L’emergenza carburante mette a rischio i viaggi in aereo: cosa sta succedendo

Il carburante scarseggia, i costi volano e le compagnie preparano tagli: l’estate 2026 rischia di partire tra meno voli e prezzi più alti

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Angelica Losi

Content writer & Travel Expert

Per lavoro è Content writer, per diletto viaggia. Appassionata di turismo enogastronomico, fotografa tutto per inscatolare i ricordi e poi li racconta online.

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Non c’è, al momento, un allarme immediato ma è oggettivo che molte compagnie aeree in Europa stiano lavorando a ritmo serrato per prepararsi con piani B e C a possibili emergenze. Il problema non è solo legato al prezzo del petrolio instabile, ma alla scarsità fisica del carburante. Il jet fuel, senza il quale gli aerei non decollano, rischia di diventare un bene sempre più scarso se la situazione internazionale non viene sbloccata.

Da cosa parte l’emergenza carburante

Dallo stretto di Hormuz transita una quota rilevante del petrolio mondiale, e da quella rotta dipende quasi la metà del cherosene che alimenta i vettori europei. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, al momento sarebbe in arrivo solo una petroliera dall’area. L’ultimo carico di jet fuel proveniente dal Golfo dovrebbe raggiungere Rotterdam il 9 aprile. Dopodiché, le scorte inizieranno progressivamente a esaurirsi.

Le alternative ci sono, ma si spostano verso Est. E gli Stati Uniti, per ora, non sembrano intenzionati a colmare il gap. Le raffinerie europee potrebbero aumentare la produzione, ma nessuno sa ancora di quanto, né in che tempi. È questo il punto più fragile: la mancanza di dati certi.

I primi cambiamenti anche in Italia

Non si tratta ancora di uno stop generalizzato, ma di segnali sparsi, piccoli aggiustamenti; in alcuni aeroporti italiani sono stati introdotti limiti temporanei al rifornimento. Quantità ridotte, operazioni contingentate. Situazioni diverse da scalo a scalo, ma con un filo comune: prudenza.

A Brindisi, fino al 7 aprile, era vietato caricare cherosene; poi il limite è stato fissato a 5.000 litri per aereo. Reggio Calabria ha imposto un tetto di 3.000 litri, Pescara lavora con una sola autocisterna. Restrizioni simili interessano Linate, Venezia, Treviso e Bologna. Piccole fibrillazioni, per ora, ma indicative di una pressione che cresce.

Anche le compagnie iniziano a muoversi. Tagli selettivi, soprattutto sulle rotte meno redditizie. Frequenze ridotte, voli accorpati. Non è una rivoluzione, ma un primo adattamento. Qualcuno ha già fatto sapere che, se la crisi dovesse protrarsi, una parte della flotta potrebbe restare a terra.

Il prezzo del cherosene in Europa ha superato i 1.900 dollari a tonnellata; più del doppio rispetto a fine febbraio. La bolletta energetica, che normalmente pesa per il 20-25% sui costi operativi, ha già raggiunto il 40-50%. Un salto che non tutte le compagnie riescono ad assorbire allo stesso modo.

Possibili scenari estivi

Aprile sarà un mese fondamentale: lo dicono tutti, anche se nessuno si sbilancia troppo. Ufficialmente, le compagnie rassicurano: la programmazione a breve termine non cambia, ma dietro le quinte si preparano scenari meno lineari.

Se la situazione nello stretto di Hormuz non dovesse migliorare, le conseguenze potrebbero farsi sentire già a ridosso dell’estate. E lì il problema diventerebbe più concreto: meno voli disponibili, prezzi in salita, maggiore selezione delle rotte.

Le destinazioni più esposte? Quelle stagionali, le isole, i collegamenti a lungo raggio e anche le tratte con più frequenze giornaliere, dove tagliare qualche volo pesa meno sul servizio complessivo.

Nel frattempo, il mercato si adegua e i prezzi iniziano a mostrare i primi segni di aumento, nonostante ci siano compagnie aeree come Vueling che stanno lanciando delle promozioni. I viaggiatori osservano, c’è chi anticipa le prenotazioni e chi si tutela con una copertura assicurativa.

Il turismo ne risente, sicuramente, e si vedono già segnali di rallentamento nelle tratte più lunghe. Seppur non siamo davanti a uno scenario di blocco totale, la fase diventa delicata e ogni giorno potrebbe essere decisivo.