Alle pendici dei Monti Făgăraș, la catena montuosa più alta della Romania, il verde degli alberi accompagna la strada, e piano piano compaiono i primi edifici di un complesso monastico che pare silenziare qualsiasi rumore. È il Monastero di Brâncoveanu, conosciuto anche con il nome di Monastero di Sâmbăta de Sus, uno dei luoghi più importanti dell’identità ortodossa romena.
Accanto alla vita monastica, però, qui vi fu una scuola, una tipografia e persino un laboratorio destinato alla pittura delle icone. Il fatto più sorprendente è che ancora oggi conserva questa vocazione: pochi monaci vivono all’interno del monastero, mentre la chiesa resta il cuore spirituale dell’insieme.
Contemporaneamente, il silenzio, la vicinanza della montagna e la cura quasi minuziosa dei giardini creano un’atmosfera particolare, più facile da percepire sul posto che da raccontare a parole.
Indice
Breve storia del Monastero di Brâncoveanu
La vicenda del monastero è segnata da una delle pagine più dure della storia religiosa della regione. Dopo la decapitazione di Constantin Brâncoveanu nel 1714, avvenuta a seguito del rifiuto di convertirsi all’Islam, arrivarono provvedimenti contro gli ordini monastici.
Nel 1785 la Corte di Vienna ordinò al generale Preiss di distruggere il complesso. Gli alloggi dei monaci furono demoliti e la chiesa venne lasciata in rovina. Per circa 140 anni questo posto rimase abbandonato, mentre le sue strutture attraversavano una lunga fase di decadenza.
La rinascita arrivò nel XX secolo. I lavori iniziarono nel 1926 e proseguirono tra il 1929 e il 1936. L’intervento gli restituì vita, preservando l’architettura e le pitture interne della chiesa. In questa fase furono restaurati anche il campanile e altri elementi architettonici, mentre vennero aggiunti i caratteristici colonnati in pietra.
Una particolare attenzione merita la sorgente di acqua corrente: la sua origine risale al XVI secolo e la fonte è stata restaurata nel corso del tempo. La tradizione religiosa le attribuisce proprietà miracolose e ancora oggi i visitatori possono raccogliere l’acqua santa dagli appositi recipienti.
La memoria di Brâncoveanu resta invece legata alla figura del principe fondatore, raffigurato in un affresco sulla parete occidentale del pronao. La sua immagine accompagna così la visita insieme alla memoria di un sovrano che sostenne la Chiesa ortodossa, l’istruzione e le arti.
Il 15 agosto, giorno della Dormizione della Madre di Dio, il monastero celebra la propria festa patronale. Per l’occasione arrivano pellegrini da diverse parti della Romania, dando vita a un’atmosfera molto diversa dal silenzio abituale del complesso.
La visita al monastero tra arte, fede e natura
La visita parte dalla chiesa, riconoscibile per l’architettura legata alla tradizione brâncovenescă. Il termine indica lo stile artistico sviluppatosi durante il periodo di Constantin Brâncoveanu, caratterizzato da una particolare fusione di elementi locali, influenze bizantine e suggestioni ottomane, arricchita da una decorazione ornamentale molto elaborata.

Colpiscono le colonne scolpite e il campanile, mentre all’interno attirano lo sguardo le pitture murali. La decorazione comprende anche scene di carattere apocalittico, particolarmente suggestive per il contrasto tra la ricchezza cromatica degli affreschi e la sobrietà degli spazi sacri.
Il campanile, dal canto suo, possiede una caratteristica architettonica curiosa: la struttura appare ottagonale all’esterno, mentre dentro assume una forma cilindrica. È uno di quei particolari che rischiano di passare inosservati durante una visita veloce, ma che aiutano a comprendere la complessità dell’edificio.
Il museo delle icone
Una tappa importante conduce al museo del complesso. La raccolta conserva icone realizzate su legno e vetro risalenti soprattutto ai secoli XVIII e XIX, insieme a libri antichi e oggetti utilizzati nella liturgia ortodossa.
La pittura su vetro rappresenta uno degli aspetti più caratteristici della tradizione artistica locale. Le immagini sacre, delicate e luminose, appartengono a una tecnica particolarmente legata alla cultura romena e costituiscono una delle testimonianze più interessanti custodite dal monastero.
Il laboratorio di pittura delle icone ha una lunga tradizione. La scuola artistica attiva a Sâmbăta de Sus produsse opere di pittura murale e su vetro ancora oggi apprezzate. L’attività è stata ripresa in epoca moderna e il laboratorio viene considerato tra i più importanti del Paese.
I giardini e la sorgente
Fuori dalla chiesa, sentieri e aree verdi attraversano giardini ricchi di fiori, frutteti e alberi. Rose, calendule e garofani dei poeti aggiungono colore agli spazi e contribuiscono alla sensazione di ordine che caratterizza l’intera area.
La sorgente del XVI secolo rappresenta un’altra tappa significativa. L’acqua scorre ancora oggi e viene considerata santa: per molti visitatori il gesto più naturale consiste nel riempire una bottiglia e portare con sé una piccola parte di questa tradizione.
Il rapporto con la natura raggiunge la sua espressione più particolare negli spazi destinati alle celebrazioni all’aperto. Il monastero viene infatti descritto anche quale una sorta di altare nel bosco, con funzioni religiose svolte in mezzo alla vegetazione.
All’interno ha sede inoltre la cosiddetta “Academy from Sambata“, centro dedicato alla spiritualità cristiana, all’arte, alla scienza e alla cultura. Conferenze, congressi e simposi di carattere teologico ampliano così la funzione del monastero oltre la dimensione strettamente religiosa.
Dove si trova e come arrivare
Il Monastero di Brâncoveanu si trova a Sâmbăta de Sus, in Romania, ai piedi dei Monti Făgăraș, nell’area storica legata alla Transilvania. La posizione regala al complesso uno sfondo naturale particolarmente scenografico, con le montagne che si alzano alle sue spalle e una distesa di verde attorno agli edifici.
Sâmbăta de Sus è collegata all’area di Brașov e al resto della regione attraverso la rete stradale locale. La visita può quindi diventare una tappa di un itinerario più ampio nella zona dei Monti Făgăraș, soprattutto per chi desidera alternare borghi, testimonianze storiche e paesaggi montani.
Nei dintorni si trova anche il Castello di Brâncoveanu, legato alla stessa famiglia principesca. Le vicende dei due complessi hanno seguito percorsi differenti, ma insieme aiutano a ricostruire la presenza della dinastia Brâncoveanu nella regione.
Il monastero resta però il luogo più intenso da vivere con calma: tra il profilo della montagna, la pietra scolpita, le pitture della chiesa, le icone sul vetro, il profumo dei fiori e l’acqua della sorgente, la storia appare meno distante.