Una straordinaria avventura nella Gola dell’Aare, tra rocce antiche e acque glaciali delle Alpi bernesi

Nel cuore delle Alpi svizzere, tra Meiringen e Innertkirchen, c'è un corridoio naturale impressionante scavato dal tempo in cui passa persino un treno

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Vi è mai capitato di avvertire una sensazione quasi metallica in bocca? Bene, è quello che può succedere nella Gola dell’Aare (localmente nota come Aareschlucht), una fenditura lunga poco più di un chilometro che si apre nel cuore dell’Oberland bernese. Il motivo è molto semplice (e interessante): qui l’aria arriva dalle viscere della montagna, carica di umidità e di storie antiche.

Tra i villaggi di Meiringen e Innertkirchen, l’omonimo fiume scorre a tratti docile e altrove furioso. Si stringe, accelera, ruggisce e poi cambia colore con la luce, passando da un grigio chiaro a riflessi turchesi che tradiscono l’origine glaciale dell’acqua. Contemporaneamente, pareti verticali salgono fino a 200 metri sopra la testa, con superfici lisce e segnate da vene chiare e incisioni profonde. In alcuni punti la distanza tra le due pareti si riduce fino a poco più di un metro, tanto che le mani riescono a sfiorare la roccia su entrambi i lati.

Ma questo è anche un posto carico di misteri: nelle valli alpine circola da secoli la leggenda del Tatzelwurm, una creatura indefinita, metà serpente e metà drago. Stando ai racconti popolari viveva proprio tra queste pareti, alimentando per lungo tempo il timore di attraversare la zona. Paura che ha tenuto lontani gli abitanti fino alla fine dell’800, quando qualcuno decise che questa frattura nella montagna meritava di essere percorsa.

Origini e caratteristiche della Gola dell’Aare

Tutto nasce molto prima delle Alpi così come le conosciamo oggi. La roccia che forma il massiccio del Kirchet risale al periodo Cretaceo, tra 130 e 60 milioni di anni fa. All’epoca qui si trovava un mare antico, la Tetide, i cui sedimenti marini si sono depositati lentamente fino a diventare nel tempo calcare compatto.

Cascata della Gola dell'Aare, Svizzera
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Una cascata dentro la Gola dell’Aare

Quando la catena alpina ha iniziato a sollevarsi circa 15 milioni di anni fa, questi strati si sono piegati e spinti verso l’alto, consolidando una barriera rocciosa resistente. Il Kirchet, però, ha mantenuto una struttura relativamente stabile. E infatti proprio questa compattezza ha reso il lavoro dell’erosione più lento, ma anche più spettacolare.

Durante le ere glaciali, iniziate più o meno uno o due milioni di anni orsono, enormi masse di ghiaccio hanno levigato la superficie della roccia senza distruggerla. Il cambiamento decisivo arriva però nei periodi più caldi tra una glaciazione e l’altra. In queste fasi il ghiaccio si ritira e l’acqua prende il controllo.

Il fiume Aare, alimentato dallo scioglimento dei ghiacciai, trova una via e inizia a scavare. Non una sola volta, bensì più cicli di avanzamento e ritiro glaciale che hanno creato diverse gole nel corso del tempo. Alcune oggi risultano riempite da detriti morenici, mentre l’attuale Aareschlucht rappresenta l’ultima versione di questo processo, la più recente e visibile.

Il risultato è quello di trovarsi al cospetto di un’incisione precisa, con superfici levigate dall’acqua, cavità scavate dai vortici e marmitte glaciali che testimoniano la forza rotatoria dei sedimenti trascinati dal flusso. Sì, è un’energia continua che non si è mai interrotta.

Come funziona la visita della Gola dell’Aare e cosa vedere

L’accesso a questo tesoro della Svizzera avviene attraverso due ingressi distinti, uno sul lato di Meiringen, l’altro verso Innertkirchen. L’apertura completa del percorso dipende dalla stagione, con il passaggio integrale disponibile nei mesi più caldi.

L’itinerario si sviluppa su passerelle in legno sostenute da strutture metalliche, fissate direttamente alla roccia. In altri tratti, gallerie scavate permettono di attraversare punti altrimenti impraticabili e sono chiaramente presenti protezioni lungo tutto il tragitto. Il tempo medio per girare l’intera gola si attesta attorno ai 45 minuti, ma la durata reale dipende dalla capacità di rallentare.

Fermarsi diventa inevitabile, anche perché alcune zone catturano lo sguardo più di altre: un restringimento improvviso, un raggio di luce che entra obliquo, il contrasto tra buio e riflessi sull’acqua e così via. Nei mesi estivi, per la precisione tra luglio e agosto, il venerdì e il sabato sera il canyon si trasforma con illuminazione artificiale.

Le pareti assumono tonalità diverse, mentre il fiume diventa una striscia luminosa in movimento. Ci sono anche meno turisti rispetto alle ore diurne, quindi il tutto è pure più silenzio e c’è più spazio per percepire il luogo in modo diretto. Il clima interno resta fresco persino nelle giornate più calde, una caratteristica naturale che rende la visita piacevole durante le ore torride. In caso di pioggia, l’esperienza cambia ancora perché aumenta il flusso dell’acqua, con conseguente aumento di rumore e maggiore intensità visiva.

Un dettaglio interessante riguarda l’accessibilità: il tratto iniziale dal lato ovest è stato adattato per consentire il passaggio anche a carrozzine leggere e passeggini stretti. Il resto del percorso richiede una mobilità più libera, ma senza difficoltà tecniche rilevanti. All’esterno degli ingressi sono disponibili delle piccole strutture che accolgono i visitatori, tra cui un ristorante principale e un bistrot con terrazza da cui godere di una vista emozionante sulle Alpi circostanti.

Per il ritorno, invece, c’è una curiosa linea ferroviaria locale che collega le due estremità della gola, con viaggio di rientro incluso nel biglietto d’ingresso (si evita perciò di percorrere due volte lo stesso tratto).

Dove si trova e come arrivare

La Gola dell’Aare si trova nell’Haslital, una valle trasversale che attraversa l’arco alpino bernese. Si estende dal Passo del Grimsel fino al Lago di Brienz, collegando ambienti molto diversi tra loro: alta montagna, infrastrutture idroelettriche e villaggi storici. Il punto più immediato per raggiungerla è Meiringen, località nota anche per un’altra curiosità letteraria legata a Sherlock Holmes. Da qui l’ingresso ovest si raggiunge in pochi minuti. Innertkirchen rappresenta invece il riferimento per l’ingresso orientale.

Chi arriva in auto trova parcheggi nei pressi degli accessi. In alternativa, il treno regionale Meiringen–Innertkirchen ferma in stazioni dedicate a breve distanza dagli ingressi, da cui poi intraprendere una piccola passeggiata che conduce all’inizio del percorso.

Il contesto geografico merita attenzione, anche perché la gola appare come un passaggio obbligato, ovvero un punto in cui il fiume ha imposto la propria volontà alla montagna. Chi arriva fin qui difficilmente resta indifferente, perché si ha la sensazione concreta di trovarsi dentro qualcosa di ancora attivo. Una ferita aperta nella roccia che continua a cambiare, millimetro dopo millimetro.