Pompei non smette di stupire: trovata una sala con un affresco rarissimo

L'ultima entusiasmante scoperta fatta nell'antica Pompei getta nuova luce sui misteri di Dioniso, raffigurato in un rarissimo affresco del I secolo a.C.

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Elena Usai

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Pubblicato: 26 Febbraio 2025 15:00

Negli scorsi anni, gli scavi eseguiti nell’antica città romana di Pompei hanno portato alla luce nuovi tesori e continuano a sorprenderci anche in questi primi mesi del 2025. Pompei, infatti, ha ancora molti segreti da svelare, soprattutto se consideriamo che la parte della città non ancora stata rinvenuta è compresa tra il 15% e il 25%. Tra le ultime incredibili novità c’è una sala affrescata, una rarissima “megalografia” (dal greco “dipinto grande” – ciclo di pitture a grandi figure) del I secolo a.C. rappresentante il corteo di Dioniso.

La sala riporta questo fregio a dimensioni quasi reali, una “megalografia” appunto, proprio come nella Villa dei Misteri trovata più di 100 anni fa. Si tratta di una scoperta entusiasmante perché, come hanno dichiarato gli archeologi che hanno presieduto ai lavori, il grande affresco getta nuova luce sui misteri di Dioniso nel mondo classico.

La scoperta della sala affrescata trovata a Pompei

Nel corso degli scavi nell’insula 10 della Regio IX, situata nell’area centrale di Pompei, gli archeologi sono rimasti sorpresi dalla scoperta di un fregio a dimensioni quasi reali, trovato in una grande sala per banchetti, che gira intorno a tre lati dell’ambiente, mentre il quarto era aperto sul giardino. Ad attirare i ricercatori sono i soggetti di questo ciclo di pitture: il fregio mostra il corteo di Dioniso, dio del vino.

Insieme a lui ci sono le baccanti, rappresentate sia come danzatrici che come cacciatrici feroci, con un capretto sgozzato sulle spalle o con una spada e le interiora di un animale nelle mani. Non mancano giovani satiri con le orecchie appuntite che suonano il doppio flauto, mentre un altro compie un sacrificio di vino (libagione) in stile acrobatico, versando dietro le proprie spalle un getto di vino da un corno potorio (usato per bere) in una patera (coppa bassa).

Al centro della composizione, invece, c’è una donna con un vecchio sileno che impugna una torcia: si tratta di una inizianda, vale a dire una donna mortale che, tramite un rituale notturno, sta per essere iniziata nei misteri di Dioniso, il dio che muore e rinasce, promettendo altrettanto ai suoi seguaci.

Corteo Dioniso Pompei
Fonte: Ufficio Stampa Parco archeologico di Pompei
Il corteo di Dioniso raffigurato negli affreschi trovati a Pompei

Il ritrovamento getta una nuova luce sui misteri di Dioniso

Dopo aver trovato uno dei più grandi complessi termali di sempre, gli archeologi hanno fatto un’altra incredibile scoperta che offrirà l’opportunità di comprendere meglio i misteri del dio del vino. Nell’antichità, infatti, esistevano una serie di culti, tra cui quello di Dioniso, accessibili solo a chi compiva un rituale di iniziazione, come suggerito nel fregio trovato a Pompei. Questi culti si chiamavano “misterici”, perché solo gli iniziati potevano conoscerne i segreti.

Ribattezzato dai ricercatori “casa del Tiaso”, il fregio è attribuibile al II stile della pittura pompeiana e, al momento dell’eruzione del Vesuvio che seppellì Pompei nel 79 d.C., il fregio dionisiaco era già vecchio di circa un secolo. La scoperta aggiunge un altro tema all’immaginario dei rituali iniziatici di Dioniso, in particolare quello della caccia, che viene evocata non solo dalle baccanti cacciatrici, ma anche da un secondo, più piccolo fregio che corre al di sopra di quello con baccanti e satiri e dove sono raffigurati animali vivi e morti.

Affreschi scoperta Pompei
Fonte: Ufficio Stampa Parco archeologico di Pompei
Dettaglio degli affreschi trovati a Pompei

Come visitare il luogo degli scavi

Se visitate Pompei nel prossimo periodo, sappiate che l’ambiente del Tiaso dionisiaco è visibile per il pubblico, il quale potrà accederci, previa prenotazione telefonica, tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle ore 11:00 e in due gruppi da 15 persone, accompagnati dal personale di cantiere. Potete accedere al luogo degli scavi acquistando il regolare biglietto di ingresso al parco archeologico.