L’isola dei cento mulini: viaggio alla scoperta di Marie-Galante, il respiro calmo della Guadalupa

Un frammento di canna da zucchero nel Mar dei Caraibi: viaggio a Marie-Galante, l'isola che preserva tradizioni antiche, architetture coloniali e ritmi che altrove sono svaniti da tempo

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Immersa nelle Piccole Antille francesi (spoiler: non serve il passaporto anche se siamo ai Caraibi), Marie-Galante è un’isola della Guadalupa in cui il calendario sembra aver smarrito la propria corsa. Emerge con la grazia di una piattaforma corallina quasi perfettamente circolare e priva di rilievi montuosi, ma come estrema sintesi del passato rurale francese mescolato alla forza identitaria creola.

Questo affascinante territorio ha infatti costruito la propria identità attorno alla canna da zucchero, coltivata su oltre il 90% delle terre disponibili. Una vocazione che, volente o nolente, ha lasciato tracce visibili ovunque, dai campi regolari che disegnano l’interno dell’isola ai resti dei mulini a vento (elementi architettonici pensati per sfruttare gli alisei costanti).

A colpire chi, come noi, arriva da lontano è anche l’assenza di grandi complessi alberghieri che ha permesso la conservazione di un paesaggio agricolo continuo, interrotto solo da villaggi, distillerie e tratti costieri.

Marie-Galante viene spesso definita “isola dei cento mulini“, denominazione che riassume una storia economica basata sulla trasformazione della canna in zucchero e rum agricolo. Il mare, dal canto suo, è una presenza continua ma con una particolarità: le coste sono differenti tra Atlantico e Mar dei Caraibi, acque calme a ovest e onde più energiche a est.

Cosa vedere a Marie-Galante

Il poetico territorio di Marie-Galante vanta una densità di manufatti storici sorprendente, testimonianza di un’epoca in cui la forza del vento risultava vitale per la produzione del prezioso zucchero. Non mancano paesaggi modellati dal tempo e dal mare che fanno sognare a occhi aperti.

Grand-Bourg

Grand-Bourg è il principale centro abitato dell’isola e il porto di arrivo dei collegamenti marittimi. Si presenta con un tessuto urbano compatto, con case in muratura dai colori chiari, tetti inclinati e balconi in legno. Merita una menzione la chiesa affacciata sulla piazza centrale che costituisce il fulcro della vita quotidiana, affiancata dal mercato mattutino che raccoglie prodotti agricoli locali.

Capesterre-de-Marie-Galante

Tra le località da visitare vi consigliamo di fare un salto anche a Capesterre-de-Marie-Galante perché mantiene un carattere agricolo molto marcato. Il colpo d’occhio è eccezionale: le abitazioni si alternano a distese di canna da zucchero e giardini familiari. Il borgo vive in relazione diretta con il mare aperto e con venti più presenti, rivelando un’atmosfera che risulta pacata e scandita da attività quotidiane e ritmi rurali.

Habitation Murat

Una delle testimonianze più rilevanti del passato coloniale prende il nome di Habitation Murat. È una maestosa residenza costruita nel diciannovesimo secolo interamente in pietra calcarea che sfoggia un’eleganza austera, tipica dello stile coloniale ottocentesco adattato ai tropici. I resti dello zuccherificio adiacente, con le imponenti colonne circolari, evocano immediatamente la grandiosità della tenuta, che un tempo era una delle più vaste della Guadalupa. I giardini circostanti sono la culla di piante medicinali e specie endemiche.

Moulin de Bézard

Restaurato con estrema cura, il Moulin de Bézard è un affascinante edificio cilindrico che costituisce l’unico esempio di mulino a vento ancora parzialmente funzionante sull’isola. La struttura in muratura massiccia sorreggeva le enormi pale che azionavano i rulli per la frantumazione della canna. Osservando gli ingranaggi in legno e ferro, si percepisce l’ingegno dei carpentieri locali che riuscirono a domare gli alisei. La vicina casa del mugnaio completa il quadro rurale, mostrando una semplicità abitativa in forte contrasto con le opulente dimore dei proprietari terrieri.

Castello Bielle

Sebbene il termine “castello” richiami epoche medievali, qui identifica una delle distillerie di rum più rinomate di Marie-Galante. L’edificio principale conserva tratti dell’estetica industriale ottocentesca, circondato da antichi macchinari a vapore ormai arrugginiti che giacciono nel prato quale forma d’arte spontanea. All’interno dei magazzini, il sentore pungente del distillato agricolo in invecchiamento riempie i polmoni, raccontando un processo produttivo che rispetta ancora i dettami della tradizione artigianale.

Gueule Grand Gouffre

Infine Gueule Grand Gouffre, un arco naturale scavato dall’azione continua dell’oceano. Resiste da secoli alle intemperie lungo la costa settentrionale e mostra a 360 gradi l’energia dell’Atlantico che entra con forza nella cavità calcarea. Un belvedere consente l’osservazione in sicurezza e restituisce una lettura chiara dell’erosione costiera.

Le spiagge più belle

Il perimetro dell’isola alterna arenili ampi, baie raccolte e tratti più selvaggi. Una delle caratteristiche più apprezzabili, però, è che le spiagge mantengono un aspetto naturale e poco urbanizzato.

  • Plage de la Feuillère: distesa nei pressi del villaggio di Capesterre, è una spiaggia che incarna l’immagine ideale del paradiso tropicale. Una lunghissima schiera di palme da cocco si flette verso la battigia, garantendo zone d’ombra naturale. Il fondale degrada dolcemente, al punto da poter osservare banchi di piccoli pesci argentati a pochi metri dalla riva.
  • Anse de Vieux-Fort: qui ci spostiamo nell’estremo nord, per essere di fronte a una baia che si distingue per la trasparenza assoluta della superficie marina. La vicinanza con un piccolo isolotto boscoso crea un canale d’acqua calma perfetto per l’osservazione dei fondali, mentre la vegetazione circostante è composta da uva di mare le cui foglie tondeggianti assumono sfumature rossastre sotto il sole pomeridiano.
  • Anse Canot: una piccola mezzaluna racchiusa tra due promontori rocciosi garantisce intimità e protezione dalle correnti. Questo luogo mantiene un aspetto primordiale, privo di costruzioni invasive, in cui il solo suono udibile risulta essere il fruscio delle foglie di mandorlo tropicale mosse dalla brezza costante.
  • Grand-Bourg e il suo litorale: la spiaggia cittadina sorprende per la pulizia e la bellezza della sabbia, situata a pochi passi dal mercato centrale. Qui il blu intenso del mare profondo si scontra con il celeste chiaro della laguna, dando vita a un contrasto cromatico che definisce l’identità visiva dell’isola.

Come arrivare a Marie-Galante

Come vi abbiamo spoilerato all’inizio, per raggiungere Marie-Galante non serve il passaporto. Se vi state chiedendo come sia possibile la risposta è molto semplice: è parte della Guadalupa, un dipartimento d’oltremare francese, e quindi territorio dell’Unione Europea. Una notizia che facilita molte cose, ma che in realtà è la classica dimostrazione che non è tutto oro quello che luccica.

Per arrivare a Marie-Galante, infatti, è necessaria, oltre a un lungo viaggio aereo, anche una breve navigazione. I collegamenti principali partono dalla Grande-Terre, con imbarchi dal porto di Pointe-à-Pitre o da Saint-François. La traversata dura circa un’ora ed è operata da compagnie di navigazione regionali con corse giornaliere.

Per arrivare in Guadalupa è necessario un volo intercontinentale con scalo in Francia o negli Stati Uniti, seguito dal trasferimento al porto.