L’acqua del fiume Jadro scorre accanto a Solin, nella Dalmazia centrale, e accompagna una delle testimonianze archeologiche più importanti della Croazia. Solin è la città moderna, dove però c’è anche Salona, ovvero l’antico centro romano. Un tempo capitale della provincia romana di Dalmazia, Salona fu una delle città più importanti dell’Adriatico orientale. Oggi, tra mura monumentali, basiliche paleocristiane, necropoli e resti di edifici pubblici, il suo passato riaffiora a pochi chilometri da Spalato.
Romana nella struttura monumentale, paleocristiana per la ricchezza dei luoghi di culto, croata per le vicende legate alla monarchia medievale, Salona conserva tracce di epoche diverse all’interno dello stesso paesaggio. Le sue rovine comprendono l’anfiteatro, le terme, il foro, le porte cittadine e vaste necropoli, tra cui Manastirine, Kapljuč e Marusinac. Il sito è considerato il più grande parco archeologico del Paese e permette di osservare, attraverso edifici e frammenti, la trasformazione di un importante centro romano in un luogo fondamentale per la storia cristiana dell’Adriatico.
Indice
Breve storia di Salona
Le origini di Salona affondano nell’antichità, ma fu durante l’epoca romana che raggiunse una posizione di assoluto rilievo: divenne capitale della provincia di Dalmazia e si sviluppò come centro politico, amministrativo, commerciale e culturale. La sua estensione e la monumentalità degli edifici testimoniano una realtà urbana prospera, dotata di infrastrutture e spazi pubblici destinati a una popolazione numerosa.
Stando alle tradizioni locali, sarebbe anche il luogo di nascita dell’imperatore Diocleziano, figura centrale della storia romana e originario di questa porzione di Croazia. Fu, inoltre, uno dei centri più importanti della diffusione del cristianesimo nella regione. Le basiliche e le necropoli paleocristiane conservano la memoria delle prime comunità cristiane e dei martiri salonitani. Manastirine, in particolare, rappresenta una delle maggiori necropoli paleocristiane a cielo aperto, con tombe, resti architettonici e tracce di edifici religiosi che raccontano la crescita della nuova fede.
Alla fine del mondo antico, Salona si spense progressivamente e la città scomparve come grande centro urbano. A quel punto, il territorio attraversò secoli di trasformazioni politiche e insediative. Nel Medioevo, l’antico ager salonitano si trovò tra importanti centri di potere quali Trogir, Spalato e la fortezza di Klis. Quest’ultima ebbe un ruolo strategico rilevante, passando nel tempo sotto il controllo di famiglie nobili croate e, successivamente, dei Turchi.
La memoria di Salona sopravvisse anche attraverso la storia medievale croata: a est dell’antica città, lungo il Jadro, si trovano i resti della cosiddetta Šuplja crkva, la “Chiesa vuota”. Il nome deriva dal’’aspetto delle rovine, un tempo caratterizzate da mura prive di copertura.
Un’altra località di grande interesse è Rižinice, nella fertile valle di Rupotine, sul versante orientale del Mosor. Gli scavi hanno portato alla luce i resti di una chiesetta e di edifici ritenuti parte di un possibile complesso monastico.
La riscoperta archeologica di Salona è legata soprattutto a don Frane Bulić, archeologo, storico e conservatore croato, che dedicò gran parte della sua attività allo studio della città antica e del patrimonio paleocristiano. Il suo lavoro contribuì a trasformare Salona in un punto di riferimento per la ricerca archeologica internazionale.
La visita a Salona tra rovine romane e memorie paleocristiane
Visitando Salona si ha l’opportunità di attraversare un’area archeologica ampia, nella quale i resti monumentali emergono tra la vegetazione e gli spazi aperti. Il percorso permette di riconoscere la struttura di una città romana e, allo stesso tempo, di seguire le tracce delle comunità cristiane che si svilupparono nei secoli successivi.
Il punto più scenografico è l’anfiteatro, situato nella parte nord-orientale dell’antica area urbana. L’edificio faceva parte del sistema difensivo cittadino e poteva accogliere circa 18.000 spettatori. Le sue gradinate e le strutture superstiti evocano gli spettacoli pubblici dell’epoca romana, comprese le lotte tra gladiatori.
La Basilica Urbana conduce invece nel cuore della storia cristiana della città. Il complesso ecclesiastico sorse accanto a uno dei primi luoghi di culto cristiano, ricavato all’interno di una casa privata. I resti dell’antico oratorio conservano un’abside semicircolare, un banco murato destinato al clero e la base della balaustra dell’altare.
Tra i luoghi più suggestivi si distingue la necropoli di Manastirine, una vasta area funeraria paleocristiana che è la casa di tombe, frammenti architettonici e resti di edifici religiosi. Il complesso è legato alla memoria dei martiri di Salona e rappresenta uno dei settori più studiati e valorizzati dell’antica città.
All’interno della necropoli si trova anche Tusculum, edificio fatto costruire da Frane Bulić in occasione del primo congresso internazionale di archeologia paleocristiana, tenuto a Salona e Spalato nel 1894. Il nome richiama la residenza di Cicerone nei pressi di Roma. La costruzione, realizzata con numerosi frammenti antichi, fu concepita quale luogo d’incontro e di lavoro per gli studiosi. Oggi conserva una piccola collezione commemorativa dedicata a Bulić, mentre gli ambienti superiori sono utilizzati dagli archeologi impegnati nello studio dei monumenti salonitani.
La visita può proseguire tra le mura cittadine, le porte, il foro, i templi e le terme, elementi che restituiscono l’immagine di una località organizzata secondo i modelli dell’urbanistica romana. Le terme, in particolare, ricordano la funzione sociale degli impianti balneari, luoghi destinati all’igiene, al relax e alla vita pubblica.

Fuori dall’area archeologica, il percorso lungo il Jadro conduce alla Gašpina mlinica, un antico mulino ad acqua tra i pochi ancora conservati lungo il fiume. Dentro vi sono mantenuti elementi del sistema molitorio e la macina in pietra, mentre sulla facciata occidentale, sopra il portone, si trova anche una stele di epoca romana.
Per completare la visita, vale la pena seguire il corso del fiume fino all’area escursionistica del Jadro, dedicata al patrimonio naturale, culturale e industriale legato all’acqua. Lungo le rive cresce anche un raro esemplare di cipresso calvo, il Taxodium distichum, originario delle zone paludose vicine al Golfo del Messico.
Dove si trova e come arrivare
L’antica Salona si trova a Solin, nella Dalmazia centrale, circa 5 chilometri a nord-est di Spalato. La città si estende ai piedi del monte Kozjak, alto 780 metri, e sulle pendici occidentali del Mosor, che raggiunge i 1.340 metri. Il territorio comprende anche gli abitati di Vranjic, Mravince, Kučine e Rupotina, in un’area che si sviluppa verso Kaštela, Trogir, Podstrana e Omiš.
La posizione la rende una meta facilmente collegabile a un soggiorno a Spalato, soprattutto per chi desidera alternare il patrimonio romano alle attrazioni della costa dalmata. L’area archeologica si raggiunge dal centro di Solin seguendo la viabilità locale verso il sito storico. Per una visita più completa, è utile prevedere tempo anche per il fiume Jadro e per il mulino di Gašpina, così da cogliere il rapporto tra il paesaggio naturale e la storia della città.