Viaggio a bordo del Train des Merveilles, da Nizza a Tenda attraverso un territorio ricco di meraviglie

Considerato uno dei viaggi in treno più spettacolari d'Europa, collega Nizza a Tenda, sulle Alpi Marittime

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Ilaria Santi

Giornalista & reporter di viaggio

Giornalista, viaggia fin da quando era bambina e parla correntemente inglese e francese. Curiosa, autonoma e intraprendente, odia la routine e fare la valigia.

17 min di lettura

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L’itinerario del Train des Merveilles è considerato uno dei viaggi in treno più spettacolari d’Europa. Collegando Nizza a Tenda, sulle Alpi Marittime, nella regione Provence-Alpes-Côte d’Azur, il percorso attraversa paesaggi meravigliosi che spaziano dalla costa mediterranea al Parco Nazionale del Mercantour.

È proprio questa la caratteristica unica della linea: in un tragitto di appena cento chilometri, il treno sale dal livello del mare fino a un’altitudine di mille metri attraversando paesaggi, borghi e luoghi incantevoli.

Il Train des Merveilles ha fatto il suo grande ritorno il 15 dicembre 2025, dopo una chiusura di 15 mesi dovuta a un importante progetto di ammodernamento. Noi siamo saliti a bordo per un viaggio che si può fare in uno o più giorni, ricco di esperienze, per tutta la famiglia (cane incluso).

Perché si chiama Train des Merveilles

Il treno corre lungo la linea ferroviaria Nizza-Breil-sur-Roya e attraversa un territorio ricco di luoghi inaspettati e davvero belli, a cavallo tra due valli, la Vallée de la Roya e la Vallée de la Bévéra, tra canyon attraversati da corsi d’acqua color smeraldo, picchi montani multiformi dove le rocce cambiano consistenza e colore (dalla pietra calcarea al granito) da una vallata all’altra, boschi e foreste attraversati da sentieri, borghi arroccati (villages perchés), chiesette e cappelle che si ergono sulle cime. Luoghi meravigliosi, insomma.

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Il Train des Merveilles in partenza dalla stazione di Nice-Ville

Ma non è solo questo il motivo. Quando fu realizzata la ferrovia, nel 1883, per essere ultimata nel 1928, era un’opera titanica a dir poco, una sfida tecnica che ha richiesto non meno di cento ponti e viadotti, tra cui le gallerie elicoidali che consentono al treno di guadagnare quota attraverso una serie di curve scavate direttamente nella montagna, e di inerpicarsi lungo stretti tratti di binari. Insomma, questa linea ferroviaria è un’opera monumentale, ammirata tanto per i paesaggi che attraversa quanto per le sue numerose strutture ingegneristiche. Alcune opere furono distrutte durante la Seconda Guerra Mondiale per impedire il rifornimento delle truppe tedesche di stanza nell’alta Vallée de la Roya. Tra queste, il Viadotto di Scarassoui (Fontan). La struttura originale fu progettata con un monumentale arco centrale in muratura con una luce di 48 metri che scavalcava il fiume Roya. Fu fatto saltare in aria dall’esercito francese nel giugno 1940 e completamente distrutto. Nel corso dell’ampio intervento di ripristino della linea, è stato ricostruito con un moderno arco in calcestruzzo armato. La linea fu completamente riaperta nel 1979.

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Il Viadotto di Scarassoui sulle Alpi Marittime in Franica

Il vero motivo del nome “meraviglie” però è un altro. Dal capolinea del treno di Tenda, al confine con l’Italia, in mezz’ora si raggiunge uno dei luoghi più incredibili che esistano in Europa: la Vallée des Merveilles (da cui di fatto prende il nome il treno). Questa valle, nel Parco nazionale del Mercantour, conserva 40.000 – misteriose – incisioni rupestri. Riportandoci all’età del bronzo ovvero a 5.000 anni fa è un vero museo della preistoria a cielo aperto. La valle si trova sul Monte Bégo che si erge a un’altitudine di 2.872 metri. Poiché le montagne sono spesso associate a un mezzo di ascesa verso Dio o gli dei, è possibile che il Monte Bégo fosse considerato “sacro” all’epoca e che le popolazioni preistoriche abbiano inciso la roccia lungo il monte per consacrare il luogo.

