Un italiano su due non va in vacanza: la nuova estate della staycation

Quasi metà degli italiani resta a casa nell’estate 2026: tra difficoltà economiche, impegni familiari e nuove abitudini, in questa stagione cresce la staycation

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Sara Boccolini

Travel Blogger

Laureata in Scienze del Turismo, ama da sempre viaggiare. Travel Blogger dal 2012 e Content Creator, alterna zaino in spalla a bagaglio a mano.

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Per milioni di italiani l’estate 2026 non coinciderà con una partenza, un viaggio alla ricerca di mete lontane, una valigia pronta o qualche giorno trascorso fuori casa. Sarà invece la stagione della staycation, il termine nato dalla fusione delle parole inglesi stay (restare) e vacation (vacanza), utilizzato per indicare chi sceglie o è costretto a trascorrere le ferie nella propria città o nella propria abitazione.

Secondo una ricerca realizzata da Tecnè per Federalberghi, quest’estate saranno 24,2 milioni gli italiani che non andranno in vacanza durante il periodo estivo, pari al 48,5% – quasi un adulto su due – della popolazione.

Per un italiano su due niente vacanze

I numeri raccontano un’estate caratterizzata da una forte differenza tra chi partirà e chi, invece, resterà nei luoghi di tutti i giorni. Ad agosto saranno 17,5 milioni gli italiani in vacanza, mentre altri 4,7 milioni sceglieranno settembre per concedersi qualche giorno di pausa. Una parte consistente della popolazione, 24,2 milioni, tuttavia, non si sposterà affatto durante il periodo estivo.

La rinuncia alla vacanza è soprattutto legata alla situazione economica familiare. Per il 52,8% degli intervistati, infatti, è proprio la condizione economica della famiglia il principale motivo che impedisce quest’estate di partire. Seguono le difficoltà organizzative all’interno della famiglia, indicate dal 25,7%, e i motivi di salute, che riguardano il 24,5% del campione.

Tra gli altri fattori incidono anche l’aumento dei prezzi, indicato dall’11,2% degli intervistati, e gli impegni lavorativi, che condizionano il 10,4%. Esiste poi una quota di italiani, pari al 6,6%, che non rinuncia del tutto alle ferie, ma decide semplicemente di rimandare la vacanza a un altro periodo dell’anno, magari approfittando di prezzi più convenienti e di una minore affluenza turistica.

La staycation riguarda soprattutto gli over 65

Il fenomeno della staycation presenta anche un evidente divario generazionale. A rinunciare maggiormente alle vacanze sono infatti le persone più anziane (over 65) e i pensionati. In queste fasce della popolazione, la percentuale di chi resterà a casa per tutta l’estate arriva fino al 67%, una quota sensibilmente superiore alla media nazionale.

Di fronte a questi numeri, Federalberghi individua nel welfare aziendale una possibile soluzione per rendere le vacanze più accessibili. Tra le proposte c’è l’innalzamento delle soglie di esenzione fiscale e contributiva dei fringe benefit oppure la creazione di una soglia specifica dedicata alle spese per le vacanze, sul modello dei buoni pasto.

Un sostegno potrebbe arrivare anche dalle imprese turistiche, attraverso tariffe agevolate nei mesi di giugno e settembre e, più in generale, nei periodi di bassa stagione. Per pensionati e persone che non dispongono di un reddito da lavoro dipendente, invece, viene ipotizzata l’introduzione di un sistema di buoni vacanze legati al reddito, da utilizzare nelle strutture ricettive convenzionate.