Viaggio epico a Ischigualasto, la Valle della Luna argentina tra rocce irreali e tracce di dinosauri

A San Juan prende forma un paesaggio primordiale che racconta milioni di anni di storia terrestre tra silenzi, fossili e geometrie scolpite dal tempo

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Serena Proietti Colonna

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PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Nel nostro affascinante pianeta esistono ancora luoghi in cui il calendario umano diventa irrilevante, sostituito da una cronologia che affonda le radici in oltre 200 milioni di anni or sono. È il caso del Parco Provinciale Ischigualasto, che occupa un’area vasta circa 62.000 ettari nella provincia di San Juan, in Argentina, tra rilievi aridi e distese che sembrano appartenere a un’altra galassia.

Vi basti pensare che il suo soprannome è “Valle della Luna“, proprio a causa del peculiare impatto visivo immediato: superfici chiare, venature rossastre e rilievi così consumati da avere sembianze quasi astratte. In sostanza, è uno di quei posti in cui l’occhio umano fa fatica a riconoscere schemi familiari perché tutto appare essenziale.

Sotto la crosta polverosa, tra le altre cose, si nasconde uno dei più completi archivi naturali del periodo Triassico, una fase cruciale nella storia della Terra in cui comparvero i primi dinosauri e gli antenati dei mammiferi. I fossili qui rinvenuti raccontano circa 45 milioni di anni di evoluzione, un continuum rarissimo a livello globale.

Origine, storia e caratteristiche di Ischigualasto

Già solo il nome Ischigualasto porta con sé un’aura enigmatica. Diverse interpretazioni linguistiche lo collegano a lingue indigene, tra cui quechua e idiomi locali come quelli dei Diaguita o degli Huarpes. Una delle traduzioni più evocative suggerisce l’idea di “luogo in cui tramonta la luna“, immagine che si incastra perfettamente con la sua atmosfera.

Ischigualasto, Argentina
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L’incredibile Ischigualasto in Argentina

Dal punto di vista scientifico, quest’area dell’Argentina rappresenta un bacino sedimentario formatosi tra circa 250 e 200 milioni di anni fa. In quel periodo la Terra aveva un aspetto completamente diverso, con i continenti uniti nella Pangea e il clima che alternava fasi aride a episodi più umidi. In questa regione si sviluppavano pianure alluvionali attraversate da corsi d’acqua e caratterizzate da attività vulcanica.

Il fatto sorprendente è che le tracce di quel mondo remoto si sono conservate in modo straordinario, con strati di roccia sovrapposti che funzionano come pagine di un libro aperto (e ciascuna contenente fossili di animali e piante). Tra i ritrovamenti più significativi compaiono specie come l’Eoraptor lunensis, uno dei dinosauri più antichi conosciuti.

La ricerca scientifica iniziò nel ‘900, e in particolare nel 1958 il paleontologo Alfred Sherwood Romer contribuì a dare visibilità internazionale al sito grazie a studi approfonditi. Da allora Ischigualasto diventò un punto di riferimento mondiale per la paleontologia.

Nel 2000 arrivò il riconoscimento ufficiale come Patrimonio dell’Umanità, insieme al vicino Parco Nazionale Talampaya. Questa doppia area protegge un patrimonio geologico di valore incalcolabile, inserito in un ecosistema desertico fragile. Il territorio oggi colpisce per la varietà delle geoforme, con argille e sedimenti multicolore che danno vita a paesaggi che cambiano nel giro di pochi chilometri.

Come visitare Ischigualasto e cosa vedere

L’accesso al parco segue regole precise perché si tratta di un ambiente che richiede una tutela rigorosa. Ciò vuol dire che l’esplorazione avviene attraverso un circuito controllato lungo circa 40 chilometri, un percorso che si compie in auto seguendo una guida autorizzata. Servono 3 ore tra soste e spiegazioni, suddivise in 5 tappe principali in cui il motore si spegne per scendere a osservare da vicino le formazioni.

El Gusano accoglie con una forma sinuosa che sembra quasi muoversi. Valle Pintado apre una vista ampia, stratificata e quasi pittorica. Cancha de Bochas sorprende con le sue sfere di pietra, modellate dall’erosione di antiche ceneri vulcaniche, mentre El Submarino evoca un relitto emerso dal suolo. Infine El Hongo si impone come vero e proprio simbolo del parco.

Il Centro di Interpretazione, situato all’ingresso, offre un primo orientamento ed è ricco di repliche di fossili, pannelli esplicativi e ricostruzioni. A disposizione ci sono anche esperienze alternative che aggiungono profondità alla visita. Per esempio, si può intraprendere un trekking verso il Cerro Morado, punto panoramico da cui lo sguardo abbraccia l’intera area.

Si possono pure fare escursioni presso il Río Salado o nella Quebrada de la Peña, ovvero peculiari ambienti segnati dall’erosione fluviale. Non mancano percorsi in bicicletta per chi desidera un contatto più diretto con il territorio.

Poi c’è la notte: durante alcune fasi lunari, il parco apre per visite serali. La luce della luna piena trasforma completamente il paesaggio, con ombre marcate, contrasti forti e una quiete quasi assurda. Le rocce sembrano galleggiare in un chiarore freddo e rendono l’esperienza quasi spirituale rispetto a quella diurna.

È bene inoltre sapere che il clima estremo accompagna l’intero soggiorno. L’estate vede picchi di temperatura vicini ai 45 gradi, mentre in inverno è possibile arrivare sotto lo zero durante la notte.

Dove si trova e come arrivare

Ischigualasto si colloca nel nord-est della provincia di San Juan, all’interno della regione Deserto del Monte, ai piedi orientali delle Ande. L’altitudine media si aggira intorno agli 879 metri, mentre il punto di accesso più pratico resta San Agustín del Valle Fértil, distante circa 75 chilometri. Da qui si segue la Ruta Provincial 510 fino a connettersi con la Ruta Nacional 76, una strada asfaltata che attraversa paesaggi aridi e poco abitati.

Un’altra opzione parte dalla città di San Juan, con un tragitto di circa 300-330 chilometri lungo le Rutas Nacionales 40 e 150. Si tratta perciò di un viaggio più lungo, adatto a chi ha voglia di esplorare una porzione più ampia della regione. Dal lato opposto, Villa Unión nella provincia di La Rioja offre un accesso alternativo, distante più o meno 140 chilometri ed è una soluzione che consente di combinare la visita con il Parco Nazionale Talampaya, creando un itinerario coerente dal punto di vista geologico.

Servizi essenziali si concentrano nei centri abitati limitrofi, tra cui alloggi, ristoranti e rifornimenti vari. All’interno del parco, invece, le strutture restano limitate e in linea con la necessità di preservare l’ambiente. Muoversi in autonomia richiede attenzione perché le distanze sono ampie, le stazioni di servizio rare e la copertura limitata.

Qualunque sia la vostra organizzazione, quel che è certo è che Ischigualasto lascia una traccia dentro chi lo visita, in quanto qui prende forma una connessione diretta con la storia più antica del pianeta: si ha la percezione di trovarsi in un posto che appartiene a un tempo remoto, ma ancora leggibile e vivo nelle sue forme.