Le tappe del Train des Merveilles

Dalla stazione di Nice-Ville, il treno fa 15 tappe salendo fino al capolinea di Tenda. Le prime sono poco turistiche (Nice Pont Michel, L’Ariane, La Trinité-Victor, Drap-Cantaron, Halte de Fontanil), ma già dalla sesta fermata in avanti tutte meritano una tappa (se fate il viaggio in giornata non ce la fate a farle tutte e dovete sceglierne due o tre al massimo, ma sono in molti che decidono di fermarsi almeno una notte per avere più tempo per visitarle tutte o quasi). Quali sono le tappe più interessanti e cosa vedere.

Peillon Sainte-Thécle

La stazione si trova a 181 metri d’altitudine, ma il villaggio di Peillon si erge più in alto (334 m.) su uno sperone roccioso che domina la Vallée du Paillon che dà il nome al fiume. Questo borgo incastonato sulle Alpi Marittime conta meno di 1500 abitanti e fu fondato nel Medioevo per sfuggire alle invasioni. Si è evoluto sotto la sovranità della Provenza e di Casa Savoia (quando era italiano si chiamava Peglione) prima di passare alla Francia nel 1860. Arroccato come un nido d’aquila, il vecchio borgo è costituito da case in pietra addossate l’una all’altra. Questa struttura, simile a una fortezza, fungeva da difesa naturale, proteggendo gli abitanti dai saccheggi e i conflitti. La pianta interna forma un labirinto di vicoli lastricati, ripide scalinate, passaggi a volta e piccoli ponti sospesi (detti “puntines”). I resti dell’antico castello fortificato sono nascosti sotto la chiesa parrocchiale.

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Il villaggio medievale di Peillon

Peille

Fino al 1235, Peillon e Peille condividevano la stessa storia pima di separarsi. Oggi, Peille è un villaggio piuttosto turistico e anche più popolato di Peillon (circa 2mila abitanti), a 630 metri di quota, aggrappato alle pendici del Mont Baudon, nei pressi del torrente Faquin che scava una gola ripida ai piedi della parete rocciosa che costituiva una difesa naturale dell’antica cittadella del “Baou de Caster”. Anch’esso di origine medievale, offre uno spettacolare labirinto di ripidi vicoli, passaggi a volta romanici e gotici e antiche facciate in pietra. Il paese invita a scoprire una chiesa classificata come Monumento Storico, un campanile piramidale del XII secolo e una cappella del XVIII secolo riccamente affrescata.

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Il village perché di Peille

L’Escarène

Anche questa fermata merita una tappa. Si tratta di un borgo medievale che fu menzionato per la prima volta nell’XI secolo. Tappa fondamentale della Via del Sale che collegava la Provenza al Piemonte, il sito apparteneva inizialmente all’Abbazia di Saint-Pons a Nizza, prima di separarsi da Peille nel XVI secolo per insediarsi sul fondovalle. Il borgo conobbe un importante fervore artistico nel XVII secolo, grazie alla ricostruzione della chiesa di Saint-Pierre-ès-Liens e alla costruzione di magnifiche cappelle delle confraternite dei penitenti in stile barocco. Qui si trova uno dei punti più belli del Train des Merveilles: un imponente viadotto costituito da undici arcate e alto 40 metri che attraversa la valle del Paillon sovrastando il paese. Costruito negli Anni Trenta, è percorso quotidianamente dal Train des Merveilles. Gli appassionati di attività all’aria aperta saranno felici di sapere che da L’Escarène partono diversi sentieri segnalati, che si snodano tra boschi di pini, larici e querce, e che le trote abbondano nei due fiumi che attraversano il paese. Inoltre, L’Escarène è un noto punto di transito delle leggendarie prove speciali del Rally di Monte Carlo e del Rally di Monte Carlo Historique.

