L’Abbazia di Altenburg è un gioiello barocco che nasconde un monastero segreto sotto i piedi

Un luogo remoto della Bassa Austria custodisce due monasteri sovrapposti, affreschi spettacolari e giardini simbolici che raccontano secoli di fede, arte e resistenza

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Tra i profili del Waldviertel, regione a nord-ovest di Vienna puntellata di boschi profondi e campi ondulati, è custodito un complesso monastico che sorprende già dal primo sguardo. È l’Abbazia di Altenburg, che si presenta come un’elegante costruzione barocca, armoniosa nelle proporzioni, luminosa nelle superfici chiare e quasi teatrale nella sua monumentalità. Bella, direte voi, ma la verità è che sotto quella facciata ordinata si nasconde una storia molto più ruvida, fatta di invasioni, incendi e rinascite ostinate.

Qui il tempo ha lavorato in verticale: sopra il trionfo del ‘700 con cupole dipinte e scalinate imperiali; sotto le “ossa” di un monastero medievale rimasto sepolto per secoli. Due mondi sovrapposti e due modi diversi di vivere la spiritualità, ma separati solo da pochi metri di terra.

E non è finita, perché attraversando il portale d’ingresso si ha la sensazione di aver varcato un confine temporale che diventa persino tangibile, con l’aria che profuma di incenso mentre i riverberi dorati sulle pareti raccontano storie di monaci che hanno trasformato la preghiera in arte monumentale.

Breve storia dell’Abbazia di Altenburg

Tutto ebbe inizio nell’ormai lontanissimo 1144, quando la contessa Hildeburg di Poigen-Rebgau decise di fondare un monastero benedettino affidandolo al vescovo di Passau. Ben 12 monaci arrivano dalla Stiria, portando con sé regole precise, ritmi scanditi e una visione chiara della vita religiosa.

Abbazia di Altenburg, Austria
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La bellissima Abbazia di Altenburg

Il luogo scelto della donna non fu di certo casuale, perché l’attuale Abbazia di Altenburg sorge sulle rovine di un antico castello appartenente ai signori del Poigreich. Una sostituzione simbolica, dalla difesa armata alla ricerca spirituale. Nei secoli successivi, la struttura attraversò una sequenza quasi ininterrotta di devastazioni, con attacchi di nobili rivali, incursioni dei Cumani e saccheggi durante le guerre hussite.

Nel 1645 arrivarono invece gli svedesi, lasciando dietro di sé rovine fumanti nel contesto della Guerra dei Trent’anni. A quel punto una ricostruzione risultava inevitabile. E si scelse di farlo in grande: gli abati del XVII e XVIII secolo immaginarono qualcosa di completamente diverso dal monastero originario, una vera e propria dichiarazione artistica.

L’abate Placidus Much chiamò a raccolta architetti e artisti tra i migliori dell’epoca e il progetto prese forma grazie a Josef Munggenast per l’architettura e soprattutto a Paul Troger per la decorazione pittorica. Nacque così quello che oggi viene soprannominato il “Gioiello barocco del Waldviertel”, o anche “Trogerstift”, proprio in onore dell’artista che ne definì l’anima visiva.

Il ‘900 portò nuove e difficili prove, tra cui occupazioni, chiusure forzate durante il regime nazista e l’utilizzo militare da parte delle truppe sovietiche. Poi, ancora una volta, la ricostruzione. Dal dopoguerra il complesso tornò a vivere, aperto ai visitatori e radicato nella sua funzione originaria.

Cosa vedere presso l’Abbazia di Altenburg

La superficie di questo angolo di Austria incanta, ma il vero stupore cresce man mano che si scende o si osserva con maggiore attenzione ogni suo spazio.

La chiesa abbaziale e la cupola affrescata

La chiesa si fa amare subito per la sua pianta ovale, scelta architettonica che rompe la rigidità delle strutture medievali. Lo sguardo viene attirato verso l’alto, fino alla grande cupola decorata da Paul Troger con figure divine e forze oscure che si affrontano in un intreccio di luce e movimento.

Ci sono angeli che scagliano fulmini e creature mostruose mentre si contorcono, che insieme vanno a creare un effetto quasi cinematografico. Sull’altare maggiore è molto interessante la rappresentazione dell’Assunzione di Maria che culmina con la Trinità.

La biblioteca barocca

Costruita intorno al 1740, la biblioteca rappresenta uno degli ambienti più impressionanti del complesso. Tre livelli di scaffalature si alzano lungo una sala lunga quasi 50 metri. Contemporaneamente, colonne corinzie dipinte di blu e dettagli in marmo rosso mettono in scena una contrapposizione elegante.

Sopra, ancora una volta, Troger intervenne con scene allegoriche. Tra queste, la Sapienza divina, la Luce della fede e il Giudizio di Salomone.

La scala imperiale

C’è anche una maestosa scala monumentale che collega i diversi livelli dell’abbazia, la quale si distingue per avere gradini ampi, proporzioni generose e affreschi che accompagnano su ogni scalino. Salirvi dona quasi l’emozione di compiere un passaggio simbolico tra piani diversi della conoscenza.

La cripta affrescata

Sotto la biblioteca si trova uno degli ambienti più sorprendenti, una cripta decorata con motivi vivaci, arabeschi ed elementi marini dai colori pastello. A prima vista l’insieme ricorda un qualcosa di festoso, ma poi emergono dettagli inquietanti: scheletri armati, allegorie della morte e figure mitologiche come Mercurio e Nettuno.

Il monastero medievale sotterraneo

Nelle fondamenta dell’edificio barocco si estende un secondo monastero riportato alla luce dopo secoli (un caso rarissimo in Europa). Qui si possono osservare ambienti autentici del Medioevo, tra cui la sala capitolare, il chiostro e lo scriptorium. Sono spazi più bassi e austeri, privi di decorazioni eccessive, ma ciò che fa riflettere è che da una parte spicca la sobrietà medievale, dall’altra l’esuberanza barocca.

I giardini monastici

Poi una serie di giardini tematici completa l’esperienza. Il Giardino della Creazione propone una lettura simbolica della natura, il Farmaceutico richiama la tradizione erboristica dei monaci, mentre quello dedicato al Silenzio invita alla riflessione. Particolarmente interessante è il Giardino delle Religioni, organizzato in cinque sezioni dedicate alle principali fedi mondiali.

Le collezioni d’arte

Infine vale la pena impegnare il proprio tempo alle raccolte meno conosciute (ma di grande valore) qui custodite. Ne è un esempio la Collezione Arnold, con opere barocche austriache e della Germania meridionale. Notevole è anche la Collezione Sainitzer, la quale esplora il mondo delle immagini devozionali con lavori di straordinaria finezza artigianale.

Dove si trova e come arrivare

L’Abbazia di Altenburg sorge nel piccolo e omonimo centro, nella Bassa Austria, a circa 90 chilometri a nord-ovest di Vienna, e il contesto geografico contribuisce molto al suo fascino: Waldviertel è infatti una regione poco urbanizzata, piena di foreste, altopiani granitici e villaggi sparsi.

In auto la soluzione più pratica parte dalla Capitale del Paese seguendo l’autostrada in direzione Krems e proseguendo verso Horn. Gli ultimi chilometri passano in strade secondarie immerse nel verde. Con i mezzi pubblici si può invece raggiungere Horn in treno o autobus, per poi proseguire con collegamenti locali.