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L’Appennino Tosco-Emiliano: il rifugio perfetto per chi cerca buona cucina e tranquillità

Tagliatelle al ragù, tortellini in brodo, funghi porcini e silenzio intorno: nell’Appennino Tosco-Emiliano esiste ancora un turismo unico

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SiViaggia

Redazione

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Alcuni viaggi, diciamolo, non si misurano in chilometri percorsi né in monumenti fotografati. Si misurano grazie a quello che rimane sul palato, grazie all’odore di un bosco attraversato all’alba, nel gesto di sapiente di qualcuno che stende la sfoglia sul tagliere come se il tempo non avesse fretta di passare.

L’Appennino Tosco-Emiliano è uno di quei luoghi in cui questo tipo di viaggio è ancora possibile: lontano dalle rotte turistiche più battute, tra pascoli e faggete, castagneti e borghi dove la settimana scorre ancora al ritmo delle stagioni, sopravvive una tradizione gastronomica che non ha bisogno di reinventarsi.

Il territorio

Sì, l’Appennino Tosco-Emiliano è una successione di versanti e verde che si alternano senza fretta, dove ogni curva della strada provinciale apre su un panorama diverso dal precedente. Ed esiste un luogo specifico, qui, dove recarsi è una magia: è Madonna dei Fornelli, a 800 metri sul livello del mare.

Un luogo che si apre tra i boschi, come un respiro: poche case, un silenzio che non opprime ma libera, e quell’aria che cambia “consistenza” non appena si esce dall’auto. È il tipo di posto che sorprende per la sua assenza di clamore, dato che quando si arriva si capisce subito di essere arrivati nel posto giusto.

E se ciò non bastasse, bisogna pensare che è un luogo che “lavora” in silenzio: qui cresce il porcino, il fungo che più di ogni altro ha plasmato la cucina di questa zona, ma il territorio restituisce anche il tartufo nero, le bacche selvatiche, le erbe aromatiche che i raccoglitori locali conoscono per nome e per stagione. È un paesaggio regala soddisfazioni: bisogna solo sapere dove guardare.

Il gusto della tradizione

E uno dei luoghi dove guardare, in realtà, è un posto perfetto dove passare un weekend se si vuole godere di tranquillità e buona (anzi, ottima) cucina. L’Albergo Ristorante Poli si trova in piazza Madonna della Neve, nel cuore di Madonna dei Fornelli, e da generazioni la famiglia Poli porta avanti una cucina semplice e curata in cui ogni piatto racconta una storia fatta di ingredienti genuini e legami profondi con il territorio.

Non è un ristorante che cerca di stupire con la forma, perché convince con la sostanza: la pasta è fatta in casa, rigorosamente. Tra i primi si trovano le tagliatelle al ragù bolognese, i tortelloni di ricotta con speck e noci, gli gnocchi freschi ai funghi, le lasagne verdi, i tortellini in brodo. Tra i secondi, la tagliata di manzo, le scaloppine ai porcini, gli arrosti misti, la polenta con costoline e salsiccia, il tagliere di salumi bolognesi.

Su ordinazione arrivano anche la fiorentina di chianina e il cinghiale: piatti che non si trovano su ogni menu e che qui hanno senso, perché hanno un territorio alle spalle. Attenzione però, perché il Poli dà il meglio di sé proprio grazie ai boschi: funghi porcini e tartufo fresco diventano i protagonisti assoluti della cucina. Sono selezionati personalmente, spesso raccolti nelle faggete e nei castagneti nelle vicinanze, ed entrano in ricette tradizionali reinterpretate con rispetto per i sapori originari.

La tavola che incontra la Via degli Dei

Ma l’Albergo Poli non è solo un luogo dove si mangia in maniera straordinaria. È una base da cui partire e a cui tornare, un posto che conosce il ritmo di chi percorre la Via degli Dei, il cammino che collega Bologna a Firenze attraverso l’Appennino e che non è solo un percorso escursionistico: è un invito a rallentare, a scegliere la strada più lunga perché è quella che passa per i posti più veri.

Da oltre cinquant’anni la famiglia Poli porta avanti un’idea semplice ma preziosa: far sentire ogni ospite come a casa. Le camere sono accoglienti e curate, pensate per chi ha bisogno di recuperare le energie dopo una giornata tra i boschi. La mattina ad aspettare gli ospiti c’è un buffet con dolci fatti in casa e prodotti locali. La sauna e la doccia idromassaggio fanno il resto, nei momenti in cui il corpo chiede di fermarsi.

Fuori, il giardino e il verde dell’Appennino ricordano perché si è venuti fin qui. È questo il cuore del turismo lento: non “consumare” un posto, ma abitarlo per qualche giorno, lasciare che entri dentro l’anima a un ritmo che la città non concede. Il Poli, in questo senso, non è una struttura dove si dorme e si mangia: è il posto in cui un weekend sull’Appennino acquista il sapore giusto.