Touët-de-l’Escarène

La fermata successiva è Touët-de-l’Escarène, un micro-borgo diffuso di 300 abitanti la cui altitudine varia tra i 300 e i mille metri. Con le sue fontane, i passaggi a volta, il lavatoio in pietra, la chiesa del XVI secolo, il frantoio trasformato in spazio culturale e l’antico forno per il pane riconvertito in ristorante è un luogo davvero delizioso e poco turistico. I quartieri di Revel e Albera offrono una magnifica vista panoramica sulla valle, mentre numerosi sentieri offrono l’opportunità di praticare escursionismo e mountain bike. Appena fuori dal villaggio c’è un piccolo paradiso naturale, la Cascade de Redebraus, dove è vietato fare il bagno ma che merita sicuramente una foto.

Sospel

Alla fermata di Sospel il treno praticamente si svuota. Del tragitto del Train des Merveilles questa è la tappa più famosa. Merita? Forse sì, forse no. La cittadina è bellina, con il fiume Bévéra che la taglia in due – rive droite e rive gauche -, le mura del lungofiume fiorito e il Pont-Vieux, uno degli ultimi ponti fortificati d’Europa. Il paese è un po’ fané, con le facciate scrostate e i panni stesi alle finestre, ma il suo fascino decadente è proprio questo. A Sospel però ci sono diverse cose da vedere: i due quartieri storici al di qua e al di là del fiume, alcune capelle, la concattedrale barocca di Saint Michel con l’organo affacciata su una bella piazza con diversi ristoranti e i forti della Linea Maginot che fanno parte di una serie di fortificazioni costruite lungo i confini tra le due grandi guerre. L’imponenteFort Saint-Roch comprende quattro caserme di cemento armato collocate sopra una rete di cunicoli scavati nella roccia e che possono raggiungere una profondità di 30 metri. Ci potevano vivere 200 soldati per tre mesi come in un sommergibile. La visita libera lascia il tempo di scoprire l’edificio. I bambini rimarranno a bocca aperta di fronte alla ricostruzione della vita in questo forte. Non dimenticate di portare un golfino perché dentro le gallerie ci sono 16°C. Il lunedì il forte è chiuso. Il Forte Suchet o Fort du Barbonnet venne edificato in cima al monte e, da lontano, si mimetizza con la natura. Il Fort de l’Agaisen proteggeva gli altri forti e permetteva di coprire il confine. Il Fort du Monte-Grosso è, infine, l’opera più ampia del confine Sud-Est. Situato a mille metri di quota, sovrasta la strada di Sospel, di Tenda, i passi di Brouis e del Pérus.

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Il centro di Sospel

Breil-sur-Roya

Per raggiungere questo villaggio si attraversano le spettacolari Gorges de la Roya. Breil-sur-Roya si sviluppa come un anfiteatro ai piedi di uno sperone roccioso, con un lago e uliveti terrazzati che si estendono più in basso. Qui tutto evoca la Liguria del XVI secolo: il colore dell’intonaco delle case, i vicoli porticati, le edicole votive, le cappelle e i lavatoi, il forno comune e la chiesa barocca di Santa Maria in Albis, con i suoi organi storici. Da non perdere, la vista del lago dalla Tour de la Cruella e una visita all’Ecomusée du Train des Merveilles dove sono esposte alcune locomotive storiche a vapore o elettriche della compagnia ferroviaria francese SNCF, che racconta la storia del Train des Merveilles e dove si può ammirare un plastico della linea oltre a un simulatore con cui si può provare a guidare il treno. Il museo è aperto da agosto e ottobre.

