Pietre che sussurrano segreti tra calanchi e silenzio: viaggio a Grottole, un gioiello lucano

Un gioiello "dimenticato" nella Basilicata meridionale, con grotte preistoriche, rovine medievali e vigneti rigogliosi: benvenuti a Grottole

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Colline argillose modellate dal vento, due fiumi, il Basento e il Bradano, che delimitano l’orizzonte e ampie vallate che nei mesi caldi assumono tonalità dorate. È così che si presenta Grottole, borgo della provincia di Matera con un centro arroccato su un crinale panoramico situato a circa 480 metri sopra il livello del mare.

Il nome ci svela in anticipo la sua stessa essenza: deriva dal latino Cryptulae, ovvero piccole grotte. Il paesino è infatti puntellato di cavità scavate nella roccia tenera e abitate in epoche remote, per poi cambiare funzione nel corso dei secoli (sono state stalle, depositi e persino laboratori artigiani). Ed è proprio da questi antri che prese forma l’insediamento, che oggi vanta un’atmosfera che trasuda un fascino arcaico, abbastanza distante dai flussi turistici frenetici.

Arrivando in paese è facile percepire una doppia anima: da un lato case addossate lungo vicoli lastricati, dall’altro campagne aperte, uliveti e boschi. Grottole, del resto, racconta un Mezzogiorno fatto di partenze e ritorni, di case vuote e progetti di rinascita.

Cosa vedere a Grottole

Siete pronti a entrare in un libro di pietra? Questo borgo della Basilicata è un pullulare di tesori architettonici che si mescolano armoniosamente con la natura circostante. Con un centro storico raccolto su due alture, scorci improvvisi verso le valli ed edifici religiosi che sorprendono per dimensioni e dettagli, tutto merita un’osservazione lenta (e attenta).

Castello di Sichinulfo

Posto sulla collina della Motta, leggermente separata dal resto dell’abitato, il Castello di Sichinulfo è tradizionalmente collegato al principe longobardo Siconolfo di Salerno e all’anno 851. In origine torre difensiva, nel tempo si ampliò fino ad assumere l’aspetto di palazzo fortificato.

Oggi restano la torre centrale a base quadrata e parti delle murature perimetrali. Si distinguono ambienti interni che un tempo comprendevano stanze di rappresentanza, stalle e cantine. Un grande camino decorato a stucco rappresenta l’elemento più raffinato dell’insieme, mentre dalla sommità lo sguardo corre lungo le valli del Basento e del Bradano.

Ma c’è un altro fatto che vale la pena sapere: intorno alle pietre circola la leggenda di Abufina, giovane figlia di un feudatario, innamorata del popolano Selepino. Amore ostacolato, esilio, corsa disperata verso il torrente, morte tra le acque e, nelle sere di primavera, qualcuno giura di scorgere una figura al torrione più alto.

Chiesa dei Santi Luca e Giuliano

Nel cuore del paese si erge quella che tutti chiamano “La Diruta”. Costruita a partire dal 1508 su precedenti cappelle, possiede un impianto a croce latina, tre navate separate da pilastri massicci e un abside semicircolare. Le dimensioni sono sorprendenti per un centro di queste proporzioni, considerando che sono circa 30 metri in altezza e 20 in larghezza.

Le mura sono scoperchiate a causa di una serie di terremoti e crolli avvenuti nel corso degli anni, al punto che un ingresso dentro di esse provoca una sensazione intensa. Restano nicchie vuote, tracce di altari laterali, frammenti di affreschi e pavimentazioni in pietra locale con motivi geometrici. Non manca la vegetazione spontanea che cresce tra le pietre, cercando di riprendersi il proprio posto.

Chiesa di Santa Maria Maggiore

La Chiesa di Santa Maria Maggiore, risalente al XV secolo, svetta sull’altro poggio e sfoggia un interno arricchito da altari lignei, coro e cantoria settecenteschi, organo storico e statue tra cui una Madonna con Bambino di scuola lucana. Molto interessante è anche il chiostro rettangolare del convento, che conserva archi a tutto sesto che narrano la presenza dei frati per tre secoli.

Chiesa di San Rocco

Conosciuta anche come Santa Maria La Grotta, la Chiesa di San Rocco è la culla di un polittico seicentesco di Pietro Antonio Ferro raffigurante le 7 opere di misericordia corporale.

Santuario di Sant’Antonio Abate

A circa 14 chilometri dal centro, tra valle del Bradano e torrente Biloso, sorge il santuario fondato nel 1371 per volontà attribuita a Giovanna I di Napoli. Affidato ai monaci dell’Ordine del Tau, includeva un piccolo ospedale destinato ai malati colpiti dal cosiddetto fuoco di Sant’Antonio.

Oggi presenta una facciata a capanna con finestra circolare, campanile a vela e interno a due navate con ex voto e statua lignea del 1871 donata dai fedeli di Craco.

Altojanni

Sull’altopiano in contrada Castellana Vecchia riposano le rovine di un insediamento medievale sviluppatosi tra X e XIII secolo: Altojanni, con una torre rettangolare di circa 13 metri per 7 e mezzo, ruderi di una chiesa e fosse per conservare derrate alimentari.

Grotte dei Vasai e Museo Storico delle Ceramiche

Scendendo verso la base del colle, si incontrano i laboratori ipogei che diedero fama al borgo nei secoli passati. Questi ambienti, scavati interamente nella roccia, mantengono una temperatura piuttosto costante tutto l’anno. Visitandole, si scorgono ancora i segni dei torni e le zone destinate alla cottura della ceramica.

La tradizione dei fornaciai, tra le altre cose, trova spazio in un museo-laboratorio nato dall’acquisizione di uno degli ultimi forni ancora attivi. Qui si osservano tecniche di lavorazione della terracotta, oggetti modellati al tornio e continuità tra passato e presente.

Cosa fare a Grottole

Pur essendo piccolino, il borgo di Grottole pulsa di attività che legano i visitatori alla comunità locale. È uno di quei paesi che invita a partecipare, non solo a osservare.

  • Seguire il pellegrinaggio al santuario di Sant’Antonio Abate: salita collettiva verso Altojanni, canti popolari, profumo di pane benedetto e senso di appartenenza che coinvolge anche chi arriva da fuori.
  • Percorrere il sentiero ad anello del Bosco Le Coste: 5 chilometri tra querce e macchia mediterranea, area attrezzata con capanni e vista ampia verso il lago di San Giuliano e le colline circostanti.
  • Assaggiare la cucina locale in occasione delle feste: Festa del Crocifisso a inizio maggio, processione dell’Assunta il 15 agosto e fiera di San Luca a ottobre. Nei piatti compaiono r-cchitédd, cavatiédd, pecora in umido, g-mmriedd e lampascioni crsciut con olio e mollica.
  • Scoprire i progetti di rigenerazione promossi da Wonder Grottole: come recupero di abitazioni abbandonate, residenze per artigiani e creativi, iniziative di oleoturismo e viticoltura nelle grotte sotto il paese.
  • Visitare frantoi e cantine locali: per degustazioni in ambienti modellati nella roccia.
Borgo di Grottole, Basilicata
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Il borgo di Grottole al tramonto

Come arrivare

Grottole si trova in provincia di Matera, a circa 25 chilometri dal capoluogo. In auto si raggiunge percorrendo la SS 7 Appia oppure la SP 8 che costeggia l’oasi di San Giuliano. Alcuni collegamenti stradali consentono di arrivare anche da Miglionico e Grassano, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Bari, a poco più di un’ora di viaggio.