Viaggio a Castelletta, il borgo tra pietra antica e creste selvatiche

Incastonato tra gole rocciose e foreste lussureggianti delle Marche, Castelletta permette di fare un viaggio nel tempo attraverso rovine medievali e paesaggi mozzafiato

Foto di Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Superate le ultime curve che salgono da Fabriano a Serra San Quirico, improvvisamente (e a oltre 600 metri di altitudine), appare Castelletta. Un borgo qualsiasi, si potrebbe erroneamente pensare, ma nei fatti la sua sola posizione svela subito un fascino magnetico: siamo nell’entroterra della provincia di Ancona, dentro il territorio protetto del Parco Naturale della Gola della Rossa e di Frasassi, nel bel mezzo di un paesaggio che alterna gole calcaree, altipiani erbosi, boschi fitti e pareti rocciose che attirano escursionisti e arrampicatori.

Vi basti sapere che la sua collocazione dominante, aggrappata al fianco del Monte Revellone, le conferisce un aspetto scenografico e naturalmente difensivo. La struttura delle case sembra artigliata alla roccia, come i rifugi dei grandi rapaci che nelle zone circostanti nidificano.

Frazione di Fabriano, pur conservando un impianto urbano compatto, con case in pietra addossate l’una all’altra, archi, torrette e tracce evidenti di un passato difensivo, affonda le sue radici in epoche ben più remote: un frammento di trabeazione sepolcrale databile tra la fine della Repubblica romana e l’età augustea, suggerisce la presenza di un insediamento già in Età Classica.

Cosa vedere a Castelletta

L’impressione che si ha quando si arriva a Castelletta è quella di essere al cospetto di un posto rimasto fedele alla propria misura, senza concessioni al turismo di massa. Ci vuole poco tempo per visitare il centro storico, ma questo non vuol dire che non serva attenzione: è una sorta di miscela tra rovine storiche e bellezze naturali.

Chiesa di Santa Maria sopra Minerva

L’edificio sacro, intitolato a Santa Maria sopra Minerva, è il baricentro spirituale della comunità. Sorge in fondo a via del Pino, accanto a un grande albero che domina lo slargo, ed è così chiamato perché edificato sulla cima di un precedente tempio pagano dedicato alla divinità romana. La facciata alterna mattoni rosso scuro e lesene chiare, con timpano sommitale e iscrizione destinata alla Vergine. Il campanile in pietra calcarea affianca il prospetto con sobrietà.

L’interno presenta un’unica navata, con un’atmosfera essenziale e quindi priva di eccessi decorativi. Ma come detto, c’è sempre qualcosa che merita una certa considerazione: tra le opere spicca una croce astile del XIII secolo, in rame sagomato e inciso, attribuita a scuola tedesca, utilizzata nelle processioni. Si conserva inoltre un frammento di affresco raffigurante San Silvestro Abate, attribuito ad Antonio da Fabriano, pittore attivo nel Quattrocento, insieme a immagini della Vergine con il Bambino.

Rivellino e Palazzo dei Rovellone

L’elemento che definisce lo skyline del paese è senza dubbio l’antica torre circolare del Rivellino. Una forma che, in epoche ormai remote, consentiva un controllo ampio sulle pendici circostanti. I beccatelli testimoniano una funzione offensiva chiara, legata alla protezione del castello.

Accanto si trova il Palazzo dei Conti Rovellone, famiglia che detenne il feudo prima della cessione a Fabriano. Le murature in pietra locale, irregolari e robuste, parlano di un’architettura funzionale e priva di abbellimenti superflui.

Chiesa di Santa Maria del Piano

Appena fuori dal nucleo abitato, lungo la strada di accesso, si incontra una piccola chiesa del XV secolo. In questo caso la facciata è a capanna in pietra a vista e semplice, con rosone centrale e campanile laterale.

Le sue mura custodiscono una copertura lignea a capriate e affreschi di scuola fabrianese. Nell’abside, inoltre, si distingue una Madonna in trono con Bambino e San Francesco, esempio della pittura locale quattrocentesca.

Casa del Parco Francesco Stelluti

Inaugurata nel 2003, la Casa del Parco è dedicata a Francesco Stelluti, astronomo fabrianese e membro dell’Accademia dei Lincei. Funziona come centro di documentazione delle aree protette del Parco e vi si trovano postazioni multimediali, erbari, fossili, animali tassidermizzati e una sala riunioni.

Dal 2011 ospita un planetario digitale gestito dall’associazione di astrofili Aristarco di Samo di Senigallia. La struttura offre anche una piccola foresteria con dieci posti letto e punto di riferimento per studiosi e gruppi.

Cosa fare a Castelletta

Le attività a Castelletta stimolano i sensi con esperienze che uniscono avventura e riflessione, anche perché qui è possibile sfruttare il paesaggio unico del parco naturale circostante. Ma non mancano anche altre attività in grado di accontentare un po’ tutti i gusti.

  • Salita al Monte Revellone: la cima raggiunge 841 metri. Il percorso parte dal borgo e si sviluppa tra radure e tratti boscati. In vetta si trova una croce metallica collocata dal CAI di Rimini. Il panorama abbraccia il Monte Murano e la valle sottostante, con una visuale ampia sui borghi dell’Appennino marchigiano.
  • Anello verso l’Eremo di Grottafucile: circa 9 chilometri complessivi per un itinerario che conduce al luogo scelto da San Silvestro Guzzolini per la vita eremitica. Il contesto trasmette un senso di isolamento forte, coerente con la scelta ascetica del fondatore.
  • Percorso fino a Poggio San Romualdo: quasi 9 chilometri in sola andata, con dislivello di approssimativamente 400 metri. Il tracciato collega due alture appenniniche, alternando tratti ombreggiati e aperture panoramiche.
  • Cima Scarponi: il valico di Castelletta, a 675 metri, è stato intitolato a Michele Scarponi, ciclista nato a Filottrano, vincitore della Tirreno-Adriatico 2009 e del Giro d’Italia 2011 dopo la squalifica di Alberto Contador. Sui tornanti compaiono fotografie che ricordano le sue imprese. L’area mette a disposizione tavoli, barbecue e un campo da calcio.
  • Arrampicata alle Falesie di Castelletta Alta: una parete del Monte Revellone è stata attrezzata come palestra di roccia. Le vie si sviluppano su calcare compatto, adatte a chi pratica questa disciplina.
  • Grotta dei Corvi: grande anfratto naturale. Il sentiero conduce fino a un tratto finale più ripido che richiede attenzione. Dall’interno si domina il borgo dall’alto.
  • Festa della Madonna della Speranza: a settembre, con processione, giochi tradizionali, corsa dei somari, biroccini e carriole, oltre a un’infiorata che colora le vie.
Castelletta, borgo delle Marche
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Castelletta e il suo magnifico paesaggio

Dove si trova e come arrivare

Il borgo di Castelletta dista circa 21 chilometri da Fabriano, nelle Marche. Si raggiunge in auto seguendo la viabilità provinciale che sale verso il Parco della Gola della Rossa e di Frasassi. La strada presenta tornanti e tratti panoramici. Chi proviene dalla costa adriatica può uscire dall’autostrada A14 ad Ancona Nord o Jesi e proseguire verso l’entroterra in direzione Fabriano.

Il viaggio richiede attenzione alla guida, soprattutto negli ultimi chilometri, tra curve e pendenze. L’arrivo ripaga con una vista ampia sui rilievi appenninici e con la sensazione di aver raggiunto un posto appartato, fedele alla propria identità.