Abbarbicato su uno sperone di roccia, è stato teatro di una tragedia che ha segnato la storia: il Castello di Montségur

Insieme alle altre Fortezze reali della Linguadoca, questa fortezza è entrata nella lista dei Patrimoni dell'umanità UNESCO

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Ilaria Santi

Giornalista & reporter di viaggio

Giornalista, viaggia fin da quando era bambina e parla correntemente inglese e francese. Curiosa, autonoma e intraprendente, odia la routine e fare la valigia.

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A 1207 metri di altezza, la fortezza di Montségur è stata teatro di una tragedia che ha segnato la storia di Francia e che vi vogliamo raccontare. Simbolo della resistenza catara (fu uno degli ultimi rifugi di questi uomini perseguitati dalla Chiesa che chiama il luogo “Sinagoga di Satana”), le sue rovine ancora oggi attirano migliaia di turisti (e studiosi dell’esoterismo), grazie anche al grande lavoro svolto dagli abitanti del borgo che lo stanno restaurando e facendo rinascere.

A gennaio 2026, il Castello di Montségur ha ottenuto il marchio Grand Site de France, un riconoscimento che premia la qualità del progetto di conservazione, gestione e valorizzazione portato avanti a livello locale da dieci anni dalla comunità dei Comuni del Pays d’Olmes, in Occitania.

A luglio, però, è arrivato il riconoscimento più grande, quello dell’UNESCO, che ha inserito il castello nella lista dei Patrimoni dell’umanità insieme alle altre Fortezze reali della Linguadoca. Distribuite tra Aude e Ariège, queste otto fortezze raccontano la nascita del potere reale francese nel Sud della Francia dopo la Crociata contro gli Albigesi avvenuta nel XIII secolo.

La storia del Castello di Montségur

Le prime tracce di insediamento sulla scoscesa montagna di Montségur (chiamata “pog” nel dialetto locale, dal latino “podĭum”) risalgono all’Età del Bronzo, tuttavia indizi appartenenti al Basso Impero, come tegole, monete e ceramiche, rivelano che il sito fu occupato dai Gallo romani. Nel 1204, alla vigilia della Crociata contro gli albigesi, due diaconi catari chiedono al nobile del luogo, Raymond de Péreille, di “ricostruire il castrum di Montségur”. Il castrum ovvero villaggio fortificato ha accolto, dal 1204 al 1244, abitanti di religione catara, credenti e signori “faydit” (“esiliati”, in lingua franco-provenzale). Nel 1232, Montségur diventa sede della Chiesa catara, in breve, una forma di cristianesimo dissidente che contesta l’autorità del clero cattolico.

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Il Castello di Montségur sulle cima della collina

Con il passare del tempo, il castrum diventa un vero e proprio borgo fortificato inerpicato sulla cima della ripida montagna. Le case, costruite sull’orlo del precipizio, creano una fitta rete di stradine, scalette e
vicoli, formando un villaggio di montagna.

Dopo un primo assedio fallito nel 1241 e il massacro degli inquisitori ad Avignonet nel 1242, nel 1243, l’armata reale stringe d’assedio il castrum. Per qualche mese i difensori resistono ai crociati, ma poi una squadra speciale di crociati fa cadere l’avamposto fortificato, chiamato la Roccia della Torre: nel 1244, il presidio si arrende e viene concessa una tregua. Tuttavia, i 225 catari del borgo dichiararono di non voler rinunciare alla propria fede così vengono bruciati vivi dall’Inquisizione alle pendici del “pog” (un luogo chiamato Prat dels Cramats, “il campo dei bruciati”). Questa vicenda segna la fine del movimento cataro in Occitania. La storia di questi catari è stata anche cantata dagli Iron Maiden nel brano “Montségur”, contenuto nell’album “Dance of Death” uscito nel 2003.

Alla fine del XIII secolo, la famiglia di Lévis fa costruire una nuova fortezza sulle macerie del preesistente castrum, ma con le guerre di frontiera tra i reami di Francia e di Aragona, il castello diventa di secondaria importanza.

