L’affascinante isola di Cefalonia, in Grecia, attira migliaia di viaggiatori ogni anno per le sue spiagge abbaglianti. Se da un lato quello appena scritto è un fatto certo, dall’altro è anche una semplificazione: questa perla del Mar Ionio conserva un volto nascosto, che però si trova nelle viscere della Terra. A pochi chilometri da Sami, nell’area di Karavomilos, si apre una fenditura nel suolo che conduce verso uno dei fenomeni naturali più sorprendenti dell’arcipelago. Si chiama Grotta di Melissani e già al primo sguardo rimane profondamente impressa.
Per capire meglio di cosa stiamo parlando, dovete immaginare un soffitto di roccia calcarea che cede sotto il peso dei secoli, aprendo una finestra ovale direttamente verso il cielo. Poi ancora dovete pensare alla luce solare, che precipita verticalmente dentro una sorta di imbuto naturale, fino a colpire una massa d’acqua dolce e salata (non è uno scherzo) che reagisce accendendosi di un blu elettrico quasi soprannaturale.
Sì, avete capito bene! Questa cavità cela un lago racchiuso da pareti calcaree, ma ciò che ancora non vi abbiamo svelato è che sono alte fino a 36 metri. Scoperta nel 1951 dallo speleologo Giannis Petrochilos insieme alla moglie Anna, la caverna rivelò subito una doppia anima: meraviglia geologica da una parte, santuario antico dall’altra. Durante ricerche successive, infatti, l’archeologo Spyridon Marinatos individuò sul suo isolotto centrale tracce di culto risalenti al IV e III secolo a.C. Lucerne, piatti in terracotta con figure danzanti e persino una statuetta del dio Pan.
Indice
Formazione e caratteristiche
Melissani porta anche un soprannome evocativo: Grotta delle Ninfe. Tale appellativo riflette perfettamente la dimensione sacrale attribuita al posto in età classica. Per gli abitanti dell’isola, infatti, l’acqua sotterranea rappresentava una forza misteriosa, degna di venerazione.

In realtà, questa caverna di Cefalonia costituisce un esempio compiuto di fenomeno carsico, ovvero un processo meccanico e chimico chiamato carsificazione. L’acqua piovana, arricchita di anidride carbonica, penetra nelle fratture del calcare e nel tempo dissolve la roccia. Cavità inizialmente piccole si ampliano fino a generare ambienti spettacolari.
L’intero sistema sotterraneo supera i 3 chilometri di sviluppo. La sala principale misura più o meno 160 metri in lunghezza e 40 in larghezza, mentre l’altezza massima è di 36 metri. Al centro, come vi abbiamo accennato precedentemente, emerge un isolotto lungo una trentina di metri, elemento che divide la grotta in due camere distinte.
Non mancano stalattiti, che da migliaia di anni pendono dalle pareti con forme irregolari. Alcune assumono sagome curiose, talvolta ricordano delfini, figura presente nella mitologia greca. Ma non è finita qui, perché è anche l’acqua del lago di questo gioiello della Grecia a possedere una composizione particolare: è un bacino salmastro costituito approssimativamente per il 60% da acqua marina e il 40% da acqua dolce. Non vi sorprenderà sapere che l’origine di questa miscela affascinò studiosi per decenni.
A nord di Argostoli si trova l’area chiamata Katavothres, termine greco che indica inghiottitoi. In quel punto il mare scompare nel sottosuolo attraversando fenditure naturali. Nel 1963 geologi austriaci versarono del colorante nelle acque di Katavothres per tracciarne il percorso. Dopo circa 14 giorni, il tracciante riapparve proprio a Melissani, un metro sopra il livello del mare: è la dimostrazione concreta di un sistema idrico sotterraneo che attraversa l’isola da ovest a est prima di tornare al mare.
La leggenda della ninfa Melissanthi
Un posto così magnetico non poteva non essere avvolto da una particolare leggenda. Secondo il racconto popolare, una naiade chiamata Melissanthi abitava la grotta. Le ninfe nella tradizione greca rappresentano spiriti femminili connessi a sorgenti, fiumi, boschi e grotte. Creature giovani, affascinanti e, soprattutto, compagne degli dei.
Melissanthi si innamorò di Pan, divinità metà uomo e metà capra, simbolo di istinto e natura selvaggia, ma egli respinse quel sentimento. Fu così che la ninfa, travolta dal dolore, si gettò nel lago ponendo fine alla propria vita. Da quel gesto deriverebbe il nome Melissani, trasformazione linguistica del nome originario. Il mito trova un’eco nei reperti rinvenuti sull’isolotto centrale, come piatti decorati con ninfe danzanti e una figurina del dio Pan.
Come funziona la visita alla Grotta di Melissani
La grotta è certamente visitabile e l’accesso avviene tramite un tunnel realizzato nel 1963 per rendere il sito fruibile al pubblico. Si tratta di un corridoio inclinato che conduce a una piattaforma in legno. Da lì partono piccole barche a remi condotte da barcaioli esperti per un tour che dura circa 15 o 20 minuti.
L’imbarcazione avanza prima nella sala illuminata e, se il sole è alto (tra le 11:00 e le 14:00), il raggio centrale trasforma l’acqua in una lastra brillante, con il colore che varia anche attraverso il movimento delle nuvole. In giornate coperte l’effetto si attenua, e le tonalità diventano inevitabilmente più scure.
Si passa poi a un passaggio stretto lungo l’isolotto, il quale introduce nella seconda camera. Qui la luce naturale diminuisce e dominano sfumature verdi e grigie. Le stalattiti scendono a grappoli, alcune sottili come aghi, altre massicce. Curiosa è anche l’eco, che amplifica parole e risate dando vita a un sottofondo quasi teatrale.
In primavera ed estate l’apertura è quotidiana dalle prime ore del mattino fino al tardo pomeriggio o sera (vi consigliamo comunque di controllare i siti di riferimento perché l’orario può sempre cambiare), ma è bene sapere che periodi nuvolosi o piogge intense possono influire sull’esperienza visiva.
Come arrivare
La magnifica Grotta di Melissani si colloca tra Sami e Agia Efimia, lungo la costa orientale di Cefalonia. La distanza da Sami è di circa 2 chilometri verso nord-ovest, nei pressi del villaggio di Karavomilos. Provenendo da Argostoli si segue la strada costiera in direzione Sami, poi si svolta a sinistra poco prima del centro abitato seguendo indicazioni chiare. Un breve ponte e pochi metri conducono al parcheggio.
Il trasporto pubblico è disponibile durante stagione turistica, ovvero autobus KTEL con fermata a Karavomilos. Diverse agenzie organizzano escursioni giornaliere che includono anche la Grotta di Drogarati, altra cavità celebre caratterizzata da imponenti stalagmiti.
Infine, è importante sapere che uscendo all’aperto gli occhi impiegano qualche istante per riabituarsi alla luminosità ordinaria. Sensazione che rimane, anche perché è un azzurro che appartiene soltanto a questo straordinario lago sotterraneo.