Ferrara, bici e musei. Alla scoperta della città estense

A Ferrara la bicicletta più che una passione è uno stile di vita

A Ferrara la bicicletta è più che una passione: è uno stile di vita, condotto con orgoglio e disinvoltura. I ciclisti girano con le sporte, più sporte della spesa attaccate al manubrio, i bambini sul seggiolino davanti e talvolta anche su quello dietro, col cane che spunta da un cestino, appaiati per le strade del centro parlando del più e del meno.

Per superare il detto che qui si impara prima a pedalare che a camminare basta guardarsi intorno: non si può fare a meno di notare che è una città dall’eleganza spontanea, ricca di monumenti, opere d’arte, enoteche storiche, giardini e botteghe. Qui, nella capitale degli Estensi, un fine settimana è un viaggio nella storia al sapore di salama da sugo, pane ferrarese e Pampepato.

Le mura, studiate anche da Michelangelo, circondano il centro storico per poco più di nove chilometri: il tempo ha trasformato questo imponente sistema difensivo in un luogo di incontro e svago con percorsi ciclabili e pedonali.

Dall’alto dei terrapieni la vista può spaziare sui campanili delle chiese, toccare le torri del Castello Estense, arrivare alle fortificazioni dell’Addizione Erculea, con i suoi torrioni a pianta semicircolare, alla Porta degli Angeli, da cui passò il corteo dell’ultimo Duca d’Este, indugiare sulla tranquilla campagna fino ad arrivare al Po.

L’imponente Castello Estense, uno dei pochi ancora circondati da un fossato d’acqua e i cui interni sono tornati a vedere un nuovo splendore grazie al restauro pensato da Gae Aulenti, è l’occasione per proseguire alla volta del centro medievale, dove si ergono la Cattedrale e l’antico Palazzo Ducale, oggi sede del Comune e ammirare le vie più caratteristiche.

Via San Romano, via delle Volte, vicolo del Carbone, via Scienze, via Gioco del Pallone, vicolo del Granchio con la chiesetta di San Gregorio, via Cammello con i suoi ciottoli lucienti e la Casa di Stella Tolomei, detta Stella dell’Assassino, amante di Niccolo III d’Este a cui diede tre figli, ma che a lei preferì sposare Gigliola da Carrara.

Proseguendo per via Saraceno si torna al centro per via Mazzini, la strada principale del quartiere ebraico, dove sorge la Sinagoga.

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