in paesaggi splendidi tra borghi, città eleganti e colline ricoperte di vigneti, e sanno dimostrare quanto la cucina italiana sappia distinguersi sulla scena mondiale.

A conquistare la vetta della classifica globale è stato invece un ristorante spagnolo, l’Asador Etxebarri, che ha preceduto il Gaggan di Bangkok e l’Alchemist di Copenhagen. Ma quali sono i ristoranti italiani da conoscere e, magari, da raggiungere durante il prossimo viaggio o la prossima gita fuori porta? Ecco gli indirizzi premiati.

I cinque ristoranti italiani tra i migliori al mondo

Il ristorante italiano che ha ottenuto il piazzamento più alto nella classifica The 50 Best Restaurants 2026, al 20° posto, è Piazza Duomo: sorge al Alba, in piazza Risorgimento, nel cuore delle Langhe. Un territorio celebre per i suoi vigneti, i borghi e le eccellenze enogastronomiche. Il ristorante, guidato dallo chef Enrico Crippa, vanta tre stelle Michelin ed è inserito in un contesto ideale per coloro che vogliono esplorare il territorio tra cucina d’autore, paesaggi collinari e grandi vini.

Il secondo ristorante italiano che troviamo scorrendo la classifica, al 24° posto, è Al Gatto Verde di Modena (città elogiata di recente dalla stampa estera). New entry nella top 50, questo locale si trova a Casa Maria Luigia, il progetto di ospitalità di Massimo Bottura, ed è guidato dalla chef Jessica Rosval. Il ristorante ha conquistato una stella Michelin, mentre per la chef il 2026 è un anno particolarmente importante: oltre al piazzamento del locale, ha ricevuto il Best Female Chef Award, riconoscimento assegnato per la sua tecnica di cottura alla brace e per l’impegno nella sostenibilità e nell’inclusione sociale. Tra i suoi progetti c’è anche Roots, ristorante sociale fondato per offrire alle donne migranti opportunità di formazione e lavoro nel mondo della cucina.

Dalla pianura emiliana saliamo verso l’Appennino abruzzese, dove troviamo Reale, altro nome italiano presente nella prestigiosa graduatoria (al 27° posto). Si trova all’interno di Casadonna, un ex monastero trasformato in luogo di ospitalità e alta cucina. Guidato dallo chef Niko Romito, il ristorante è insignito di tre stelle Michelin. La sua posizione, immersa nel paesaggio montano di Castel di Sangro, lo rende una meta da abbinare alla scoperta di uno degli angoli più suggestivi d’Abruzzo.

Anche l’Alto Adige trova spazio nella top 50 con Atelier Moessmer Norbert Niederkofler, a Brunico, al 38° posto. Il ristorante, che vanta tre stelle Michelin, è legato alla filosofia culinaria dello chef Norbert Niederkofler, che ha fatto della valorizzazione del territorio e degli ingredienti locali un elemento centrale del suo lavoro. Un indirizzo che si inserisce in un contesto alpino di grande fascino, immerso tra montagne imponenti, boschi e paesaggi che sanno cambiare continuamente volto con il susseguirsi delle stagioni.

Chiude la cinquina italiana Le Calandre, a Rubano, in provincia di Padova (al 43° posto della graduatoria mondiale). Fondato nel 1981 da Erminio Alajmo e Rita Chimetto, porta la firma dello chef Massimiliano Alajmo, che ne ha assunto la guida in cucina nel 1994 insieme al fratello Raffaele, e dal 2003 vanta tre stelle Michelin. Il ristorante porta il Veneto nella classifica internazionale e completa una rappresentanza italiana che attraversa territori e tradizioni differenti. Un altro indirizzo da segnare per chi ama trasformare un viaggio in un’occasione per scoprire anche le eccellenze della tavola.

La classifica completa

L’Italia festeggia cinque presenze, ma la graduatoria offre anche l’occasione per scoprire indirizzi gastronomici d’eccellenza in giro per il mondo. In testa c’è la Spagna, con Asador Etxebarri, mentre l’Asia si distingue con diversi ristoranti di Bangkok, Hong Kong e Seul.

Ecco tutti i 50 locali premiati, da segnare per un’esperienza gourmet insolita durante il prossimo viaggio:

  1. Asador Etxebarri: Atxondo (Paesi Baschi, Spagna);
  2. Gaggan: Bangkok (Thailandia);
  3. Alchemist: Copenaghen (Danimarca);
  4. Quintonil: Città del Messico (Messico);
  5. Wing: Hong Kong (Cina);
  6. The Chairman: Hong Kong (Cina);
  7. Kjolle: Lima (Perù);
  8. Kadeau: Copenhagen (Danimarca);
  9. Diverxo: Madrid (Spagna);
  10. Plénitude: Parigi (Francia);
  11. Atomix: New York (Stati Uniti);
  12. Sorn: Bangkok (Thailandia);
  13. Mérito: Lima (Perù);
  14. Sühring: Bangkok (Thailandia);
  15. Odette: Singapore (Singapore);
  16. Tuju: San Paolo (Brasile);
  17. Mingles: Seul (Corea del Sud);
  18. Nusara: Bangkok (Thailandia);
  19. Jan: Monaco di Baviera (Germania);
  20. Piazza Duomo: Alba (Piemonte, Italia);
  21. Meet the Bund: Shanghai (Cina);
  22. Boragó: Santiago (Cile);
  23. Vyn: Skillinge (Svezia);
  24. Al Gatto Verde: Modena (Emilia-Romagna, Italia);
  25. Lasai: Rio de Janeiro (Brasile);
  26. Masque: Mumbai (India);
  27. Reale: Castel di Sangro (Abruzzo, Italia);
  28. Trèsind Studio: Dubai (Emirati Arabi Uniti);
  29. Enigma: Barcellona (Spagna);
  30. Steirereck: Vienna (Austria);
  31. Celele: Cartagena (Colombia);
  32. Potong: Bangkok (Thailandia);
  33. Elkano: Getaria (Paesi Baschi, Spagna);
  34. Le Coquillage: Saint-Méloir-des-Ondes (Francia);
  35. La Colombe: Città del Capo (Sudafrica);
  36. Ru Yuan: Hangzhou (Cina);
  37. Nuema: Quito (Ecuador);
  38. Atelier Moessmer Norbert Niederkofler: Brunico (Trentino-Alto Adige, Italia);
  39. Schloss Schauenstein: Fürstenau (Svizzera);
  40. Jordnær: Copenaghen (Danimarca);
  41. Onjium: Seul (Corea del Sud);
  42. Bozar: Bruxelles (Belgio);
  43. Le Calandre: Rubano (Veneto, Italia);
  44. Don Julio: Buenos Aires (Argentina);
  45. Mayta: Lima (Perù);
  46. El Chato: Bogotá (Colombia);
  47. Le Louis XV – Alain Ducasse: Monte Carlo (Monaco);
  48. Ikoyi: Londra (Regno Unito);
  49. Naar: Kasauli (India);
  50. Saint Peter: Sydney (Australia).