5 cose da fare ad Alessandria d’Egitto, tra storia e antiche tradizioni

L’Egitto non è solo piramidi e papiri: questa città portuale è ricca di fascino ma anche di luoghi d’interesse storico

Il profumo pungente delle spezie che si mescola con quello, più delicato, delle erbe aromatiche, i luoghi leggendari che convivono armonicamente con i moderni palazzo di recente costruzione. Alessandria d’Egitto è la città più cosmopolita del Paese e si nutre, sin dalla notte dei tempi, di contrasti e di contraddizioni che appaiono evidenti anche agli occhi dei turisti meno indottrinati sulla storia e sui trascorsi del luogo.

Ma se c’è qualcuno che, più di altri, è riuscito nell’intento di fotografare l’incredibile ecletticità e il melting-pot di popoli e di emozioni che animano questa splendida città, quello è sicuramente lo scrittore e poeta britannico Lawrence Durrell. Colui che raccontò per primo ai suoi lettori cosa ci fosse, in Egitto, al di là delle piramidi e dei papiri: una metropoli, cioè, che si divide equamente tra cinque razze, altrettante lingue e almeno una dozzina di religioni.

Ma, al di là dell’atmosfera multiculturale, c’è un’altra ragione per cui vale la pena visitare questa città portuale? Certo che sì. Scopriamo insieme, allora, le 5 cose da fare ad Alessandria d’Egitto

Visitare la moschea di El-Mursi Abul Abbas

Quattro cupole, un minareto e un numero imprecisato di arabeschi. La moschea di El-Mursi Abul Abbas, con la sua imponente facciata tinteggiata d’un delicatissimo color crema che ben si sposa con il contesto urbanistico in cui è incastonata, è una perla di rara bellezza. Fu costruita nel 1775 per commemorare lo sceicco andaluso di cui porta il nome e, nei secoli, è diventata uno dei luoghi di culto più gettonati della costa del Mediterraneo Bianco.

Questo incantevole santuario si trova nel caratteristico quartiere di Ninfoushi, il più storico della città, sede di molti altri luoghi d’interesse che fanno di Alessandria d’Egitto tappa obbligata per i travellers che amano la storia e le atmosfere “diverse”. 

Ammirare la torre di Montazah

Non appena v’imbatterete nel Palazzo di Montazah, ad Alessandria d’Egitto, avrete come un flashback. La sensazione di averlo già visto vi travolgerà, e non avrete torto. La torre che sovrasta l’edificio ricorda tantissimo quella che, a Firenze, domina in tutta la sua splendida imponenza la piazza antistante Palazzo Vecchio.

Il Palazzo in questione è la Casa Bianca dell’Egitto, nel senso che è tra queste mura che risiede il presidente del Paese. Dopo aver ammirato e immortalato la torre in un’istantanea da mostrare ad amici e parenti, prendetevi del tempo per visitare anche i lussureggianti giardini di pertinenza del Montazah Palace: non ve ne pentirete.

Scoprire la fortezza di Qaitbay

La fortezza di Qaitbay è un luogo carico di significato. Sorge nella stessa area che, un tempo, ospitava il faro simbolo di Alessandria d’Egitto, una delle sette meraviglie del mondo antico, malauguratamente andato distrutto in seguito a due violenti terremoti che nell’XI e XIV secolo misero a dura prova la città. 

Il fortino risale al 1477 d.C. e fu costruito, a scopo difensivo, su precisa indicazione del sultano Al Ashraf Sayf al Din Qia-t Bey. Tra le tante fortezze storiche, come c’insegna la storia, questa fu certamente una delle più strategiche di tutto il Mediterraneo. Le sue mura merlate, con vista sulla baia, sono quindi una preziosissima testimonianza del passato glorioso di questa città portuale. 

Assaggiare la pita

La pita è il tipico pane greco. Sebbene le sue origini siano geograficamente molto distanti dalla terra dei papiri e delle Piramidi, questo particolare impasto a base di farina di grano, lievito di birra ed acqua è largamente diffuso anche nelle diverse zone dell’Egitto. Ad Alessandria, forse anche per effetto delle inevitabili contaminazioni culturali, è gettonatissimo, tant’è che lo si propone in diverse varianti e farciture. 

Conserva la tradizionale forma rotonda, ben appiattita, ed è perfetta come cibo da strada per i visitatori in cerca di sapori e profumi nuovi propri di un’altra cultura. Nella sua versione tradizionale, la pita viene farcita con carne e verdure, ma non è raro trovarne interpretazioni assai diverse a base, ad esempio, di hummus o falafel.

Comprare le spezie

Non c’è souvenir migliore da dispensare ad amici e parenti, al rientro da un viaggio ad Alessandria d’Egitto, di un sacchettino colmo di spezie locali. L’Egitto, si sa, è noto per una cucina ricca di profumi insoliti e di sapori decisi, ragion per cui non si può lasciare la città senza prima aver fatto una capatina presso uno dei tanti mercanti di spezie disseminati qua e là.

Le più caratteristiche sono senza ombra di dubbio il cumino e i chiodi di garofano, ma sono assolutamente da comprare anche il cardamomo, la cannella, l’alloro e i semi di anice, non fosse altro per poter ricreare anche tra le mura domestiche un po’ di quell’aroma inconfondibilmente speziato che ammanta i quartieri di Alessandria d’Egitto.  

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