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Il borgo di Breil-sur-Roya

Saorge

Aggrappato al fianco della roccia, il borgo di Saorge, interamente pedonale – la fermata è Fontan-Saorge -, si scopre percorrendo i vicoli acciottolati e i “cununs” che si snodano fino al monastero. È uno dei borghi più belli di Francia, un luogo senza tempo che invita a passeggiare e a “staccare la spina” davvero, tanto da essere spesso paragonato a un villaggio tibetano. Da visitare c’è il monastero francescano barocco con i suoi giardini, la chiesa di Saint-Sauveur e le cappelle dei penitenti.

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Il villaggio di Saorge in Francia

St Dalmas de Tende

Questo pesino di montagna nacque con il nome di Bergeggi, ma poi prese il nome di San Dalmazzo o St Dalmas de Tende essendo sede di un monastero dipendente dall’abbazia di Pedona (poi Borgo San Dalmazzo), che oggi è un albergo. Si è sviluppato in seguito alle miniere di galena argentifera, chiuse negli Anni ’30. Fino al 1947 era anche un importante posto di frontiera sia sulla SS 20 sia sulla ferrovia Cuneo-Limone-Ventimiglia tra Italia e Francia. Con il passaggio alla Francia, la dogana venne spostata a Tenda. Se non scendete dal treno, almeno soffermatevi ad osservare la sua imponente stazione ferroviaria in stile littorio (Mussolini aveva una casa di campagna appena fuori dal borgo). Molti di coloro che scendono a questa fermata lo fanno perché è il punto più vicino al Parco del Mercantour, meta ideale per escursioni e per ammirare le celebri incisioni rupestri preistoriche della Vallée des Merveilles.

La Brigue

Prima di arrivare al capolinea, la fermata che merita una tappa è quella a La Brigue, un villaggio da scoprire passeggiando tra i vicoli medievali, fino a raggiungere le rovine del Castello dei Lascaris. Questa località nasconde un piccolo tesoro e per questo merita una tappa: la cappella di Notre-Dame des Fontaines, magnificamente dipinta e colorata e per questo spesso definita la “Piccola Cappella Sistina delle Alpi“. Gli affreschi del XV secolo, illuminati solo da una luce naturale perché dentro non c’è elettricità, raccontano una storia, a tratti inquietante e simbolica, in cui ogni dettaglio è stato curato. Ma la cappella sorge in corrispondenza di sette sorgenti intermittenti, una fonte d’acqua e di vita nel cuore delle montagne nonché l’ultima fonte di acqua potabile lungo l’Alta Via del Sale.

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Gli affreschi di Notre-Dame des Fontaines a La Brigue

La natura intermittente di queste sorgenti è oggetto di leggende locali. Una di queste narra che un giorno, le sorgenti di La Brigue si prosciugarono, forse in seguito a un terremoto. Non potendo più irrigare i campi, gli abitanti del villaggio promisero di costruire una cappella dedicata alla Vergine Maria se lei avesse fatto tornare l’acqua nelle loro terre. Miracolosamente, le sorgenti ricominciarono a sgorgare… Per visitare la cappella con la sorgente principale bisogna prenotare la visita guidata da maggio a settembre. Per raggiungerla, o si sale a piedi o in bicicletta per 4 km oppure c’è una navetta che parte dalla stazione, anche questa da prenotare per tempo. Per chi volesse fare una sosta a La Brigue e per gli escursionisti, da qui si raggiunge la Via del Sale e partono diversi sentieri che salgono fino a duemila metri.

