In Sicilia, a casa del Commissario Montalbano

Dove il tempo sembra essersi fermato, ecco i luoghi scelti per le location della serie dedicata a Salvo Montalbano

La terrazza affacciata sul mare della Sicilia dell’appartamento di Salvo Montalbano è uno dei luoghi più iconoci della fiction Tv che da oltre vent’anni appassiona i telespettatori. Quanti hanno desiderato trascorrere una serata sotto la luna piena sorseggiando un bicchiere di bianco fresco di Donnafugata?

Gli ospiti del bed and breakfast ‘La casa di Montalbano’, set della fiction, lo possono fare tranquillamente. Certo, la lista d’attesa è lunga perché tutti sognano di poter soggiornare a casa di Salvo e di sentirsi protagonisti, almeno per qualche ora, di uno dei tanti episodi. Il b&b si trova proprio nel centro storico del borgo, in via Aldo Moro 44.

L’abitazione di Salvo si trova a Marinella, la ormai celebre spiaggia di Punta Secca, una frazione del comune di Santa Croce Camerina, a 20 chilometri da Ragusa. Si tratta di un piccolo borgo marinaro. La gente del posto lo chiama “a sicca” (la secca) probabilmente per la presenza di una piccola formazione di scogli di fronte alla spiaggia di levante. Il bellissimo mare verde e trasparente che si vede dalla terrazza e dove nuota Salvo tutte le mattine è quello del canale di Sicilia. E che dire della trattoria pieds dans l’eau dai colori pastello dove Salvo ama farsi coccolare con piatti prelibati gustandoseli silenziosamente? Si tratta della trattoria “Enzo a mare”, sul Lungomare Amerigo Vespucci a Punta Secca. Ma nell’ultima serie del “Commissario Montalbano” spuntano nuove location.

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È proprio a Punta Secca che si svolge gran parte del primo dei tre episodi del 2020, intitolato “Salvo amato, Livia mia”, che vedono l’attore Luca Zingaretti anche regista oltre che protagonista. insieme all’eterna fidanzata, Livia.

In questo episodio a essere uccisa negli archivi comunali è una cara amica della psicologa genovese. Quella che ha tutta l’aria di una violenza sessuale, sfociata in omicidio, per il  commissario non è la pista giusta. E le ricerche si concentrano a Vigàta, la cittadina immaginaria nata dalla fantasia dell’autore, Andrea Camilleri, che è un mix di set presi un po’ qua e un po’ là tra Agrigento e Ragusa.

L’episodio inizia a Modica, la città del cioccolato, il cui centro storico, ricostruito a seguito del devastante terremoto del 1693, è uno degli esempi più significativi di architettura tardo Barocca. Si trova proprio a Modica l’archivio dove viene commesso il delitto. Si tratta nella realtà dell’ex collegio dei Gesuiti che oggi è in parte un istituto scolastico. Fondato nel 1629, è annesso alla Chiesa di Santa Maria del Soccorso, tra le più interessanti dell’architettura barocca del Val di Noto.

Sempre a Modica è anche il convento di Santa Maria del Gesù con il suo chiostro del XV secolo. La chiesa che fa parte del complesso fu voluta dalla contessa Giovanna Ximenes de Cabrera che finanziò l’opera, al fine di celebrarvi, nel gennaio del 1481, le nozze della figlia Anna con Fadrique Enrìquez, primo cugino del Re di Spagna, Ferdinando il Cattolico. Fino agli Anni ’90, però, il convento venne usato come prigione. Bisognerà attendere fino al 2016 perché l’intero edificio venisse restaurato dalla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali e riaperto al pubblico per le visite. Il chiostro in stile tardogotico, con colonne decorate e ognuna diversa dall’altra, è un unicum in tutta l’Italia meridionale, che ha esempi simili solo in Catalogna.

Protagonista è Ragusa, dove Salvo va a prendere Livia alla fermata del pullman che la porta dall’aeroporto siciliano al paese (Livia vive a Genova). Riconoscibili di Ragusa Ibla, il quartiere più antico, sono la famosa piazza del Duomo e la Chiesa di San Giorgio.

Nel secondo nuovo episodio, “La rete di protezione”, nessuna “ammazzatina” da risolvere, ma solo un vecchio “cold case” che porta Salvo a farci scoprire nuovi luoghi della sua Sicilia. Il porto di Donnalucata, vicino a Scicli; ancora Ragusa, ma un altro scorcio, quello dell’inconfondibile – per chi c’è stato – cupola del Duomo e, infine, il bellissimo loggiato di Ispica, dove una troupe svedese sta girando un film, che ricorda in qualche modo la Plaza de España di Siviglia, ma in miniatura. Il loggiato è lo stesso dove è stato ambientato “La concessione del telefono”, un film per la Tv tratto anch’esso da uno dei racconti di Camilleri.

E poi piazza Santa Maria Maggiore e la Chiesa dell’Annunziata. Una curiostià: è proprio qui che fu ambientato nel 2018 “La mossa del cavallo – C’era una volta Vigàta” ovvero la prima trasposizione televisiva del primo romanzo storico di Andrea Camilleri, pubblicato nel 1999.

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Come in ogni episodio, non manca il commissariato di Montelusa, in pratica la seconda casa di Salvo, dove il commissario lavora con i collaboratori Mimì Augello, Giuseppe Fazio e Agatino Catarella: anche questo è un paese che non esiste nella realtà. Si tratta, infatti, dell’edificio che ospita il Comune di Scicli, sempre vicino a Ragusa, e la stanza del Questore Luca Bonetti Alderighi è in realtà l’ufficio del Sindaco.

Qui il tempo sembra essersi fermato. Ed è molto probabilmente questo il motivo per cui molti di questi luoghi sono stati scelti come location per le riprese della serie dedicata a Montalbano. Questi luoghi catturano perfettamente l’atmosfera dei romanzi di Camilleri. Nonostante richiamino ormai un gran numero di turisti, che vengono soli o con tour organizzati, i paesi rimangono molto tranquilli e mantengono una propria personalità.

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