La città di Sarajevo accoglie con l’aria fresca delle montagne che si specchiano su una valle stretta modellata dal fiume Miljacka. Circondata dalle Alpi Dinariche (dove ci sono picchi che raggiungono gli oltre 2.000 metri) sembra una capitale apparentemente tranquilla, ma in realtà sotto la sua superficie cela secoli di stratificazioni tra imperi, fedi, assedi, Olimpiadi e ricostruzioni mai del tutto ordinate.
Capitale della Bosnia ed Erzegovina, porta ancora addosso i segni dell’assedio degli anni Novanta, uno dei più lunghi e devastanti della storia europea recente. Ferite in parte ancora aperte, ma che non impediscono alla sua peculiare energia di rimanere potente, con ironia scura, ospitalità diretta e rituali quotidiani legati al caffè, alla musica e al cibo.
Da queste parti vivono infatti circa 300.000 abitanti che mescolano tradizioni musulmane, ortodosse, cattoliche ed ebraiche. Non vi sorprenderà sapere, dunque, che il soprannome è “Gerusalemme d’Europa“. Le sue particolarità risiedono proprio in questo intreccio culturale, visibile nei quartieri che passano da influenze turche a europee in pochi passi.
Inoltre, la rivista TimeOut l’ha persino incoronata destinazione più economica per il 2026, con pinte di birra il cui costo medio è di 2 euro e alloggi sotto i 50 euro a notte in bassa stagione. In sostanza, occorre organizzare un viaggio verso questa affascinante città il prima possibile.
Indice
Cosa vedere a Sarajevo
Il fiume che attraversa Sarajevo scandisce anche la sua struttura urbana, che a sua volta riflette secoli di stratificazioni culturali che vanno dai resti ottomani ai monumenti più recenti.
Baščaršija
Cuore storico di origine ottomana, Baščaršija è un quartiere che riunisce botteghe artigiane, moschee, caravanserragli e caffetterie tradizionali. Si sviluppa su una piazza centrale con vicoli lastricati in pietra ed è un pullulare di cupole basse, archi a sesto acuto e fontane in legno come il Sebilj, una struttura ottagonale con tetto verde rame che funge da punto d’incontro.
Ponte Latino
Il Miljacka, ovvero il corso d’acqua, è praticamente quasi costantemente al fianco del visitatore che arriva a Sarajevo. E, poco lontano dal centro storico, questo è sormontato da 3 (4, se contiamo anche il cemento) arcate in pietra che testimoniano un evento che cambiò le sorti del pianeta. È il cosiddetto Ponte Latino, dove Gavrilo Princip, nel 1914, sparò all’arciduca Francesco Ferdinando innescando la scintilla della Grande Guerra.

Moschea di Gazi Husrev-bey
Non passa di certo inosservata la Moschea di Gazi Husrev-bey che, oltre a essere un capolavoro dell’architettura islamica classica, domina lo skyline con la sua cupola maestosa e il minareto slanciato. Al suo interno (ricordiamo sempre il dovuto rispetto e silenzio) è possibile osservare tappeti soffici e decorazioni calligrafiche che non lasciano indifferenti. Il cortile esterno include invece antichi sistemi di misurazione del tempo legati alla preghiera, strutture che mantengono viva una tradizione secolare che sfida l’era digitale.
Tunnel della Speranza
Il suo nome già ci anticipa molte cose, ma la verità è che non potrebbe mai far immaginare quello che stiamo per raccontarvi: è stato scavato a mano nel 1993, proprio durante l’assedio. È un tunnel sotterraneo di ben 800 metri che collega l’aeroporto controllato dalle Nazioni Unite al quartiere di Dobrinja, passando sotto la pista.
Grazie a esso all’epoca passarono cibo, armi e persone, salvando migliaia di vite durante i 1.425 giorni di blocco. Oggi, una sezione di più o meno 20 metri (anche se può variare) è aperta come museo, con exhibit su attrezzi usati e testimonianze.
Cattedrale del Sacro Cuore
Molto affascinante è la Cattedrale del Sacro Cuore con ben 2 torri gemelle alte oltre 40 metri. Progettata dall’architetto Josip Vancaš alla fine dell’Ottocento, conserva elementi romanici e decorazioni pittoriche mitteleuropee, riflesso del periodo asburgico che trasformò Sarajevo in una capitale moderna.
Cosa fare a Sarajevo
È vero, Sarajevo è una capitale ma è abbastanza atipica rispetto a molte altre del continente europeo: è una città dai ritmi lenti, in cui lasciarsi guidare dai sensi piuttosto che dalle mappe cartacee. Le attività quotidiane riflettono un orgoglio profondo per le proprie radici e una voglia di condivisione che spiazza il visitatore straniero. Tra le migliori esperienze da fare segnaliamo:
- Partecipare al rituale del caffè bosniaco: sedersi in una kafana tradizionale implica un impegno temporale importante. La bevanda viene servita in una džezva di rame accompagnata da un cubetto di rahat lokum (antico dolce). Bisogna attendere che i fondi si depositino sulla base prima di sorseggiare il liquido scuro, osservando la schiuma densa che resta attaccata ai bordi della tazzina di porcellana senza manici.
- Prendere la funivia per il monte Trebević: restaurata di recente, sale 600 metri in pochi minuti regalando panorami sulla valle punteggiata di tetti rossi e moschee; una volta in cima, vale la pena esplorare la pista di bob abbandonata dalle Olimpiadi del 1984.
- Cercare le Rose di Sarajevo: utilizzate parte del vostro tempo per provare ad avvistare dei crateri di mortaio riempiti di resina rossa sui marciapiedi cittadini. Sono segni silenziosi delle vittime civili.
- Ascesa alla Fortezza Gialla: salire verso le fortificazioni che sovrastano la città vecchia permette di posare lo sguardo su un panorama che sa emozionare, specialmente durante il tramonto. Quando il sole scende dietro le cime delle Alpi Dinariche, le luci iniziano ad accendersi una ad una e il richiamo dei muezzin si mescola al suono delle campane delle chiese cristiane. L’atmosfera è incantevole, di quelle che sembrano irripetibili.
- Cena a base di Pita e Ćevapi: per completare la giornata vi consigliamo di mangiare un burek avvolto in strati di pasta fillo croccante o un piatto di polpette speziate servite nel pane somun caldo. Le porzioni sono generose e i prezzi, come già detto, restano incredibilmente bassi.
Come arrivare
Sarajevo è servita da un aeroporto internazionale che si trova a soli 10 chilometri dal centro e riceve voli diretti dalle principali capitali europee (piccolo avvertimento: in inverno, la nebbia tipica della zona può causare ritardi improvvisi). In alternativa sono disponibili anche pullman che partono da Belgrado o Zagabria.
C’è anche una stazione ferroviaria, un imponente edificio di architettura brutalista che accoglie il treno proveniente da Mostar, considerato uno dei percorsi su rotaia più spettacolari del continente: è pieno di viadotti sospesi su fiumi color smeraldo.