Canosa di Puglia, la città dei sette colli e degli ipogei

Questa antica città pugliese affacciata sulla fertile pianura ofantina è così ricca di meraviglie e storia da essere soprannominata "Piccola Roma"

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Serena Proietti Colonna

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PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Lasciate un attimo da parte il mare della regione, perché il paesaggio che circonda Canosa di Puglia è altamente sorprendente. Siamo nella provincia di Barletta-Andria-Trani, in un territorio chiamato Daunia che appare morbido, modellato da uliveti e campi coltivati che si distendono verso il fiume Ofanto. Proprio qui sorge questa località che è anche una delle città più antiche d’Italia ancora abitate.

La sua comunità può raccontare millenni di storia, anche perché i popoli che vi sono passati hanno lasciato tracce leggibili quasi ovunque. Non a caso, Canosa viene spesso soprannominata “Piccola Roma” e, ironia della sorte, è persino costruita su sette colli, oltre a preservare una enorme quantità di vestigia antiche.

Come la nostra Capitale, poi, anche sotto il livello stradale protegge diverse sorprese. Per la precisione: uno dei patrimoni funerari più ricchi dell’Italia meridionale, con tombe monumentali, corridoi scolpiti e camere sepolcrali decorate che rivelano un mondo antico incredibilmente raffinato.

Cosa vedere a Canosa di Puglia

Sì, ci vuole tempo per visitare questo posto della Puglia, anche perché il suo patrimonio archeologico è sparso tra colline, quartieri antichi e periferie rurali. Come fare una sorta di caccia ai tesori della storia, tra un’architettura che ha visto passare Greci, Romani, Bizantini e Normanni.

Parco archeologico di San Leucio

Sul colle di San Leucio si estende uno dei siti più importanti del territorio, contornato da ulivi secolari che disegnano il paesaggio tipico della Daunia. Qui, in passato, c’era un tempio ellenistico dedicato ad Atena Ilias, che poi venne trasformato in una basilica nel VI secolo. Oggi rimangono alcuni resti che mostrano pavimenti musivi ancora leggibili, con motivi geometrici e decorazioni in tessere colorate che  testimoniano l’influenza bizantina che caratterizzava l’architettura religiosa dell’epoca.

Poco distante resistono ancora alle intemperie i frammenti del tempio di Giove Toro, costruito nel II secolo d.C. per celebrare il prestigio raggiunto dalla colonia romana.

Area archeologica di San Giovanni

Nel cuore urbano (sì, le cose in comune con la Capitale sono sempre di più) si trova un altro complesso archeologico di grande interesse, quello di San Giovanni. Le rovine visibili appartengono al battistero a lui dedicato, una costruzione del VI secolo legata alle prime comunità cristiane locali.

Sotto le strutture religiose ci sono, invece, elementi più antichi. In quel punto passava la via Traiana, importante strada romana che collegava Benevento con Brindisi. Attorno alla via si sviluppava un quartiere residenziale dotato di edifici eleganti. Poi ancora l’arco dedicato all’imperatore Traiano, di cui rimane la struttura in laterizio priva dell’originario rivestimento marmoreo.

Ipogei daunici

Tra le testimonianze più suggestive di Canosa figurano gli ipogei funerari. Sono delle tombe sotterranee che appartenevano alle élite della civiltà daunica risalenti al IV secolo a.C. Il complesso Lagrasta rappresenta uno dei più grandi esempi dell’Italia del Sud e l’architettura comprende diversi ambienti principali collegati a più camere sepolcrali modellate nella roccia.

Dentro si riconoscono decorazioni pittoriche e dettagli architettonici che imitano edifici reali. Durante gli scavi, tra le altre cose, sono stati rinvenuti vasi policromi straordinari, oggi conservati nel museo cittadino.

Cattedrale di San Sabino

Piazza Vittorio Veneto ospita la cattedrale principale della città intitolata a San Sabino. L’edificio attuale deriva da una chiesa del VI secolo che invece era dedicata ai santi Giovanni e Paolo.

Nel IX secolo vennero trasferite qui le reliquie del santo, vescovo molto venerato nel territorio pugliese. Fu proprio da quel momento che il luogo di culto assunse il nome attuale. Accanto alla chiesa, il mausoleo di Boemondo d’Altavilla, protagonista della Prima Crociata e principe di Antiochia, una costruzione con influenze orientali legate ai territori siriani conquistati durante le spedizioni crociate.

Centro storico e Acropoli

Il centro storico di Canosa di Puglia si sviluppa intorno all’antica acropoli, punto da cui il tessuto urbano scende lungo vicoli stretti e scalinate irregolari. Resti della fortificazione medievale appaiono nel castello costruito sulle rovine dell’antica città. Della struttura rimangono soprattutto mura e torri.

Canosa, Puglia
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Canosa di Puglia, la “Piccola Roma”

Corso San Sabino attraversa il centro collegando due piazze principali. Lungo questa strada si affacciano negozi, caffè e palazzi storici. Poco distante si trovano edifici religiosi come la chiesa di Santa Lucia, Santa Maria del Carmine e Santa Caterina. Non mancano palazzi nobiliari settecenteschi che raccontano la stagione barocca che ha contraddistinto questa magnifica realtà della Puglia. Tra i vari meritano una menzione Palazzo Iliceto, Palazzo Casieri e Palazzo Carella.

Cosa fare a Canosa di Puglia

Per godersi al massimo Canosa bisogna sporcarsi le scarpe di terra rossa e lasciare che il profumo del mosto cotto guidi i passi tra i vicoli del centro storico, per poi viversi la natura e divertirsi con le tradizioni popolari. Tra le attività da non perdere:

  • Visitare il Museo Archeologico di Palazzo Sinesi: con sale espositive che custodiscono reperti provenienti dagli scavi locali. Vasi policromi, monete antiche, frammenti architettonici e mosaici narrano l’evoluzione della zona dall’epoca daunica fino alla dominazione romana.
  • Raggiungere Canne della Battaglia: a pochi chilometri dal centro si estende il celebre campo della battaglia del 216 a.C., con rovine archeologiche che comprendono una domus romana dell’età tiberiana e strutture termali dedicate a San Mercurio.
  • Attraversare il paesaggio dell’Ofanto: diversi sentieri naturali passano tra colline e campagne, grazie a cui esplorare l’entroterra pugliese lungo il corso di uno dei fiumi più importanti della regione.
  • Assistere alla processione della Desolata durante la Settimana Santa: circa 300 donne vestite di nero vagano per le vie cantando un lamento dedicato al dolore di Maria.
  • Degustare il Rosso Canosa: il vino locale possiede denominazione di origine controllata dal 1979. Colore intenso, struttura robusta e retrogusto leggermente amarognolo sono il top con piatti di carne e formaggi stagionati della zona.

Come arrivare

L’interessante cittadina di Canosa si trova nella parte settentrionale della Puglia. Il viaggio in auto risulta semplice grazie all’autostrada A14 Adriatica, con uscite che collegano rapidamente il centro urbano alla rete stradale nazionale. Il treno rappresenta un’alternativa comoda, poiché esistono collegamenti ferroviari tramite i quali raggiungere la città dalle principali località italiane. Chi parte da Bari, invece, impiega circa un’ora lungo la statale che attraversa la campagna pugliese.