Nel cuore sabbioso della costa del Suffolk, mentre veniva preparato il terreno per una delle infrastrutture energetiche più discusse del Paese, il passato è tornato a farsi sentire con una serie di indizi che, uno dopo l’altro, hanno cambiato il ritmo degli scavi. È così che, lungo il tracciato della futura strada di collegamento del progetto Sizewell C, gli archeologi hanno intercettato un cimitero anglosassone di rilevanza nazionale.
Siamo vicino a Theberton, non lontano dalla costa. Un punto alto del paesaggio, visibile, scelto con cura più di 1400 anni fa. Qui, tra VI e VII secolo, qualcuno ha deciso che i morti dovevano restare. E farsi vedere. Non è un ritrovamento isolato, né una sorpresa assoluta per una contea abituata a restituire storie antiche. Ma questa volta la scala, la complessità e soprattutto un sepolcro in particolare hanno fatto la differenza.
Il ritrovamento del cavaliere e del suo cavallo
Gli archeologi di Oxford Cotswold Archaeology, impegnati negli scavi preventivi per conto del progetto Sizewell C, hanno identificato almeno undici tumuli funerari. Barrows, come vengono chiamati in Inghilterra. Piccole colline artificiali, oggi quasi livellate, ma ancora leggibili nel sottosuolo. Attorno e dentro, una combinazione di cremazioni e inumazioni che restituisce l’immagine di una comunità strutturata, consapevole dei propri riti e delle proprie gerarchie.
La sabbia acida del terreno, però, ha dissolto gran parte delle ossa. Quello che resta sono sagome: corpi “di sabbia”, come li chiamano gli archeologi, impronte precise lasciate dalla decomposizione. Profili umani, talvolta affiancati da oggetti che invece hanno resistito: armi, fibule, recipienti, parti di scudi. È una lettura più difficile, ma non meno eloquente.
Tra tutte le sepolture, una emerge per particolarità. Dentro un tumulo, tre presenze: due individui e un cavallo, deposto con finimenti completi. Attorno, armi e oggetti personali indicano rango, potere, forse autorità politica o militare. Gli archeologi parlano apertamente di sepoltura “principesca”, inserendola nello stesso orizzonte culturale di siti come Sutton Hoo, Snape o Prittlewell.
A guidare le operazioni sul campo è Len Middleton, project officer di OCA, che racconta di uno scavo complicato ma visivamente potente. Senza ossa, sì. Ma con immagini che restano impresse: il contorno di un adulto accanto a quello di un bambino, la curva di uno scudo, la posizione delle lance. Tutto registrato, misurato, documentato prima che il cantiere prosegua.
La scoperta nel Regno Unito non resterà confinata ai report tecnici. Il sito e i suoi reperti saranno al centro di una puntata di Digging for Britain, in onda su BBC Two, portando al grande pubblico una storia rimasta sotto terra per secoli.
L’importanza della scoperta
Il valore del cimitero anglosassone non sta solo nella spettacolarità del tumulo con cavallo. Sta nel contesto. Nella posizione scelta, affacciata su una costa che per secoli è stata via di scambio, confine, porta d’ingresso. L’East Anglia del primo medioevo non era una periferia silenziosa, ma un territorio attraversato da relazioni, conflitti, influenze.
Inserita nel quadro più ampio degli scavi di Sizewell C, la scoperta si somma a una sequenza impressionante di ritrovamenti. Poco distante, a Middleton, è emerso un forno per la produzione di ceramica di epoca romana, conservato in modo eccezionale. In un altro punto, una scala in legno di quercia dell’Età del Ferro, deposta intenzionalmente in un pozzo: un oggetto rarissimo, fragile, che apre interrogativi su ritualità e pratiche quotidiane. Gli studi archeologici sul territorio sono davvero tanti, basti pensare alla novità sulle origini di Stonehenge rivelate da poco o alla scoperta di una villa romana.