Il Gruppo Italiano Stampa Turistica ha celebrato la quarta edizione del Premio ACTA – Archeological & Cultural Tourism Award in una cornice di grande rilievo per il settore, ovvero tourismA, la borsa del turismo culturale e archeologico ospitata a Firenze.
La cerimonia si è svolta a Villa Vittoria, all’interno del Palazzo dei Congressi, alla presenza di rappresentanti istituzionali e protagonisti della promozione turistica italiana.
Indice
Un riconoscimento al turismo culturale
Il premio, nato con il patrocinio di Toscana Promozione Turistica, è stato ideato per riconoscere l’impegno di musei, siti archeologici, destinazioni e professionisti dell’informazione che operano nella valorizzazione del patrimonio culturale.
A consegnare i riconoscimenti sono state Ada Mascheroni, vicepresidente del GIST, e Clara Svanera, presidente del premio e ideatrice dell’iniziativa insieme alla presidente del GIST Sabrina Talarico. Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessore regionale al turismo Leonardo Marras, a testimonianza del peso istituzionale dell’evento.
La giuria, composta da sei giornalisti esperti del settore (Tullio Bernabei, Ada Mascheroni, Enrico Netti, Silvana Rizzi, Manuela Stefani e Micaela Zucconi Galli Fonseca) ha valutato le candidature con l’obiettivo di premiare realtà capaci di interpretare in modo innovativo e responsabile il turismo culturale contemporaneo.
Nelle parole di Clara Svanera, l’idea del premio nasce dall’esigenza di porre l’accento sul lavoro quotidiano di chi tutela e promuove il patrimonio archeologico, rivolgendosi a un turista sempre più consapevole, attento alla qualità dell’esperienza e desideroso di comprendere in profondità i territori che visita.
Perché è stata premiata l’Area Archeologica di Ostia Antica
Il riconoscimento come migliore area archeologica dell’anno è stato attribuito all’Area Archeologica di Ostia Antica: la motivazione affonda le radici nella straordinaria stratificazione storica del sito e nella capacità dell’istituzione di unire tutela, ricerca e innovazione nella comunicazione culturale.

Ostia sorge alla foce del Tevere ed è considerata la prima colonia di Roma: il suo nome, che in latino significa “bocca”, richiama la funzione strategica di porta fluviale e marittima della capitale dell’Impero. Grazie al sistema integrato con Portus, il grande porto voluto dagli imperatori Claudio e Traiano nell’area dell’attuale Fiumicino, divenne un crocevia vitale per l’approvvigionamento di Roma: grano, olio, vino e merci provenienti da ogni angolo del Mediterraneo transitavano da qui e rifornivano una città che nel momento di massima espansione raggiunse circa 50.000 abitanti.
Il Parco archeologico non comprende soltanto l’area urbana di Ostia, ma anche la Necropoli di Porto all’Isola Sacra e il Museo delle Navi di Fiumicino, e restituisce la visione complessiva dell’antico sistema portuale Ostia-Portus.
Ciò che rende Ostia Antica significativa, e che ha inciso sulla scelta della giuria, è la sua dimensione cosmopolita: infatti, in quanto porta di Roma, la città fu un autentico melting pot culturale. I resti di templi, mitrei, domus affrescate, terme e magazzini testimoniano una società complessa e articolata, in cui il commercio favoriva lo scambio non solo di beni, ma anche di idee e culti.
E tale vocazione alla circolazione internazionale trova un’eco sorprendente nell’attualità: a poca distanza dall’antico Portus sorge l’aeroporto intercontinentale di Fiumicino, moderno hub che continua idealmente la funzione di snodo tra Roma e il mondo. Non è un caso che Ostia Antica sia entrata nel network dei siti insigniti dell’European Heritage Label, iniziativa della Commissione Europea volta a valorizzare luoghi portatori dei valori e della storia comuni dell’Unione.
Accanto all’eccezionale patrimonio archeologico, il Parco ha poi investito in modo significativo nella comunicazione e nella divulgazione: il rinnovamento del sito web istituzionale, il potenziamento del canale YouTube con la playlist “Per aspera ad Ostia” e il lancio di format podcast innovativi (tra cui “Mosaico di voci” sulla piattaforma geolocalizzata Loquis e una serie audio crime ambientata tra i monumenti del Parco disponibile su Spotify) rappresentano esempi concreti di come la tecnologia possa avvicinare nuovi pubblici alla storia antica.
L’offerta culturale si sviluppa inoltre con attività didattiche, progetti di valorizzazione e iniziative rivolte tanto alla cittadinanza quanto al pubblico internazionale: l’obiettivo dichiarato è quello di consolidare Ostia Antica come meta autonoma e attrattiva, capace di dialogare con Roma ma anche di proporsi come esperienza distinta, fuori dai circuiti più battuti.