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Le mura del Castello di Montségur

L’attuale fortezza è stata costruita dopo la distruzione del castrum cataro. Fu re Luigi IX a ordinare che fosse ricostruita in funzione difensiva contro il regno d’Aragona, come parte di una rete strategica di fortificazioni destinate a proteggere i confini del reame francese, funzione che assolse fino all’inizio del Cinquecento, quando venne abbandonata.

Oggi, gli abitanti del borgo stanno lavorando per riqualificare il casello e riportarlo all’antico splendore.

Visitare la fortezza

L’ascesa alle rovine del castello comincia da una ripida salita attraverso il Prat dels Cramats, il presunto luogo dove i 225 catari furono bruciati nel rogo per aver rifiutato di rinunciare alla propria fede e sopra il quale si erge la stele commemorativa datata 16 marzo 1244. Grandioso e indimenticabile, così lo descrivono coloro che hanno camminato sulle pietre levigate dei suoi gradini.

Lungo il sentiero, si trovano le tracce dei muri a secco che corrispondono ai primi resti del castrum cataro. Più in alto troviamo gradini scavati nella roccia per facilitare la salita degli asini.

In origine si entrava da una porta posta al primo piano che era munito di quattro finestre a crociera di pietra. Una porta si apriva su una scala a chiocciola che saliva ai piani superiori e scendeva verso la sala bassa. Questa specie di cantina era sostenuta da una volta in pietra della quale rimane visibile l’impronta dell’arco franato. Era provvista di cinque feritoie e aveva sia una funzione difensiva sia di magazzino.

All’esterno del castello e alla base del dongione – che in origine era ancora più alto di come lo vediamo oggi – si trovano delle terrazze che sono i resti dell’antico castrum cataro, dove erano ubicate le abitazioni, le cisterne, i granai, le scuderie e tutto il resto dell’abitato.

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La salita verso il Castello di Montségur

Museo archeologico e storico

Nel museo di Montségur, grazie a varie ricostruzioni, si può vedere com’era organizzato il castrum. Il museo si trova nel villaggio che conta solamente 116 abitanti, all’interno del municipio, a circa 1,5 km dal parcheggio del castello. È raggiungibile a piedi dal castello tramite un sentiero segnalato. La visita al museo dura dai 20 ai 60 minuti, a seconda degli interessi dei visitatori. Il museo è aperto, a partire dal 5 aprile 2026, tutti i giorni dalle 12:00 alle 17:30. A luglio e agosto, dalle 11:00 alle 19:00, a settembre, dalle 12:00 alle 17:30 e a ottobre, solo il pomeriggio dalle 14:00 alle 18:00.

Come arrivare

Il castello di Montségur si trova a 20 minuti di auto da Lavelanet, la città più importante del Pays d’Olme, e a 40 minuti da Foix, Capoluogo di dipartimento. Si consiglia di utilizzare gli autobus per raggiungere Montségur. Un servizio navetta regionale collega il villaggio al castello. Il parcheggio “Col de Montségur”, vicino al centro visitatori ai piedi della montagna, offre posti riservati agli autobus. Il parcheggio è gratuito, senza limiti di tempo, per tutti i veicoli.

La biglietteria del castello e del museo si trova nell’edificio della reception ai piedi del “pog”. Questo edificio di accoglienza ospita un punto informazioni turistiche sui Pirenei Catari, dove i visitatori possono trovare brochure e ricevere consigli sui luoghi di interesse della zona. Dal centro visitatori, una passeggiata di 35 minuti lungo un sentiero di montagna conduce al castello. Si raccomandano scarpe da trekking comode, un cappello e acqua perché sul castello non ci sono servizi. Il sentiero è ripido. Per la visita guidata, bisogna calcolare almeno un’ora, oltre al tempo necessario per la salita. Per la discesa, ci vogliono 20-25 minuti. Le visite guidate, condotte dalle guide del castello, si svolgono nel cortile.

Dalla sua cima, si può godere di una magnifica vista panoramica sul villaggio sorto ai piedi della fortezza e sui paesaggi dei Pirenei che la circondano.