Scoperti foro e teatro lungo la Via Appia, i droni individuano un’antica città romana

Sotto i campi di Flumeri emergono foro e teatro romani: droni e tecnologia riscrivono la storia della Via Appia antica

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Angelica Losi

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Per lavoro è Content writer, per diletto viaggia. Appassionata di turismo enogastronomico, fotografa tutto per inscatolare i ricordi e poi li racconta online.

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Certe scoperte archeologiche non arrivano con il rumore degli scavi spettacolari, ma con un ronzio quasi impercettibile: quello dei droni che sorvolano campi apparentemente silenziosi. È proprio così che il sito romano di Fioccaglia, nel territorio di Flumeri, in provincia di Avellino, sta tornando a raccontare la propria storia. E non si tratta di dettagli marginali: le nuove indagini hanno rivelato un foro urbano e un teatro monumentale finora sconosciuti, elementi che cambiano radicalmente l’immagine che avevamo di questo insediamento lungo la Via Appia.

Se finora potevate immaginare Fioccaglia come una semplice stazione lungo la grande arteria romana, oggi dovete pensare a qualcosa di molto diverso: una vera città, organizzata, viva, inserita pienamente nella rete politica ed economica della Roma repubblicana.

La scoperta del foro e del teatro

Le nuove ricerche, coordinate dal professor Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e al Comune di Flumeri, non hanno aperto trincee né portato alla luce muri visibili a occhio nudo. Eppure, hanno permesso di “vedere” la città come mai prima. Ci si trova nel sito romano di Fioccaglia, nella zona dell’Irpinia e il ritrovamento è incredibile.

Grazie a rilievi aerei con droni e a sofisticate prospezioni geofisiche, gli archeologi hanno ottenuto una sorta di radiografia del sottosuolo. Le differenze nella crescita della vegetazione, le anomalie magnetiche del terreno, le tracce invisibili lasciate dalle strutture antiche: tutto ha contribuito a ricostruire la pianta urbana ancora sepolta.

Quello che emerge è sorprendente. Sotto i campi agricoli si disegna un impianto urbano regolare, con strade ortogonali e isolati pianificati secondo il modello delle città romane di fondazione. Non un insediamento spontaneo, dunque, ma un centro progettato con precisione.

Al centro di questa griglia urbana compare chiaramente il foro: una grande piazza rettangolare circondata da edifici pubblici, cuore politico, commerciale e sociale della comunità.

E poi la sorpresa più inattesa. Poco distante, le indagini hanno individuato il profilo curvo di un teatro monumentale mai documentato prima. Nessuno scavo precedente ne aveva segnalato l’esistenza. La sua presenza cambia completamente la percezione del sito: un teatro implica spettacoli, assemblee, momenti collettivi, una vita culturale attiva.

Già negli anni Ottanta erano emersi segnali importanti: un decumano basolato e una domus decorata in Primo Stile pompeiano, che suggerivano ricchezza e organizzazione urbana. Oggi, però, il quadro si amplia e diventa molto più ambizioso.

Perché questa scoperta cambia la storia dell’Irpinia romana

Dovete immaginare la Via Appia non solo come una strada, ma come una vera infrastruttura strategica dell’antichità, la celebre Regina Viarum che collegava Roma al Sud Italia. Fioccaglia si trovava in una posizione chiave, vicino alla confluenza del fiume Ufita e del torrente Fiumarella: un nodo naturale di transito e controllo del territorio.

Molti studiosi identificano il sito con l’antica Forum Aemilii, centro legato alla romanizzazione dell’Irpinia tra II e I secolo a.C., periodo in cui Roma consolidava la propria presenza nelle aree interne della Campania. La scoperta del foro e del teatro rafforza enormemente questa ipotesi.

La combinazione di infrastrutture pubbliche monumentali, strade pavimentate e residenze aristocratiche racconta una comunità prospera, capace di sostenere attività politiche, economiche e culturali complesse.

Questa scoperta dimostra quanto le tecnologie non invasive stiano rivoluzionando l’archeologia. Senza scavare gli studiosi riescono oggi a pianificare tutela e valorizzazione con una precisione impensabile fino a pochi anni fa.

Le istituzioni locali guardano già al futuro. Le nuove evidenze stanno contribuendo alla definizione di un piano di gestione e valorizzazione dell’area, anche in relazione ai grandi progetti infrastrutturali della Valle Ufita, come la futura stazione dell’Alta Velocità Hirpinia. L’obiettivo è trasformare Fioccaglia in un punto di riferimento culturale per l’entroterra campano, spesso meno conosciuto rispetto ai grandi poli archeologici regionali.

E forse è proprio questo il fascino più grande della scoperta: ricordarvi che la storia romana non vive solo nei luoghi celebri. A volte emerge dove meno ve lo aspettate, sotto campi coltivati e paesaggi tranquilli, pronta a riscrivere la geografia dell’Italia antica. Nei prossimi mesi nuove indagini non invasive aggiungeranno dettagli al mosaico. E c’è da scommettere che Fioccaglia abbia ancora molto da raccontare.