A circa 30 chilometri da Avignone, alla fine di una valle stretta stretta tra pareti di calcare, Fontaine-de-Vaucluse sembra essersi fermata nel punto preciso in cui la Provenza cambia carattere. Le distese luminose, i vigneti, i filari di lavanda e i villaggi arroccati lasciano spazio a una gola profonda, fresca e ombrosa. In fondo, ai piedi di una falesia alta 230 metri, l’acqua affiora dal sottosuolo e dà vita alla Sorgue.
Tutto parte da lì: il villaggio si raccoglie lungo il corso del fiume appena nato, tra vecchie case in pietra, ponticelli, ruote idrauliche coperte di muschio e piccoli vicoli. La Sorgue attraversa Fontaine-de-Vaucluse con un colore che cambia sotto la luce, passando dal turchese intenso al verde smeraldo. Si tratta di un’acqua fredda, limpida e costantemente alimentata da un sistema sotterraneo gigantesco.
Ma non è finita qui, perché la sorgente ha una particolarità che rende questo luogo unico: davanti agli occhi appare una cavità apparentemente silenziosa, ma sotto quella superficie si apre un abisso esplorato soltanto in parte. Le ricerche hanno raggiunto circa 315 metri di profondità senza riuscire a chiarire completamente il percorso delle gallerie sotterranee. Fontaine-de-Vaucluse ha dato così il nome a un intero modello idrogeologico. Le grandi risorgive alimentate da reti carsiche sotterranee vengono infatti chiamate sorgenti vauclusiane.
Indice
Origine, formazione e leggende
La Fontaine-de-Vaucluse rappresenta la principale sorgente della Francia metropolitana e una delle più grandi risorgive del pianeta. Il suo funzionamento dipende da un enorme bacino sotterraneo alimentato dalle piogge e dallo scioglimento delle nevi provenienti dal Mont Ventoux, dai Monts de Vaucluse, dall’altopiano di Albion e dalla Montagne de Lure. L’area di raccolta supera i 1.200 chilometri quadrati.
L’acqua penetra lentamente nelle rocce calcaree, percorre una complessa rete sotterranea e riappare alla base della falesia. In media fuoriescono centinaia di milioni di metri cubi d’acqua all’anno. Durante i periodi più secchi la portata resta comunque elevata, mentre in primavera o dopo precipitazioni particolarmente intense il paesaggio muta radicalmente.
Il livello cresce, supera la soglia naturale e la sorgente si riversa lungo le rocce con una forza impressionante. La Sorgue possiede una temperatura particolarmente stabile, attorno ai 13 gradi, caratteristica che contribuisce alla limpidezza e alla presenza di un ecosistema ricco.
Nel corso dell’800 e del 900, numerose spedizioni hanno tentato di penetrare nel mistero dell’abisso. Nel 1878 il palombaro marsigliese Ottonelli raggiunse 23 metri. Nel 1946 arrivò anche il gruppo guidato da Jacques-Yves Cousteau. Le esplorazioni successive portarono i subacquei a quote sempre più profonde. Nel 1983 Claude Touloumdjan e Jochen Hasenmayer scesero fino a circa 205 metri, mentre i dispositivi robotici permisero di raggiungere oltre 300 metri.
La profondità conosciuta, però, rappresenta soltanto una parte del sistema: le indagini hanno individuato gallerie che proseguono oltre il punto raggiunto dalle esplorazioni. Per questa ragione la Fontaine-de-Vaucluse continua a conservare una parte del proprio mistero.
Accanto alla storia reale, Fontaine-de-Vaucluse custodisce anche una leggenda. La chiesa di Notre-Dame-et-Saint-Véran è legata alla figura di san Véran, al quale la tradizione attribuisce la liberazione della regione dalla Couloubre, un mostro simile a un drago che terrorizzava gli abitanti. Il santo avrebbe affrontato la creatura e l’avrebbe scacciata dalla valle, diventando una figura profondamente radicata nella memoria locale.
Anche Petrarca contribuì a costruire l’aura del posto. Il poeta visse a Fontaine-de-Vaucluse tra il 1337 e il 1353 e la natura della valle entrò nella sua immaginazione poetica. La Sorgue, la solitudine della gola e il paesaggio roccioso rappresentavano un rifugio lontano dalle corti e dalle grandi città. Laura, figura centrale della sua poesia, resta legata a questo periodo della sua vita e ha trasformato il villaggio in una tappa della geografia letteraria europea.
Visitare Fontaine-de-Vaucluse
Il centro storico è raccolto e la visita può richiedere poche ore, anche se vale la pena rallentare e dedicare tempo alle rive della Sorgue. Dal cuore del paese parte il Chemin de la Fontaine, il breve percorso che costeggia il fiume fino alla sua sorgente. La distanza è di circa 500 metri.
Alla fine della valle appare la grande parete calcarea. In basso, protetta da barriere di sicurezza, si apre la cavità dalla quale nasce il fiume. L’accesso diretto può essere soggetto a restrizioni per motivi di sicurezza, anche a causa del rischio di caduta di pietre dalla falesia. Vale quindi la pena rispettare la segnaletica e osservare la sorgente dai punti consentiti.
Una tappa fondamentale è il Moulin à Papier Vallis Clausa, testimonianza della lunga tradizione cartaria del villaggio. La prima cartiera risale al 1522 e l’industria della carta rappresentò per Fontaine-de-Vaucluse una risorsa economica fondamentale fino alla chiusura dell’ultima attività nel 1968. Oggi il mulino mostra le antiche tecniche di produzione della carta attraverso il movimento dell’acqua e la lavorazione degli stracci.
La grande ruota idraulica, con un diametro di circa 7 metri e 48 pale, resta una delle immagini più riconoscibili del villaggio. Vederla girare davanti all’edificio aiuta a comprendere il rapporto diretto tra la Sorgue e le attività artigianali locali. Sul lato opposto della Sorgue si trova il Musée Pétrarque, dedicato alla permanenza del poeta italiano e alla fortuna della sua figura nei secoli successivi.

Merita una sosta anche la chiesa di Notre-Dame-et-Saint-Véran, edificio di origine medievale costruito sui resti di un antico luogo di culto. Nel centro del paese, Place de la Colonne è dove si concentra la vita del villaggio. La colonna dedicata a Petrarca fu inaugurata il 20 luglio 1804, in occasione del 500° anniversario della sua nascita.
Alzando lo sguardo verso la montagna si scorgono i resti del castello dei vescovi di Cavaillon, costruito nel XIII secolo su uno sperone roccioso. Rimangono soprattutto strutture murarie, ma la posizione permette di comprendere il valore strategico della valle. Il castello controllava un territorio attraversato da pellegrini diretti verso il santuario di san Véran.
Dove si trova e come arrivare
Fontaine-de-Vaucluse si trova nel sud-est della Francia, in Provenza, nel dipartimento che porta il suo stesso nome. Avignone dista circa 30 chilometri, mentre L’Isle-sur-la-Sorgue si trova a circa 8 chilometri. L’automobile rappresenta il mezzo più pratico per raggiungere il villaggio, soprattutto per chi sta organizzando un itinerario attraverso la Provenza.
Da Avignone il tragitto richiede generalmente poco meno di 1 ora, in base al traffico e al percorso scelto. Fontaine-de-Vaucluse può essere inserita facilmente anche in una giornata dedicata all’abbazia di Sénanque, al Luberon oppure ai villaggi della valle della Sorgue. Dalla stazione ferroviaria di Avignone, i collegamenti richiedono generalmente una combinazione di treno e autobus oppure un trasferimento in auto.