Tenda

La stazione d’arrivo del Train des Merveilles è quella di Tende o Tenda, borgo medievale disposto a gradoni lungo il fianco della montagna a 800 metri di quota, che offre numerosi punti panoramici affacciati sulla valle. Prima degli accordi di Plombières del 1858 tra Napoleone III e Cavour era Italia, ma fu ceduta alla Francia insieme a tutto il territorio dell’ex Contea di Nizza. È una tappa imperdibile per gli appassionati di arte barocca grazie alla Collegiata di Notre-Dame de l’Assomption, costruita tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, da vedere per i suoi ornamenti barocchi dai colori abbaglianti e il portale in stile rinascimentale scolpito nella pietra verde di Roya, ma è anche una delle porte d’accesso alla Vallée des Merveilles, di cui si può avere una splendida anticipazione nel Musée des Merveilles all’uscita dalla stazione di fianco all’Office de Tourisme.

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La cittadina di Tende vista dal treno

Il museo è molto moderno e organizzato molto bene, con parti interattive e maquette che raccontano la storia dei popoli della preistoria (una sezione è dedicata anche a Ötzi, la Mummia del Similaun, con una copia dell’uomo venuto dai ghiacci che si può vedere al Museo archeologico dell’Alto Adige di Bolzano). La chicca ospitata nel museo è la pietra originale detta del Capo della tribù prelevata dalla Vallèe des Merveilles con le incisioni rupestri (nella valle è stata posta una copia).

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Il Musée des Merveilles a Tenda

Consigli per un viaggio meraviglioso

Il treno parte tutti i giorni dalla stazione centrale di Nizza (Nice-Ville) con orari differenziati a seconda del giorno e della stagione (in alcuni orari, il treno c’è solo dal lunedì al venerdì o solo il sabato, la domenica e nei giorni feriali). Quello turistico ovvero con a bordo una guida che spiega l’itinerario e tutto ciò che riguarda il Train des Merveilles e i luoghi che attraversa è il treno che parte alle 9.32 dal binario F. La guida, a bordo di questo treno dal 1° giugno al 2 ottobre e successivamente nei fine settimana di ottobre, spiega in francese, inglese e, in caso di passeggeri italiani, anche in italiano. Quindi, il treno si può prendere anche senza guida negli orari preferiti (il primo parte alle 5.32 e poi ogni ora), ma per un viaggio completo il consiglio è di salire a bordo di quello con visita guidata e, possibilmente, di trovare posto nello stesso vagone della guida per sentire meglio ed eventualmente per togliervi qualche curiosità in più facendo qualche domanda.

Poiché il viaggio da Nizza a Tenda dura 2 ore (se prendete il treno delle 9.32 si arriva a Tenda alle 11.32) con 15 stop, l’altro consiglio se volete andare in giornata è quello di non fare nessuna sosta intermedia, bensì di percorrere l’intera tratta, scendendo a Tenda per una visita del centro storico, della Cappella dell’Annunciazione e del Musée des Merveilles, tutte attività gratuite e che meritano, e un pranzo in un bar o in una trattoria (tenete presente che il lunedì molti esercizi sono chiusi) per poi riprendere il treno e scegliere una o due altre soste al massimo (consigliata è Sospel, ma anche Breil-sur-Roya, Saorge e La Brigue sono deliziose) altrimenti tornate troppo tardi e la giornata è bella lunga (l’ultimo treno è alle 18.32, nel caso, da Sospel c’è anche l’autobus che va Nizza).

Un altro consiglio riguarda il biglietto del treno: esiste infatti il Pass journalier di SNCF che costa 8 euro e che consente di prendere tutti i treni francesi per 24 ore e che quindi è molto conveniente in quanto potete salire e scendere in qualsiasi fermata del Train des Merveilles, ma è valido anche su altre tratte nel caso arrivaste a Nizza da un’altra città della Costa Azzurra, incluso il Principato di Monaco. Se si viaggia in più di una persona (max 8), si può fare un unico pass, l’importante è che si stia tutti assieme dall’inizio alla fine del viaggio. Se viaggiate con un animale, è necessario fare un biglietto a parte (un cane di taglia media paga 10 euro) ed è obbligatorio tenerlo al guinzaglio (meglio se indossa anche la museruola).