Il Giappone non regala emozioni soltanto in primavera, quando la fioritura dei ciliegi trasforma parchi e giardini in scenari da fiaba. Anche l’autunno dona il suo grande spettacolo di rosso, arancio, oro e atmosfere sospese: è il Momijigari, l’antica tradizione giapponese dedicata alla contemplazione del foliage.
Il periodo di solito associato al foliage va da ottobre a novembre, anche se le tempistiche cambiano in base alla latitudine e all’altitudine: proprio seguendo tale progressione dei colori è possibile costruire un suggestivo viaggio lungo il Paese del Sol Levante e incontrare l’autunno in luoghi diversi, anche più volte durante lo stesso itinerario.
Indice
Cos’è il Momijigari e perché è una tradizione così importante
La parola Momijigari si traduce come “caccia alle foglie rosse” e identifica la pratica di andare alla ricerca dei paesaggi autunnali, soprattutto quelli caratterizzati dalle foglie degli aceri: il termine richiama infatti il momiji, l’acero dalle intense tonalità autunnali, ma l’esperienza comprende anche il foliage degli alberi di ginkgo, che danno vita a scenari altrettanto favolosi con le loro sfumature dorate.
Le sue origini risalgono al periodo Heian, tra il 794 e il 1195. In quell’epoca il Momijigari era soprattutto una pratica dell’aristocrazia: nobili e poeti si ritrovavano nei giardini e nei rifugi di montagna per ammirare il mutare della natura. La contemplazione delle foglie diventava così un’occasione per dedicarsi alla poesia e alla riflessione sulla transitorietà dell’esistenza, un tema legato all’estetica giapponese.
Con il passare dei secoli il Momijigari si è trasformato in una tradizione popolare ma ha mantenuto il suo significato più profondo. Come l’hanami accompagna la primavera con la contemplazione dei ciliegi in fiore, il foliage scandisce l’autunno ricordando quanto la bellezza possa essere intensa proprio perché destinata a cambiare.
Quando vedere il foliage in Giappone
In generale, il periodo migliore si colloca tra fine ottobre e inizio dicembre, ma già alla fine di settembre l’autunno può fare la sua comparsa nelle aree settentrionali e montane.
In Hokkaido, per esempio, i colori arrivano prima, già dalla fine di settembre nei parchi e nelle zone montane. A Sapporo il momento più suggestivo si concentra invece tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre.
Scendendo verso il centro del Paese, località come Nikko e le Alpi giapponesi possono raggiungere il loro momento migliore già da metà ottobre. A Tokyo, invece, il foliage urbano tende a raggiungere il culmine tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, e regala il particolare contrasto tra i colori autunnali, i parchi storici e il paesaggio della metropoli.
Novembre è anche un mese ideale per ammirare i colori di Hakone e della regione dei Cinque Laghi, con il Monte Fuji a fare da sfondo. Nel Kansai, tra Kyoto, Osaka e Nara, lo spettacolo arriva di solito dalla metà di novembre, mentre più a sud, verso Hiroshima e Kyushu, le foglie possono tingersi più tardi, arrivando anche all’inizio di dicembre: a Fukuoka, in particolare, il foliage può proseguire fino a dicembre inoltrato.

Dal nord a Kyoto, il foliage segue il viaggio
La magia del foliage rende l’autunno una stagione davvero interessante per organizzare un itinerario in Giappone: programmando gli spostamenti in base alle varie tempistiche potrete infatti seguire idealmente il movimento dei colori e incontrare il foliage in più tappe.
Tra le mete più celebri spicca senza dubbio Kyoto, dove il rosso degli aceri si inserisce in un paesaggio impreziosito da templi e giardini: qui l’esperienza può prevedere l’accesso a luoghi che richiedono un biglietto d’ingresso, mentre nei parchi pubblici la visita è di solito gratuita.
Il Momijigari resta infatti un’esperienza accessibile, ma richiede una buona pianificazione. Conoscere la progressione stagionale è fondamentale per aumentare le possibilità di incontrare le foglie nel loro momento migliore e trasformare un viaggio autunnale in un percorso al cospetto di alcuni dei paesaggi giapponesi più suggestivi.